GUDONIA – Lasciano tutti per motivi personali o sopraggiunti impegni professionali, ormai i post su Facebook del sindaco Michel Barbet sono immagini fotocopia che si susseguono in un tempo in-finito. Agostino Bultrini, l’avvocato esperto amministrativista chiamato 6 mesi fa alla guida del Personale dell’Ente, è solo l’ultimo (e non sarà l’ultimo) ad abbandonare il posto in giunta. Ieri ha rassegnato le dimissioni irrevocabili, apparentemente arrivate all’improvviso, anche se di difficoltà incontrate nelle relazioni coi 5Stelle che ne avrebbero condizionato la decisione si mormorava da un po’. Una scelta insomma definitiva di cui si è appreso stamane, alla vigilia dell’approvazione del Bilancio, dalle solite poche righe affidate dal sindaco ai social. In cinque lo avevano preceduto. Una emorragia di delegati cominciata con Paolo Aprile, proseguita con Romina Polverini, Antonio Castellino, Marco Colazza e Tiziana Guida.

Sei sostituzioni in poco meno di due anni, un caso politico che denota come l’andamento nel palazzo a guida 5Stelle sia quello di bruciare assessori, figure chiamate tecnicamente a ridurre le distanze tra i proclami e le promesse da campagna elettorale e gli obiettivi politici da raggiungere, una impresa nella attuale macchina amministrativa, soprattutto dall’interno di una maggioranza in affanno, continuamente costretta a rinconcorrere il contingente. Qualcuno come Simone Guglielmo, ex capogruppo del Pd in consiglio comunale, non a caso parla di autobocciatura di governo. Ossia di un verdetto infausto arrivato dagli stessi assessori con le dimissioni.

Soprattutto il ruolo di Bultrini era apparso da settimane in bilico e senza supporto alcuno da parte del sindaco. L’assessorato maggiormente strategico per il funzionamento del Comune, senza misteri è una polveriera. Dipendenti sul piede di guerra, forti tensioni tra l’indirizzo e i sindacati sull’organizzazione del lavoro, mancanza di turnover, e il problema irrisolto del sottodimensionamento del personale, aggravato da un numero crescente di richieste di trasferimento dei dipendenti verso altri enti. Un andamento che solo nell’ultimo anno ha spogliato i settori di competenze e forza lavoro, con ripercussioni sulla qualità dei servizi al cittadino.  Ma anche i rapporti con i dirigenti non erano facili da calibrare per l’assessore al Personale, figure con un ruolo determinante nell’orientamento del potere politico e del consenso elettorale. Quale cosa abbia spinto Bultrini a gettare la spugna dopo un tempo così breve e nella fase più cruciale per la maggioranza e lo stesso governo, non può essere logicamente ricondotta a sopraggiunte esigenze di vita, come narrato dal sindaco con i ringraziamenti di rito, un refrein esso stesso in-finito. Se la incapacità di governare l’apparato interno è ormai manifesta le conseguenze non possono essere che tracciate.

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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