GUIDONIA – Garantire il consiglio comunale a Mario Lomuscio, il campione di preferenze (927) rimasto fuori dall’aula a causa della sconfitta progressista. Questa è la vera posta in gioco nell’accordo di parte democratica, abortito dai 5Stelle e sposato dal candidato sindaco sconfitto Alberto Cuccuru che, con una nota stampa, ha aperto alla possibilità per il Partito democratico di sostenere il civico Mauro Lombardo nel turno di ballottaggio in programma domenica 26 giugno.

Una scelta di prospettiva che, solo in caso di affermazione definitiva dell’avvocato 50enne, già risultato il più votato nelle elezioni amministrative del 12 giugno con oltre il 35% dei consensi, lascerebbe aperta la porta dell’aula a Mario Lomuscio a seguito delle probabili dimissioni di Cuccuru, da molti indicato in un futuro ruolo remunerativo e di prestigio messo a disposizione dal partito lontano da Guidonia Montecelio. Più che al «bene della città» – ancora una volta invocato dallo scout adulto, chiamato qualche mese fa a suggellare l’alleanza tra il Pd e il M5S nella sfida elettorale poi andata in malora – si cerca adesso di mantenere inalterati i pesi e i contrappesi all’interno della nomenclatura del partito di Enrico Letta e delle componenti che, a livello regionale e di riflesso locale, gestiscono un consolidato sistema di potere.

La sommatoria dei voti usciti dalle urne ha garantito la corrente di Bruno Astorre (segretario regionale) con l’elezione certa in consiglio comunale di Emanuele Di Silvio (1226), stesso dicasi per Marco Vincenzi che ha puntato ancora sul cavallo Simone Guglielmo (1023 voti), riconfermato in aula a furor di preferenze. Una elezione nemmeno sfiorata (invece) dal terzo Big (tra i consiglieri uscenti) Mario Lomuscio, sul quale avevano scommesso le anime belle post comuniste come l’ex deputato Andrea Ferro e gran parte dei nomi di sempre, da Anna Rosa Cavallo a Rita Salomone. Per come sono andate le cose elettorali Lomuscio è arrivato addirittura quarto. Meglio di lui ha fatto Rossella Nuzzo (956 voti) in accoppiata con Di Silvio, la cui elezione sarebbe automatica solo in caso di vittoria di Mauro Lombardo. Se a prevalere fosse l’altro ballottante Alfonso Masini, candidato sindaco di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, il posto in aula ci sarebbe per i soli Di Silvio e Guglielmo, in quel caso nemmeno le dimissioni di Cuccuru favorirebbero Lomuscio: ad entrare sarebbe Nuzzo, lasciandolo definitivamente escluso dall’assise in questa consiliatura comunale.

Una partita al rialzo che il Partito democratico sembra giocare apparentemente tirando per la giacchetta il potenziale sindaco civico. Proprio Lombardo, senza allusioni (né implicite né esplicite) ad eventuali accordi con il Partito democratico, in una nota stampa diffusa ieri (domenica 19 giugno) parlava dell’intenzione, una volta sindaco, di affrontare i problemi amministrativi e sociali in modo pragmatico e possibilmente risolutivo senza condizionamenti ideologici, inutili al livello comunale. «Mi rapporterò con il Governo Nazionale, con la Regione Lazio e con la Città Metropolitana di Roma senza reverenza – scriveva – ma anche senza diffidenza pregiudiziale, consapevole che in questi ultimi tempi sono stati stanziati finanziamenti importanti per il rilancio del nostro territorio come quelli per il Nuovo Ospedale, il raddoppio della Tiburtina e della Ferrovia, le opere pubbliche a corredo della Ryder Cup. Collaboreremo con tutti i livelli sovra-comunali anche per intercettare al meglio gli ingenti fondi del PNRR e stimolare la veloce approvazione della nuova legge regionale sulle Cave. Siamo certi – concludeva – che su questi presupposti, in vista del ballottaggio, tutte le forze politiche, sociali, associative ed economiche di Guidonia Montecelio che amano la Città saranno al nostro fianco con il sostegno e il necessario contributo di idee». Insomma, nelle parole di Lombardo la prospettazione di cose normali da fare per un sindaco che, una volta eletto, rappresenta tutti i cittadini e, come istituzione, si rapporta con gli Enti sovraordinati.

Cuccuru invece l’ha preso davvero alla lettera e, in una nota di risposta che ha diffuso oggi, scrive che «domenica prossima, per il turno di ballottaggio per le elezioni amministrative, prendo atto della posizione assunta dal candidato Mauro Lombardo, dopo l’appello che ha rivolto nella giornata di ieri con il massimo rispetto per le forze politiche e civiche che mi hanno sostenuto e che in queste ore stanno assumendo le loro decisioni. Ritengo che le posizioni assunte nelle ultime ore dall’avvocato Lombardo costituiscano la premessa per quella collaborazione con gli enti sovracomunali che sarebbe stato un tratto identitario della mia amministrazione e che ritengo un elemento necessario per far fronte alle sfide che interesseranno la città a partire dai prossimi mesi, dall’ ampliamento del Car al raddoppio della Tiburtina, dalla Ryder Cup alla legge sulle cave, dalla costruzione del nuovo ospedale alla gestione dei fondi del Pnrr. Molte sono le cose che ci dividono e che ci hanno diviso in questa campagna elettorale. Il mio auspicio e la mia speranza è che, al netto delle differenze, se diventerà sindaco Mauro Lombardo saprà dare vita ad un’amministrazione in grado di fare prevalere l’interesse per la comunità al di là degli steccati ideologici facendo un lavoro di squadra per raggiungere quei risultati che oggi sono alla portata della città e che mai come questa volta potranno farle fare un salto di qualità e proiettandoci nel futuro». Il M5S si è invece subito messo di traverso. I grillini non voteranno né l’uno né l’altro perché espressione di «quella stessa destra che ha distrutto Guidonia».

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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