L’ACCORDO strategico raggiunto al Comune di Latina può essere di auspicio per le città del Lazio attese dal voto amministrativo?. Da quelle parti gli osservatori accreditati ne fanno un gran discutere: anche altrove, le intenzioni di Claudio Fazzone, senatore e segretario regionale di Forza Italia, potrebbero arrivare a legare i destini del partito a fronti moderati e alternativi al sovranismo e alla destra?. Nella pratica politica è quanto accaduto nel Comune pontino. La seconda città della regione dove Fazzone –  riporta il sito d’informazione AlessioPorcu.it – ha aperto ad un supporto a Damiano Coletta, sindaco eletto di riferimento del Partito democratico. Una mossa che ha consentito al centrosinistra vincitore azzoppato delle elezioni di ottobre, di raggiungere una maggioranza in consiglio comunale. Gli osservatori, non a caso, parlano di una impalcatura politica costruita da un lato da Fazzone, dall’altro da Salvatore Penna, ex segretario provinciale del Pd e consigliere regionale. «Due che lavorano dietro le quinte, poche dichiarazioni ma accordi solidi» scrive Andrea Abruzzese sul sito in oggetto. Sono loro i principali autori, inoltre, della candidatura condivisa e della recente vittoria di Gerardo Stefanelli come presidente della Provincia di Latina. E quindi, «ancora una volta, come negli ultimi 20 e più anni, Claudio Fazzone appare come uno dei veri protagonisti. E accade sia quando Forza Italia ha una posizione prioritaria, come 20 anni fa, sia oggi, in cui il partito azzurro ha un numero minore di rappresentati istituzionali». 

L’interesse ad una collocazione più moderata di Forza Italia, sarebbe per Fazzone in primo luogo politico. È senatore da dieci anni e ragiona anche a livello nazionale, con Forza Italia elemento di aggregazione moderato, rispetto al fronte sovranista rappresentato da Lega e Fratelli d’Italia: uno schema che ha inteso proporre in chiave locale. Così, a Latina, ha aperto ad un supporto a Damiano Coletta nel consiglio comunale e, scrive ancora  Abruzzese, non si è impuntato su un nome di centrodestra alla presidenza della Provincia, convergendo su quello portato avanti dal Pd e da alcune liste civiche. Prove, insomma, di consolidamento di un intesa.. Partita, senza entrare troppo nelle dinamiche del Comune pontino e per quel che restituisce la cronaca politica, con l’accordo tra i consiglieri di Forza Italia e la maggioranza di centrosinistra. Fazzone si è  smarcato dagli alleati e ha fatto di testa sua. Altre prove di alleanze alternative sono arrivate anche da Viterbo, dove le sintesi trovate con il Partito democratico su alcuni candidati alla Provincia hanno però innescato meccanismi autodistruttivi nel centrodestra, determinando lo scioglimento anticipato del consiglio comunale e la caduta del sindaco Giovanni  Maria Arena. Fazzone, lavorerebbe quindi alla creazione di un polo moderato appetibile al centrosinistra?. Potrebbe, da segretario regionale, pensare al modello per i principali comuni chiamati al rinnovo dei sindaci nella primavera del 2022: Rieti, Frosinone e Viterbo, i tre capoluoghi di provincia. Ma anche Guidonia Montecelio, città strategica con il doppio dei residenti. Per densità di popolazione seconda solo a Latina e Roma.

Staccare Forza Italia dalla destra sovranista, sfruttarne la peculiarità di partito moderato nella costruzione di alleanze alternative: il laboratorio Fazzone potrebbe aprire il dialogo con il Partito democratico? Quanto sarà possibile applicare il modello da queste latitudini è da valutare sotto molteplici aspetti. Il primo è che a Guidonia Montecelio, il centrodestra unito resta, al momento, un’ idea, mentre i tre partiti continuano a percorrere strade diverse e in direzioni ostinatamente contrarie all’unità. Per restare in casa azzurra, il segretario provinciale Alessandro Battilocchio sembra ancora prendere tempo in attesa di capire dove tira il vento dell’elezione del Presidente della Repubblica, che potrebbe restituire al Paese nuove maggioranze parlamentari e politiche. Un gioco dei giochi con ripercussioni inevitabili nella terza città del Lazio. Dove tra quattro o cinque mesi si vota ma di candidati sindaco non c’è nemmeno l’ombra e le coalizioni trovano difficoltà a strutturarsi. E allora, ragionare cambiando gli schemi precostituiti, già messi a dura prova da un Nuovo Polo Civico eccessivamente forza catalizzatrice, potrebbe aiutare a dare una parvenza di normale autentica competizione alle prossime elezioni, dove non tutto sia già praticamente deciso. Rimescolare le carte per tirare fuori il jolly dal mazzo come fatto da Fazzone: il segretario regionale sembrerebbe intenzionato a farlo ovunque nel Lazio.

 


Simone di Ventura - 720
AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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