GUIDONIA – Creditori di serie A e di serie B, sui decreti ingiuntivi definitivamente esecutivi (perché mai opposti dall’Ente) c’è una difformità di trattamento da un’area all’altra della pubblica amministrazione. Un meccanismo che sotto la supervisione/coordinamento dell’Avvocatura comunale discrimina alcuni e avvantaggia altri. In assenza di criteri oggettivi per la liquidazione delle spettanze come l’ordine cronologico delle notifiche, capita quindi che alcuni possessori di titoli definitivamente efficaci – davanti ai quali non resterebbe altro da fare che aprire i cordoni della borsa – si ritrovino in coda, costretti a ricorrere in sede di giudizio di ottemperanza al tribunale amministrativo del Lazio per la liquidazione anche di piccole somme (con ulteriore aggravio di spesa), in alternativa a rassegnarsi all’attesa indeterminabile. O chiedere l’intercessione di qualche anima pia (che a Guidonia non manca mai).

Non per tutti le cose vanno così male. I più fortunati riescono a vedersi liquidati i crediti relativi alla sola sorte dopo una transazione, perché gli uffici comunali sono bravi e celeri a «ricostruire il fascicolo […] desumendo e sussistendo l’affidamento»: un sogno per quelli costretti nel Purgatorio dell’attesa. La pratica del «desumendo e sussistendo» si manifesta particolarmente nel settore Ambiente. Dove il dirigente Paola Piseddu, nelle premesse dei tempi difficili che furono («con le criticità in cui sono venuti a trovarsi gli uffici per l’avvio della procedura di riequilibrio, del commissariamento e delle note vicende giudiziarie»), sta liquidando i decreti ingiuntivi. Preso atto che i titoli sono validi e pienamente efficaci, chiama le ditte e tratta. Promettendo il pagamento immediato delle spettanze a fronte della rinuncia «a interessi, spese e a qualsiasi altra somma o titolo derivante o conseguente al decreto».

Negli ultimi giorni, con la formula del «desumendo e sussistendo» sistematicamente riportata sugli atti amministrativi, il dirigente ha chiuso contenziosi con due fornitori di beni e servizi che nel 2018 avevano fatto notificare altrettanti decreti ingiuntivi al Comune. Altri sventurati, possessori di titoli esecutivi definitivamente efficaci, emessi dal tribunale civile di Tivoli addirittura nel 2010, aspettano invece Godot. Tra questi non mancano i casi limite. Ragionevolmente inspiegabili. Come quello di un consorzio che aveva operato nell’ambito dei Lavori Pubblici per la fornitura di un servizio di guardiania alla piscina di Colleverde. Circa 200mila euro di prestazioni erogate anni fa, riconosciute a novembre 2018 come debito fuori bilancio dal Consiglio comunale. Dopo che nel 2015 la cooperativa aveva fatto notificare all’Ente un decreto ingiuntivo mai opposto dal Comune e quindi definitivo negli effetti. Non rimaneva che pagare. E invece anche dopo il passaggio assembleare che avrebbe dovuto portare a una liquidazione immediata, il consorzio ha dovuto appellarsi al Tar (con un ricorso dove il Comune non si è costituito) per la nomina di un commissario ad acta, incaricato della esecuzione del decreto ingiuntivo. Le spese ulteriori a carico dell’Ente, già classificabili come nuovo debito fuori bilancio, avranno determinato per le omissioni un danno erariale.

Nella sentenza del 31 gennaio 2019, si legge che il Comune di Guidonia Montecelio è condannato al pagamento delle somme di lite pari a 1200 euro, al rimborso del contributo unificato, all’onorario del commissario ad acta da liquidarsi in separata sede e secondo le richieste dell’interessato. Quello del consorzio non è un caso isolato, per le stime interne all’Ente esso è replicabile nell’ordine delle decine per l’agire superficiale di chi dovrebbe preservare le risorse dell’Ente, se non ci fosse pantalone a pagare. Quanti decreti ingiunti, definitivamente esecutivi, gravino sul Comune è un dato ancora irreperibile; come lo è l’ammontare dell’ulteriore debito fuori bilancio maturato per l’inadempienza degli uffici. Ignoto anche il numero dei titoli esecutivi destinati nel futuro prossimo a pesare sui conti a fronte di pronunce definitive a svantaggio dell’Ente. Un peso sotto il quale potrebbe scricchiolare la tenuta del Bilancio di previsione 2019?.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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