L’ex assessore all’ambiente indicata come il corriere di Di Palma in Mafia Bianca. Viene pedinata sulla Roma-Fiumicino e perquisita alla Dogana dell’aeroporto. Le informazioni si riveleranno infondate. A fornirle agli investigatori “la fonte accreditata” Patrizia Salfa 

IN QUEI caldi giorni di ottobre (del 2015) è considerata ormai una “fonte confidenziale accreditata”. Chiama e scambia messaggi con il suo riferimento, il maresciallo in forza presso il primo gruppo della Guardia di Finanza della Capitale Enrico Ricci che indaga sulla Mafia Bianca di Guidonia. È ancora una informativa interna alle Fiamme Gialle a rivelare la intensa attività di intelligenze svolta da Patrizia Salfa. Dalle sue indicazioni (suggerite del dirigente comunale Paola Piseddu) fornite a Ricci il 16 ottobre del 2015 scaturiranno inseguimenti notturni sulla Roma-Fiumicino. Perfino un controllo “di routine” presso la dogana dell’aeroporto internazionale Leonardo Da Vinci. Sulle avvertenze di Salfa, negli investigatori si fa strada  la possibile circostanza di una esportazione di valuta (frutto dei proventi della corruzione) verso la “Repubblica popolare cinese”. Il denaro sarebbe del sindaco facente funzioni (in quel momento) Andrea Di Palma. I corrieri, l’assessore all’ambiente Morena Boleo e il suo compagno Luca Procacci. Una caccia ai soldi consumata il 20 ottobre alle 3 del mattino sul raccordo anulare. Finita in un nulla di fatto. Al momento del controllo “casuale” e “di routine” i due hanno addosso poco più di 7mila euro. Stanno effettivamente partendo per un viaggio in Cina. Dopo la perquisizione vengono accompagnati all’imbarco e lasciati andare. Ignari di quanto è appena accaduto. Una spy-story in piena regola. Cominciata tre giorni prima. Quando Salfa chiama Ricci al telefono alle 14.15 del 16 ottobre. Scriverà il maresciallo nella informativa: “Lo scrivente veniva contattato all’utenza di servizio dalla persona utile alle indagini già accreditata nell’ambito del procedimento penale 373/15 (quello sull’ex sindaco Eligio Rubeis ndr) […] La stessa in sunto, mi informava che in data 20.10.2015 la signora Morena Boleo avrebbe preso un volo unitamente al fidanzato Luca Procacci, diretto in Cina e avrebbe potuto portare con sé valuta in euro provente di illecito”. Ma chi ha segnalato a Salfa la circostanza di un viaggio imminente dell’ex assessore all’ambiente? Lo rivela lei stessa al pubblico ministero Andrea Calice che la sente in Procura dieci giorni dopo, il 26 ottobre del 2015: “L’assessore Boleo so che è andato in Cina, me lo ha detto l’architetto Piseddu (Paola, dirigente in quel momento distaccata proprio nel settore ambiente ndr). Nel verbale, reso come persona informata dei fatti, è proprio Salfa a mettere gli inquirenti sulla pista cinese dei soldi (divenuto filone d’indagine ancora privo di riscontri), dopo averne anticipato i contenuti a Ricci il 16 ottobre. Dichiara a Calice: “Addirittura di Di Palma si dice che vada in Cina per portare denaro […] Di Palma lo diceva apertamente quando andava in Cina, e diceva che la Cina è un paese che offre moltissime opportunità. Ci andava almeno due volte l’anno. Ci andava spesso anche con un imprenditore di Guidonia, Succi Luca e con il sindaco Rubeis”.

Ma ecco che succede nei giorni precedenti il pedinamento degli ignari Boleo e Procacci. Se ne legge ancora nella informativa di Ricci. Il primo contatto è del 16 ottobre alle 14.15. Ne seguono altri, telefonici e tramite messaggi WhatsApp, fino alle 18.00 del 19 ottobre. Tre giorni intensi a dare il senso di quanto Salfa sia impegnata in una incessante attività di reperimento di informazioni. Proprio il 19, l’agente in azione a Guidonia, segnala agli investigatori che i due sospetti potrebbero partire su un aereo battente “bandiera germanica” con scalo in “terra teutonica”. Lo scrive Ricci nella relazione di servizio: “I contatti vertevano tutti sull’individuazione del possibile volo che Boleo avrebbe potuto prendere […] in particolare si rappresenta che dalla fonte era stata indicata come vettore di volo una compagnia tedesca […] intervistata la compagnia che si occupa del Check-in di tali compagnie, i nominativi indicati non risultavano essere presenti nelle liste d’imbarco”.

Ricci decide comunque di vederci chiaro e dispone il pedinamento per il giorno 20, data indicata da Salfa per la partenza. Scrive ancora nella informativa: “L’attività svolta permetteva di individuare nella prima mattina del 20.10.2015 la Boleo e il Procacci uscire dall’appartamento di quest’ultimo […] i soggetti sono stati seguiti dai militari fino all’aeroporto internazionale di Fiumicino e dopo aver sorpassato i controlli doganali sono stati sottoposti a controllo casuale di routine da parte del personale della Dogana […] all’esito del controllo veniva rinvenuta sulla persona del Procacci la somma in contanti di 6.500 euro mentre la Boleo aveva con sé la somma di 700 euro in contanti. Terminate le formalità i due passeggeri venivano licenziati dagli operatori”.

Ma è nelle motivazioni della richiesta di intercettazioni, avanzata da Ricci alla Procura il 23 ottobre, che si comprende appieno la natura delle scelte investigative. E il ruolo di Salfa. Ecco cosa riporta l’atto nei passaggi salienti: “Da fonte confidenziale accreditata, questo ufficio ha appreso che Di Palma sarebbe solito trasferire proventi illeciti, pagati dalle imprese compiacenti a dirigenti e vertici politici dell’Ente, nella Repubblica popolare Cinese. Il trasferimento dei capitali sarebbe effettuato dagli stessi sodali, ovvero da fedeli collaboratori. […] a tal proposito il Di Palma già si sarebbe recato in Cina nel 2010 e 2012. […] in merito alla premessa, in data 16.10.2015 la fonte confidenziale ha contattato telefonicamente il maresciallo Ricci […] riferendo di avere appreso da sua fonte confidenziale (Piseddu ndr) di un viaggio che la signora Morena Boleo farà il giorno 20.10.2015 con destinazione Cina […] la Boleo potrebbe effettuare questo viaggio in vece del Di Palma per spostare somme di denaro proventi di illeciti […] la Boleo si sarebbe spostata con il fidanzato Luca Procacci […] la tesi della fonte confidenziale (circa la scelta di muoversi in coppia ndr) sarebbe quella che Boleo da sola non sa nemmeno uscire da Guidonia”.

Di Palma in quei giorni è pedinato. Il 7 ottobre viene intercettato a via Zambeccari a Guidonia in compagnia di alcuni imprenditori. La Guardia di Finanza che gli sta alle calcagna ipotizza il pagamento di una mazzetta. La correlazione tra gli incontri, con eventuale passaggio di denaro, e il viaggio in Cina segnalato dal teste (S)alfa, per gli investigatori rende necessario un approfondimento di indagine attraverso l’acquisizione del pregresso traffico telefonico tra il Di Palma e Boleo. Si scoprirà che in effetti i due si sentivano spesso. Di Palma era l’unico tra i politici in costante contatto con l’ex assessore. La risultanza, per il investigatori, dell’esistenza di un vincolo di amicizia vero e proprio. Il filone sui legami tra i due politici ha preso dunque una via precisa d’indagine di cui però al momento non si hanno riscontri. Domani su questo blog gli incontri di Di Palma con gli imprenditori.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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