GUIDONIA – Doveva chiarire e l’ha fatto: a modo suo e a seguito delle sollecitazioni di chi scrive (leggi qui). Il vice sindaco Davide Russo affida le delucidazioni al quotidiano online Dentro Magazine, e spiega i passaggi che hanno portato l’amministrazione a voler risolvere anticipatamente il contratto d’affitto con la società Ester 2000 (che fa capo a Bartolomeo Terranova) per i locali di via Montelucci 9, sede del centro provinciale per l’impiego, “a giorni la pubblicazione di un nuovo bando” dice. Al netto delle “criticità e difformità” urbanistiche e amministrative (riscontrate a suo dire nell’intera procedura di affidamento del bando) che però non rappresentano di per sé alcun automatismo a giustificare la violazione di un contratto tecnicamente valido, Russo imputa (di fatto) la scelta di risolvere con quattro anni di anticipo (e per morosità) gli accordi stipulati nel 2016 con Terranova, ai pareri di non congruità espressi dalla agenzia regionale del demanio sui canoni di locazione. “L’affitto era troppo alto, l’agenzia del demanio è stata chiara”.  

Basta leggere il contratto per capire che la ricostruzione di Russo è fantasiosa. Nell’atto, regolarmente registrato e ancora in essere, è scritto a chiare lettere che “questa amministrazione è tenuta a inoltrare richiesta di verifica di congruità del canone di locazione alla agenzia del demanio”, tuttavia per la legge 135 del 2012, che al comma 3 ne vincola il parere, l’Ente sul punto risultava adempiente avendo imposto al locatore la decurtazione del 15 per cento che la stessa norma imponeva. Il canone alla fine applicato è pari a 10,82 euro a metro quadro ed è in linea con altri affitti passivi che il comune riconosce a terzi senza rimetterne in discussione i contratti. A via Montelucci 4 ad esempio, nei locali sede dell’area commercio e attività produttive, di proprietà di un’altra società riconducibile a Terranova, la Fincres Spa, è stato applicato un canone di 9,55 euro a metro quadro senza che il locatore abbia effettuato, a proprie spese, quelle migliorie apportate invece al civico 9,  sede appunto del centro per l’impiego. Interventi di adeguamento che nello stesso contratto spiegavano l’incremento del 35 per cento (poi ridotto al 20) perfettamente in linea con i parametri fissati dalla agenzia delle entrate. Restano quindi ancora incomprensibili le scelte dell’amministrazione. Al lordo dei disagi, delle bugie e dei futuri contenziosi, quelli sì onerosi. (fonte foto Davide Russo Facebook)

contratto ester 2000

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

1Commento
  • Emilio ammaturo

    Brava

    Maggio 17, 2018

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