GUIDONIA – Il nuovo stop arriva stavolta dalla Regione Lazio. E rende la situazione ingarbugliata all’inverosimile, un vero paradosso burocratico e una beffa per la Str, la Società del travertino romano dell’ex sindaco Filippo Lippiello. A pochi giorni dal pronunciamento favorevole del Tar, che ha sospeso  gli effetti della revoca all’autorizzazione a cavare disposta a metà agosto dal Comune di Guidonia Montecelio, da ieri la società è alle prese con una nuova emergenza: la dirigente della Direzione politiche ambientali e ciclo dei rifiuti Flaminia Tosini, con determinazione del 5 ottobre pubblicata ieri sul Bur (Bollettino ufficiale della Regione), ha infatti archiviato per sopraggiunta inammissibilità la istanza di rinnovo della autorizzazione (rilasciata nel 2012) relativa all’impatto ambientale avanzata da Str due anni fa, rimasta come altre lungamente in attesa tra intoppi burocratici e interpretazioni normative contrastanti tra Comune e Regione.

Dal momento della pubblicazione del provvedimento sul Bur la società, che da circa due anni operava in proroga nell’attesa proprio del rinnovo, non è quindi più in «possesso del titolo autorizzatorio» e dovrebbe cessare di nuovo l’attività. Una decisione motivata dal dirigente, nonostante l’ordinanza del Tar, proprio sulla scorta della revoca operata dal Comune che «esclude la possibilità da parte della società proponente, di poter presentare una richiesta di rinnovo dell’autorizzazione». Dalla Str fanno sapere di avere inviato alla Regione tutti i chiarimenti del caso. E di avere chiesto l’annullamento in autotutela del provvedimento di Tosini per sopraggiunto intervento del Tar, che nelle motivazioni ha tra l’altro ridimensionato la portata della revoca comunale, accogliendo in larga parte i dubbi della impresa sulla fondatezza del provvedimento emesso il 13 agosto dal dirigente all’Ambiente del Comune di Guidonia Paola Piseddu. Ultimo atto di un braccio di ferro cominciato a febbraio di quest’anno e che ha riguardato non solo Str ma una decina di imprese, tutte preavvisate di chiusura ma solo una, la Str, poi raggiunta da ordinanza di revoca. Sul Bur pubblicato ieri infatti, un’altra azienda, quella di Caucci, è stata contestualmente autorizzata dal dirigente a proseguire l’attività con il rinnovo della autorizzazione ambientale, pur essendo tra quelle oggetto di preavviso di diniego. Una condizione di oggettiva discriminazione tra gli imprenditori, dove basta un atto esecutivo a decidere tra la vita o la morte delle aziende. Tant’è.

Sempre sul fronte della Regione  Lazio è attesa in queste ore la pubblicazione della legge salva cave su portale istituzionale. Il testo, passato al vaglio del coordinamento formale dell’Ente, nonostante la complessità delle integrazioni rappresentata dai numerosi emendamenti, arriva in pubblicazione con notevole ritardo rispetto ai normali tempi della burocrazia regionale. La norma, che complessivamente contiene centinaia di modificazioni di legge per una generale semplificazione amministrativa in materie di competenze regionale, sarà disponibile sul Bur alla prima data utile, forse già domani o martedì. Considerando che la pubblicazione del bollettino regionale del Lazio avviene con cadenza bisettimanale.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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