GUIDONIA – Un altro pezzo del puzzle lo hanno messo gli ex 5Stelle Angelo Mortellaro e Laura Santoni. La loro lista Azione Comune è entrata a far parte del Nuovo Polo Civico. L’annuncio è arrivato durante una conferenza stampa (per pochi intimi) convocata tra Natale e Capodanno. Il 27 dicembre era stata la volta di Polis, formazione attiva nel Comune di Tivoli. Antonio Picarazzi, playmaker del think tank tiburtino tutto orientato ai temi ambientali per una programmazione territoriale condivisa, in una nota stampa dai toni definitivi, parlava dell’attrattiva del Nuovo Polo Civico e della «competitività del soggetto politico messo in campo». Da qui la scelta di schierare Polis alle prossime elezioni comunali di Guidonia Montecelio. Ancorando il progetto alla figura di Pino Monaco (in realtà da tempo già organica al cartello di liste che fa capo ad Aldo Cerroni e Mauro Lombardo, entrambi avvocati con pregresse esperienze nelle più recenti amministrazioni guidoniane).

Come Picarazzi spiega, provando a darne una collocazione idealmente politica, Polis proviene in parte dall’esperienza di «Italia in Comune Tivoli», lista civica che, alle elezioni tiburtine del 2019, aveva sostenuto la fallimentare candidatura finto civica di Giovanni Mantovani (portato dal Pd senza simbolo) e, ancora, in parte dalle associazioni e dalla società civile, in parte ulteriore da ex appartenenti al variegato mondo del centrosinistra tiburtino. D’altro canto, sempre nei giorni di Natale, anche Giorgio La Bianca e Flora Fuscello muovevano passi nella direzione di un largissimo fronte civico. Lanciando l’idea di un’unica federazione di liste che ri-comprendesse pure Claudio Zarro: l’ex grillino (pentito) è ora impegnato nella costruzione di un Polo Civico 2 che, al momento e con l’adesione del consigliere (anche lei ex M5S) Lorena Rossetti, sotto la sigla di Uniti in Comune, raggruppa la bellezza di otto liste. Con l’adesione di Azione Comune e Polis, anche il Nuovo Polo Civico dei Cerroni e Lombardo raggiunge quota otto liste (le rimanenti sono Il Biplano, Guidonia Domani, La Nuova Storia, Giovane Guidonia, L’Onda e Guidonia Civica), restando in attesa di aggregare Secondo Noi, formazione di Marco Berlettano (già assessore ai Servizi sociali del secondo governo Rubeis) e di Marco Mercante, un lungo cambio di casacche nel curriculum politico. Fluttuano inoltre (ancora) le posizioni degli ex Pd Paola De Dominicis, Rocco Cisano e Pasqualino Rossi, la cui adesione al Nuovo Polo non ha sciolto i nodi sul contenitore. Resta la domanda: correranno con una lista esistente o ne fabbricheranno una nuova di zecca? Stesso dicasi per Laura Cartaginese e il suo gruppo. Il consigliere regionale ex forzista ora leghista, grande sostenitrice dei modelli civici nei Comuni, si muove con disinvoltura a Guidonia Montecelio in vista delle elezioni del 2022, dove punterebbe su altri illustri ex del centrodestra come Anna Di Tella (assessore al Commercio durante il primo governo Rubeis), Andrea Mazza (consigliere comunale nel primo e secondo mandato Rubeis). Anche in questo caso il contenitore è incerto. Il gruppo Cartaginiese correrà con Polis, farà una ulteriore nuova lista? Infine ci sono le posizioni di Noi per Guidonia di Flora Fuscello e Uniti per vincere di Giorgio La Bianca (già consigliere comunale a sinistra), che in solitaria, da candidati sindaco, nel 2017 sfidarono le coalizioni dei partiti e del civismo, racimolando poco più di 600 voti la prima, circa un migliaio il secondo. Entrambi giocheranno nel Nuovo Polo Civico anche se il progetto della federazione allargata a Zarro dovesse saltare. Dulcis in fundo c’è il duo Michele Venturiello (già capogruppo di Forza Italia fino al 2016) e Maurizio Lotti (una storia politica e istituzionale nell’Udc). Risale a qualche giorno fa (il 28 dicembre) un incontro organizzato al Duca d’Este, nelle intenzioni dei proponenti per condurre il centrodestra verso il Nuovo Polo Civico. L’obiettivo, neanche troppo celato, resta quello della grande coalizione schierata contro l’alleanza tra Pd e M5S.  Insomma, lo scenario sembra quello che i detrattori attenti osservatori chiamano in generale del «civismo di facciata» o di di stampo gattopardesco. Quasi sempre costruito da chi è stato a lungo nei partiti e nelle istituzioni prima di esserne marginalizzato. Una operazione di trasformismo politico utile a transitare da uno schieramento all’altro, da un gruppo a un altro, da una corrente a un’altra. Qualcuno, tra gli addetti ai lavori, ha parlato di moda ormai diffusa di fare coalizioni civiche nei Comuni e al contempo essere parte del potere dei partiti a pochi chilometri di distanza. Civici  fuori dal raccordo anulare, politici negli Enti sovraordinati come la Regione Lazio. Aiutati dalla narrazione fuorviante di un civismo espressione di una società civile buona contrapposta ai partiti cattivi e corrotti. Se si vuole, lo stesso racconto decennale operato dai «portavoce dei cittadini». Ora che il modello dell’uno vale uno ha fallito, perfino i 5Stelle in fuga si riciclano un po’ ovunque usando nuovi vessilli. Succede lo stesso a Guidonia Montecelio?. Il finto civismo quasi sempre maschera accordi trasversali tra gruppi di potere che nulla hanno a che fare con la sbandierata tutela del bene comune, divenuto lo slogan più abusato di sempre, perché nella terza città del Lazio dovrebbe essere diverso?

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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