GUIDONIA – Giovan Felice Mancini non era uno qualunque dentro Antares 2000. Il coordinatore del Piano di zona, «l’uomo nell’ombra» del vicesindaco 5Stelle Davide Russo che dall’interno del Comune di Guidonia Montecelio manovra i meccanismi dei servizi sociali distrettuali, è stato tra i fondatori della cooperativa, sempre presente negli organi direttivi. Carica dopo carica, da sindaco supplente, ha scalato tutte le posizioni negli assetti societari fino al vertice, raggiunto nel 2010, quando viene nominato vicepresidente del consiglio d’amministrazione. Carica dalla durata triennale che, dalle informazioni in possesso di questo blog di informazione indipendente, Giovan Felice Mancini lascia all’inizio del 2014 alla sua «omonima» Donatella Mancini. Un addio arrivato dopo oltre 20 anni di attività (anche) lavorativa svolta per la coop socioassistenziale (inizialmente e da statuto dedita alle pulizie di stabili pubblici e privati), per Mancini passata dalle mansioni di intrattenitore, educatore, docente, assistente sociale.

Una scelta fatta a seguito del reclutamento da parte del Comune di Guidonia Montecelio avvenuto nel 2011. Ente dove però, nel 2017, il dipendente smetteva i panni di assistente sociale, qualifica con la quale era stato assunto, per essere decretato dal sindaco 5Stelle Michel Barbet coordinatore del Piano di Zona con ampi poteri di gestione delle risorse umane e finanziarie. Un burocrate finito sotto l’attenzione di questo blog qualche settimane fa. Per avere, da funzionario e responsabile unico del procedimento amministrativo, determinato con atto pubblico la aggiudicazione della gara per l’affidamento del centro antiviolenza distrettuale di prossima apertura a Guidonia (l’inaugurazione è in calendario l’8 marzo, giorno della festa della donna) proprio alla «sua» cooperativa. Con una procedura d’assegnazione davvero singolare. Antares infatti non aveva partecipato né vinto il bando aperto a giugno 2018 dagli uffici del Piano di zona, la gara era andata deserta. Alla fine però la società veniva pescata dalla commissione esaminatrice «in una rosa di 11 operatori» contattati via Pec, giusto dal personale all’opera in posizioni subordinate rispetto a Giovan Felice Mancini.

Ma questa vicenda, sulla quale sempre di più aleggiano conflitti e inopportunità, è piena di stranezze e curiosità. Sempre secondo le informazioni in possesso di questo blog, assunte dalla visura storica della società cooperativa Antares 2000 (eccola a disposizione dei lettori), a subentrare a Giovan Felice Mancini nella carica di vicepresidente del consiglio di amministazione, a febbraio del 2014, è stata Donatella Mancini.  Stesso cognome. Una new entry negli assetti societari e nella stessa coop. Fino a quel momento mai presente tra i nomi, sempre gli stessi, che dalla fine degli anni ’90, con cariche di diversa importanza, avevano composto gli organismi direttivi della Antares. Fosse un caso d’omonimia (e non il rapporto giuridico tra persone legate da un vincolo di parentela fino al quarto grado), il conflitto sarebbe derubricato a semplice inopportunità. Questo raccontava l’inchiesta che adesso il blog ripropone ai lettori (eccola).

Tuttavia la vicenda si è ammantata di valenza politica negli ultimi giorni: ora che due (su tre) indizi fanno quasi una prova, e che il legame tra i due Mancini potrebbe essere più consolidato di quanto appaia e di come lo ha raccontato lunedì scorso l’assessore Russo in aula consiliare. Il vice sindaco ci ha messo la faccia sposando e difendendo la tesi della «omonimia» e dell’assenza del conflitto d’interesse. Se proprio alla fine così non dovesse essere, avrebbe mentito all’aula e ai cittadini. to be continued   

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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