GUIDONIA – «Alle ore 10.50 del 29 giugno ’22 è proclamo eletto alla carica di sindaco il signor Mauro Lombardo», la liturgia dell’insediamento è compiuta, il civico si insedia formalmente alla guida della terza città Lazio. Abbracci e pacche sulla spalla, dall’aula consiliare, luogo della cerimonia, si passa poi al piano nobile di Palazzo Guidoni per il passaggio delle consegne. Michel Barbet, il sindaco grillino, lascia la fascia tricolore ed esce definitivamente di scena. Nel momento solenne gli sono accanto Giuliano Santoboni e Maurizio Celani, gli ex consiglieri 5Stelle, il secondo bistrattato dalle urne con giustificazione. Celani fatica ad uscire dal ruolo, si capisce dalle battute che rivolge al neo sindaco, infarcite di «io».

Occorrerà adesso stabilire il livello di presunzione dei grillini cacciati. Quanta ne riverseranno sulla nuova amministrazione, rivendicando a metà con il Partito democratico il successo elettorale del neosindaco. I vertici regionali del Pd si già sono intestati, nelle scorse ore, i meriti della vittoria di Mauro Lombardo. A Cominciare dal segretario regionale Bruno Astorre. Il quale, nell’elenco dei risultati positivi attribuiti al «campo largo» di matrice zingarettiana nel Lazio, ha annoverato Guidonia Montecelio tra i comuni in cui «il Pd governa o è in maggioranza».

Non meno esplicito è stato Marco Vincenzi. Il dem «tivolese» e presidente del consiglio regionale del Lazio che ha indicato Lombardo tra i propri sindaci eletti con il contributo determinante di voti portato dal Pd. Sarà vero?

Il turno di ballottaggio di domenica 26 giugno – il fatto è consegnato alla storia – ha assegnato il Comune di Guidonia Montecelio a Mauro Lombardo. Che non ci sarebbe stata partita con l’avversario di centrodestra Alfonso Masini era apparso subito evidente dai dati arrivati dalle prime sezioni scrutinate. Intorno a mezzanotte, con i seggi chiusi alle 23.00, il distacco era già di 20 punti con un terzo delle urne aperte. Una sfida senza storia, finita con un 59,92% a favore di Lombardo (10.989 voti), contro il 40,08% di Alfonso Masini (7.349 voti): il primo turno (del 12 giugno) ne aveva assegnati 10.756 al civico e 8502 al candidato del Cdx. Incontrovertibile la differenza:  +223 per Lombardo; -1153 per Masini.

Un risultato condizionato dall’entrata in campo, a fianco di Lombardo, del Partito democratico è ora il leitmotiv ricorrente tra gli addetti ai lavori.

Le percentuali di crescita del consenso al secondo turno hanno sicuramente premiato Lombardo in generale, ma soprattutto nei quartieri più «rossi» del primo turno come Colle Fiorito, Guidonia centro e Montecelio. Dove, il 12 giugno scorso, il candidato sindaco progressista Alberto Cuccuru aveva staccato gli avversari risultando il più votato. Mattiamola così: se il Comune fosse stato composto da queste sole tre circoscrizioni elettorali (su nove) il centrosinistra si sarebbe affermato con distacco. Serbatoi di voti democrat identificabili con i signori delle preferenze Emanuele Di Silvio e Rossella Nuzzo e con il gruppo di lavoro ex Pci Pds-Ds per la rielezione (a consigliere comunale) di Mario Lomuscio. Ma in tutte le 68 sezioni elettorali il 26 giugno Mauro Lombardo ha consolidato, se non aumentato, il consenso rispetto al primo turno. Non solo in termini percentuali ma di voti sommati, nonostante la platea degli elettori, rispetto a due settimane prima, si fosse ridotta di circa un terzo (passando da 31mila 455 a poco meno di 19mila elettori). Questo spiegherebbe l’affermazione netta del civico ai danni del competitor Masini che, al contrario, con la sola parziale eccezione di Montecelio, ha perso mediamente (e in modo lineare) più di un ottavo dei voti raccolti al primo turno (impercettibile l’apporto dell’alleato nel ballottaggio Claudio Zarro).

Il Partito democratico è stato quindi determinante per l’elezione di Mauro Lombardo? Da una analisi sommaria dei numeri elettorali, il Pd sembrerebbe avere fornito una forte spinta, anche se a mancare è la prova provata che le cose sarebbero andate diversamente senza l’entrata in campo dei democratici. Guardando i numeri del 12 giugno, emerge infatti che il civico si era comunque affermato come candidato più votato nei due terzi (circa) delle sezioni elettorali, ed è statisticamente probabile che avrebbe vinto ugualmente, seppur con percentuali più modeste. Una analisi più approfondita dei numeri può ora essere affidata gli sconfitti e agli affermati politologi, perché ne diano, quanto prima, un resoconto pubblico. 

Ma chi è il nuovo sindaco di Guidonia Montecelio?. Mauro Lombardo ha cinquant’anni, avvocato con una carriera come manager del trasporto pubblico (prima in Atac poi come Ad di Roma Tpl), è nato e cresciuto a Guidonia e non è certo alla sua prima sfida politica: già vicesindaco, due volte consigliere comunale e assessore. Poi la scelta della corsa al di fuori della coalizione di centrodestra e la vittoria, oggi (29 giugno) la proclamazione e l’insediamento.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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