GUIDONIA – La bocciatura è sul «piano metodologico» ma non solo. Il collegio dei Revisori valuta la «sparata» di Paola Piseddu contradditoria anche nei contenuti. Insomma, quel parere negativo sui costi dei randagi, costruito dall’architetto su una presunta inadeguatezza della somma stanziata di 454mila euro, per l’organismo interno che soppesa la tenuta dei conti pubblici non ha ragione di essere. E non si capisce quale ne sia stato il fine. Anche se ancora oggi quel vincolo dirigenziale ha preso forma e pesa sull’esito della proposta di delibera del Bilancio di previsione 2019. Se ne discuterà in aula il 24 aprile nella sessione di consiglio comunale convocata per l’approvazione del Dup (documento unico di programmazione), in generale degli atti relativi alla previsione triennale della spesa dell’Ente.

Sul piano del metodo il dirigente a capo del settore Ambiente sarebbe dunque nel torto. Per i Revisori non è suo il compito di esprimere pareri vincolanti sui singoli capitoli di spesa – «articolazioni di titoli, missioni e programmi che compongono il Bilancio» – ma della giunta comunale in fase approvazione dei Peg, i piani esecutivi di gestione che declinano la previsione in investimenti. Non è tutto. Il parere della Piseddu, che ha avuto peso specifico anche sul piano della più squisita polemica politica, sarebbe in contraddizione con le sue stesse previsioni sui costi del servizio, nel 2018 fatte in due circostanze differenti. Una prima in occasione dell’approvazione del Bilancio dell’anno passato, con la spesa rimasta invariata, e quando Piseddu a novembre scorso aveva avviato una procedura di gara fissando la base d’asta a 454mila euro. Una somma divenuta inspiegabilmente insufficiente tre mesi dopo, con la richiesta di aumentarla fino 550mila. Scrivono i Revisori dei conti nel parere definitivo (positivo) al Dup: «Se effettivamente fosse necessario incrementare i fondi come chiesto dal dirigente, non si capisce per quale ragione sia stata indetta una gara sulla base di valori insufficienti». Il bando è (ovviamente) fermo in Città Metropolitana, mentre il servizio continua a essere gestito in proroga. Il veto della Piseddu invece sembrerebbe uno svarione, lo sconfinamento in ambiti di competenze altrui. Come è abbastanza di moda fare a Guidonia nei palazzi del potere politico, gli stessi della pubblica amministrazione. Ma a pesare potrebbero essere anche le nuove disposizioni introdotte dal regolamento contabile. La differenza tra la previsione e la spesa reale è nella responsabilità dei dirigenti. Chi sbaglia dovrebbe risponderne. Forse.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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