ANGELO BORRELLI il capo della Protezione Civile, da giorni prova a mitigare l’effetto dei dati sulla opinione pubblica, infatti non parla di contagiati ma di malati perché è evidente che fra i malati non si possono contare né i morti né i guariti. L’unico dato realmente e scientificamente significativo è dunque quelli totale dei contagiati dall’inizio di questa epidemia di Codiv-19 in Italia. Il dato comprende malati, morti e guariti e oggi è di 35.713. Lo fornisce come ogni giorno la Protezione Civile. Ieri era di 31.506, ieri l’altro di 27.980, il giorno prima – eravamo al 15 marzo – di 24.747. Un andamento che serve a capire che l’emergenza avanza verso il picco e che oggi, 18 marzo, i nuovi contagi nelle 24 ore e rispetto a ieri sono stati 4.207. La curva epidemica ha purtroppo ripreso a salire, anche se si dovrà aspettare almeno il fine settimana per valutare la reale efficacia delle misure restrittive introdotte dal Presidente del consiglio lo scorso 10 marzo.

Il governo lavora a nuove misure restrittive

«Nelle prossime ore bisognerà prendere in considerazione anche la possibilità di un divieto completo all’attività all’aperto». Lo ha detto il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora al Tg1. Se finora «abbiamo lasciato questa opportunità dell’attività motoria all’aperto è perché la comunità medico scientifica ci diceva di dare la possibilità a molte persone di poter correre, anche per altre patologie… Però l’appello generale era di restare a casa. Se questo appello non viene ascoltato saremo costretti a porre un divieto assoluto»

«Non vedo l’esigenza straordinaria di rischiare in questa settimana, una delle più critiche a livello di picchi secondo la comunità scientifica», le parole del ministro a Agorà in mattinata.«Ci sono ancora tantissime persone che sembrano sottovalutare i rischi che il paese sta correndo».

La guerra si combatte stando a casa

La guerra contro il Coronavirus che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario italiano si combatte solo convincendo gli italiani  di restare a casa per  spezzares la catena dei contagi. Non c’è una cura, né un vaccino: l’unica arma a disposizione in questa battaglia con un nemico invisibile è l’isolamento. Eppure qualcuno, più di qualcuno, sembra non averlo capito. Le strade e piazze continuano ad essere frequentate da troppe persone, di gente che corre, chiacchiera e parla senza mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro. Poco senso civico che ha spinto alcuni primi cittadini a prendere decisioni apparentemente drastiche ma fondamentali in un momento delicato come questo restringendo del tutto la vista sociale. Altri hanno adottato misure, anche se giuste a garantire la igiene pubblica nei luoghi all’aperto attarverso interventi di sanificazione,  che rischiano di abbassare il livello di guardia dei cittadini spingendoli ad assumere comportamenti meno responsabili a garanzia della propria e l’altrui salute. Deve essere chiaro che niente serve ad arginare il contagio al di fuori dell’isolamento sociale,  stare a casa e seguire pedissequamente le regole di igiene segnalate dal Istituto superiore della sanità su indicazione del Organizzazione mondiale della sanità. State a casa

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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