GUIDONIA – Dimissioni del sindaco Mauro Lombardo? Il colpo di scena potrebbe arrivare già nelle prossime ore. A margine del consiglio comunale «istituzionale» convocato oggi (martedì 2i ottobre) alle 18.00 per celebrare l’anniversario fondativo della città di Guidonia Montecelio o dopo l’ennesima riunione allargata di una maggioranza ridotta, ormai, sull’orlo di una crisi di nervi dalle «picconate» di Salvatore Mazza, il padre dell’assessore All’ambiente Andrea Mazza, che con le bordate all’amministrazione in carica dal 2022 non vuole proprio smetterla. Ad aggravare il quadro delle tensioni interne, sono arrivati i manifesti «espliciti» del Partito democratico. Dopo anni sonnolenti, i dem hanno sferrato un duro attacco pubblico sulle Ombre in Comune denunciate analiticamente da Mazza senior. Le mai sopite fibrillazioni tra i gruppi consiliari che compongono la eterogenea maggioranza civico politica dopo l’entrata di Fratelli d’Italia contribuiscono ad alzare la temperatura politica, quando ci sono questioni di non facile risoluzione in questo clima da tutti contro tutti.

A cominciare dalla selezione curricolare in corso per l’individuazione di un dirigente amministrativo a tempo determinato. Ruolo che, fino a ieri, fu del fido collaboratore Aldo Cerroni alla ricerca, però, di una riconferma per i prossimi tre anni. Non sarà facile per lui spuntarla nell’esercito di candidati che ha presentato la domanda. In 122 (più o meno) ambiscono al posto, e una cernita tra i possessori di requisiti più o meno reali diventerà una sfida per la commissione appena nominata. Per non parlare dell’appalto dell’igiene urbana da 100 milioni di euro già finito sotto la lente dei sospetti, e delle trasformazioni urbanistiche in corso su vaste aree che sempre contribuiscono ad alzare l’alert nella terza città del Lazio e di cui si parlerà diffusamente in una inchiesta di prossima pubblicazione su questo sito d’informazione indipendente.

L’ex sindaco Eligio Rubeis tra Anna Mari e Laura Cartaginese, rispettivamente consigliere comunale a Guidonia Montecelio e capogruppo della Lega al consiglio regionale del Lazio

Dopo la variante urbanistica del Car (Centro agroalimentare di Roma) che ha premiato il privato Edilmoter (il gruppo dell’imprenditore Mauro Ceci) una plusvalenza milionaria sul valore delle aree agricole seminative trasformate in industriali, una identica operazione sarebbe in corso su un’area vasta che attraversa più quartieri (principalmente le frazioni di Villalba, Villanova e Colle Fiorito), dove una società d’Oltralpe vorrebbe realizzare un Polo Logistico di ultima generazione o d’eccellenza denominato «delle Acque Albule». La progettazione preliminare è cosa fatta. Presentata recentemente (lo scorso 16 ottobre) nel corso di un convegno dedicato, nonostante l’area individuata sia ancora a destinazione agricola e in larga parte di proprietà di terzi, il che lascerebbe ipotizzare l’esistenza di preliminari di vendita già sottoscritti da cittadini ignari, al momento della firma, delle plusvalenze generate da una successiva variante urbanistica di tale portata. Una operazione che sembra figlia di un modello già applicato una venticinquina di anni fa all’area del Parco dell’Inviolata. Quando alcuni lotti importanti per estensione, vennero «tagliati» dalla Riserva agricola, trattati da intermediari locali (l’imprenditore Paolo Morelli) con il proprietario Carlo Maria Todini e dopo la trasformazione urbanistica rivenduti sul libero mercato a importanti gruppi industriali come il colosso della logistica Bartolini e a Manlio Cerroni che ci avrebbe costruito il Tmb, generando anche in quel caso plusvalenze milionarie.

Ma tanta altra carne brucia sul fuoco di una amministrazione ingessata, incapace di mettere a terra un’azione lineare sul recupero, ad esempio, dei crediti vantati dall’Ente con il Consorzio Tiburtino e il Consorzio Comor. Mancati passaggi che strangolano (e falsano) il bilancio comunale privando i cittadini di interventi necessari al miglioramento della qualità della vita in città. E con un Mauro Lombardo dato sempre più in difficoltà nel governare le troppe voci stonate dentro la sua maggioranza, ciascuna portatrice di interessi differenti e spesso contrastanti. Le crisi del mesi scorsi, ricomposte con azzeramenti di giunta e ridistribuzioni convulse delle deleghe agli stessi assessori non hanno, evidentemente, prodotto gli effetti sperati di «normalizzare» la situazione. E così, il sindaco, mediterebbe di gettare la spugna. Dimissioni revocabili entro 20 giorni, come legge prevede. Un segnale dall’alto peso simbolico (e politico), rivolto ai gruppi e ai singoli consiglieri di maggioranza. Che gli consentirebbe di aprire una discussione più approfondita sul futuro. Due le strade percorribili nelle due settimane e poco più di interregno: confermare le dimissioni e sciogliere l’assemblea anticipando il voto comunale al 2026 con un anno e mezzo di anticipo sulla scadenza naturale, «rimpastare» per l’ennesima volta la giunta, stavolta con le esclusioni definitive di Paola De Dominicis (divenuta ininfluente nelle dinamiche interne) e del figlio del picconatore Andrea Mazza, visto ormai come un corpo estraneo, se non ostile, dal resto della giunta. Una scelta che comporterebbe, tuttavia, la ricerca di nuovi equilibri e di un’altra maggioranza in consiglio comunale. Non è da escludere che la ciambella di salvataggio possa arrivare per Lombardo dal partito di Forza Italia o da una parte di esso. Sarebbe la trasformazione definitiva della maggioranza da civico politica a politica e basta. Gli azzurri, non è un mistero per gli osservatori dei fatti della politica, sono spaccati. Tra gli ex berlusconiani locali, infatti, sono presenti forze che vorrebbero (e subito) entrare in giunta con propri rappresentanti nonostante, formalmente, il partito del coordinatore Valerio Massini si collochi all’opposizione dove dice di voler restare.  La riunione di maggioranza condurrà ad un orientamento. Comunque vada, le dimissioni di Lombardo assumerebbero un valore enorme anche in chiave di una sua eventuale ricandidatura alle prossime comunali, stavolta con il sostegno del centrodestra. Tutto pur di superare l’asfittico clima di ricatti e tensioni nella disgregata maggioranza di oggi.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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