Guidonia – Discarica di via Trieste ripulita, restano le anomalie di una situazione fuori controllo. Chi tollera le utenze fantasma?
GUIDONIA – «Dalle foto non si capisce, ma la differenziata viene fatta come nel resto di Villalba?», chiede Francesco su Facebook ponendo la domanda delle cento pistole. L’utente si rivolge al sindaco Mauro Lombardo, che ieri di buonora, accompagnato come al solito dalla sua troupe cinematografica, si è recato in via Trieste a Villalba mentre si effettuavano gli interventi di bonifica di una micro (o mega dipende dai punti di vista) discarica di rifiuti.
Mauro Lombardo evita di rispondere nel modo corretto ai cittadini come Francesco che vorrebbero (ed è un loro diritto) sapere come stanno realmente le cose. Il sindaco ha invece puntato la lente su un presunto problema di sosta selvaggia per spostare l’attenzione dalla vera causa: perché si formano queste cataste di rifiuti? Non certo o non soltanto per colpa delle auto parcheggiate male che impedirebbero ai mezzi di Tekneko di effettuare il servizio di raccolta differenziata. Il problema è a monte e Lombardo dovrebbe conoscerlo, nonostante la sua amministrazione in tre anni dall’insediamento abbia fatto poco o niente per risolverlo. Magari intervenendo alla radice. Da quanto questo sito di informazione indipendente è riuscito ad apprendere e verificare, i considerevoli quantitativi di rifiuti che sistematicamente si accumulano in via Trieste, creando l’effetto discarica, sono attribuibili al complesso di edilizia residenziale popolare pubblica con particolare riferimento al civico 14, dove continuano a mancare i rituali controlli per accertare in che numero siano presenti utenze fantasma, ossia occupanti non iscritti all’anagrafe comunale. Persone non residenti di cui non risulta aperta una posizione Tari per il pagamento dell’imposta sui rifiuti. Lo sanno bene gli operatori che, spesso se non sempre, non possono procedere alla raccolta perché il rifiuto non è correttamente differenziato.
Vale a dire che l’abitudine degli utenti fantasma è di gettare il sacchetto, senza responsabilità o paura di sanzioni (d’altro canto i fantasmi non si multano). C’è poi un’anomalia che riguarda il luogo scelto per il conferimento e il posizionamento dei cassonetti. Un’area privata, di proprietà di Ferrovie dello Stato, che non dovrebbe essere utilizzata come punto di raccolta . Né la sosta «selvaggia», per definirla con il sindaco, può essere sanzionata se la strada o lo slargo non sono comunali o comunque pubblici. Le criticità persistenti impedirebbero agli operatori di effettuare una ordinaria e corretta raccolta dei rifiuti in quel complesso e gli operatori, da quanto si apprende, a più riprese lo avrebbero segnalato al settore Ambiente, dove il dirigente e l’assessore, rispettivamente Bernardina Colasanti e chi verrà dopo Andrea Mazza in caso di avvicendamento, dovrebbero attivarsi per normalizzare strutturalmente la situazione, iniziando proprio dalla mappatura delle utenze fantasma.
Sia chiaro: la pulitura straordinaria effettuata ieri davanti alla troupe di Lombardo per trasferire nell’opinione pubblica il convincimento di un’amministrazione interventista e risolutrice dei problemi è fumo negli occhi. Tra l’altro pagato a caro prezzo dai contribuenti, secondo il tariffario previsto per interventi extra contratto come potrebbe essere classificato quello effettuato ieri e relativo alla rimozione di micro discariche abusive con conseguente bonifica e santificazione dell’area.
Ma ecco le esatte parole- di Lombardo sul caso di via Trieste: «L’accesso all’area nella quale sono presenti i contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti è ostruito, quasi tutte le mattine, da veicoli parcheggiati in maniera da impedirlo – ha evidenziato il sindaco Mauro Lombardo in una nota stampa, anch’essa fantasma per gli operatori scomodi dell’informazione -. Sono dovuti intervenire gli agenti della Polizia Locale per sanzionare queste continue violazioni al Codice della Strada che determinano, di fatto, l’impossibilità di garantire il regolare svolgimento del servizio di raccolta dei rifiuti, penalizzano la qualità della vita di quanti risiedono nel condominio e determinano una situazione di inammissibile degrado igienico e ambientale».
