GUIDONIA – Alla cerimonia erano presenti le autorità civili e militari, ovviamente il sindaco di Guidonia Montecelio, il grillino Michel Barbet, con la fascia tricolore che indossa nelle occasioni ufficiali. Eppure, Giovanni Palatucci, personalità controversa alla quale l’amministrazione Pd-M5S lo scorso 26 febbraio ha intitolato alcuni metri di piazza Martiri delle Foibe a Villalba, fu iscritto al Partito Nazionale Fascista e, in applicazione pedissequa del famigerato articolo 8 del Regolamento sulla Toponomastica che lo vieta categoricamente (valso nel caso di Maria Bergamas, la mamma del Milite Ignoto alla quale è stata negata una via perché legata al Ventennio) il Comune di Guidonia Montecelio avrebbe dovuto soprassedere.

I grillini studiano (male) la storia su Wikipedia. Da internet avrebbero appreso dei trascorsi fascisti di Maria Bergamas. Ma consultando la stessa «fonte» con la medesima solerzia  avrebbero potuto scoprire che anche il questore di Fiume Giovanni Palatucci dal 1932 «fu fascista», nel 1944 arrestato dai tedeschi e internato a Dachau dove morì di stenti il 10 febbraio del 1945. Scrive inoltre Wikipedia che «nel 1952 lo zio vescovo Giuseppe Maria Palatucci raccontò che il nipote, durante la sua permanenza a Fiume, aveva salvato “numerosissimi ebrei”. Da allora Giovanni Palatucci è salito agli onori sia in Israele dove è giusto tra le nazioni, sia presso la Chiesa Cattolica per la quale è “Servo di Dio” dal 2004, sia presso la Repubblica Italiana per la quale è medaglia d’oro al valor civile». Però, «nel 2013 – scrive sempre Wikipedia – il Centro internazionale di studi Primo Levi di New York ha avanzato alcuni dubbi sulla sulla corretta ricostruzione storica delle vicende legate alla figura di Palatucci. A seguito di questa ricerca la figura di Palatucci è stata rimossa da un’esposizione al Museo dell’Olocausto di Washington e lo Mad Vashem e il Vaticano hanno iniziato a esaminare nuovamente la documentazione emersa (Palatucci, lo “Schindler italiano”in realtà collaborava con i nazisti, su la Repubblica, 21 giugno 2013)». Ancora: «Secondo la ricerca, la storia di Palatucci sarebbe un mito fomentato dallo zio, che se ne sarebbe servito per assicurare una pensione di guerra al fratello e alla cognata, genitori di Palatucci». Tutto scritto su Wikipedia, la «fonte approfondita e attendibile» consultata dai membri della commissione Toponomastica solo per negare l’intitolazione a Maria Bergamas.

La mancata intitolazione a Maria Bergamas

Sul caso sollevato da questo sito d’informazione indipendente (NE ABBIAMO SCRITTO QUI: Toponomastica, concorso a scuola, «squalificata» la madre del Milite Ignoto: fu legata al Ventennio) che sta scuotendo l’Italia, portato fino all’attenzione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dal capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati Francesco Lollobrigida, Michel Barbet ha rilasciato all’agenzia d’informazione Ansa alcune dichiarazioni contraddittore che, nel pomeriggio di martedì 15 maggio, è stato costretto a rettificare. Il sindaco ha indicato in un «vecchio Regolamento che abbiamo ereditato» l’ostacolo per l’intitolazione a Maria Bergamas. Il Regolamento ECCOLO è invece tutt’altro che vecchio, approvato all’unanimità con la DELIBERA numero 7 del consiglio comunale il 25 febbraio del 2019. Un atto fortemente voluto dalla maggioranza grillina, da cui la proposta è partita e che ha preso forma nella commissione Affari Istituzionali nel corso del 2018. Quando l’atto venne licenziato, a guidare la commissione, c’era Loredana Terzulli, all’epoca ancora nel M5S, oggi presidente del consiglio comunale.

Il testo, così come arrivato in aula per l’approvazione, fu copiato integralmente da un Ddl (il numero 962) del 2013 presentato in Parlamento da Sinistra Italia e mai convertito in legge. Insomma, i Nostri movimentasti locali, furono, in quanto a zelo, più realisti del re e dell’ordinamento italiano, introducendo nel Regolamento comunale principi di una legge inesistente. Il Ddl «modifiche agli articoli 2 e 3 della legge 23 giugno 1927, n. 1188» prevedeva infatti il divieto  «di dedicare strade, monumenti, lapidi o altri ricordi permanenti a esponenti del partito fascista o delle Forze Armate durante il regime fascista ovvero a condannati per delitti di mafia o terrorismo»: non trovò mai luce, se non nel Regolamento guidoniano.  

Dopo le polemiche Barbet prova a gettare acqua sul fuoco

«Rimangono assolutamente prive di fondamento le sterili accuse contro questa Amministrazione di non riconoscere l’altissimo valore di Maria Bergamas, in onore della quale stiamo avviando l’iter di modifica del regolamento comunale per arrivare ad una intitolazione in piena regola – ha dichiarato all’Ansa il sindaco  Evidentemente il clima pre-elettorale ha scaldato un po’ troppo gli animi di alcune forze politiche che per avere della sciocca visibilità, invece di proporre per tempo la modifica del regolamento come stiamo facendo noi, hanno pensato bene di attaccarci e di cavalcare l’onda mediatica strumentalizzando la memoria del Milite Ignoto». Ma il caso è nazionale e virale, ne hanno scritto i principali quotidiani, ed è finito sul tavolo del ministro della Difesa Lorenzo Guerini,  che ha ricordato come Maria Bergamas sia stata «scintilla per unità nazionale». L’effetto domino nelle scorse ore ha riacceso in Parlamento le polemiche sulla cancel culture e Italo Balbo il cui nome si vorrebbe cancellato con una pennellata dagli aerei della flotta di Stato. «Allora addio anche alle strade italiane intitolate a Palmiro Togliatti», la posizione di Ignazio La Russa di Fd’I. In Parlamento si riaccende lo scontro sulla storia. Tutto è ri-cominciato col caso Bergamas e Guidonia.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

1Commento
  • SALVATORE BOENZI

    sembra il gatto che si morde la coda, oppure due fratellini che si litigano il ghiacciolo e vanno a piangere dalla mamma. la sig. Maria Bergamas, quando fu prescelta, con 1 procedimento che ho qui riportato dettagliatamente, era li 4 novembre 1921 e il fascismo a da venì. allora, cominciamo ad eliminare la ricorrenza di quella data secondo il regolamento pidocchio di guidonia. Se poi abbia militato nelle fila del M.S.I. vuol dire aggrapparsi al fumo della pipa. E poi, con 1 intervento alla camera, vittorio messa ha fatto riqualificare via a. chiorboli comunista, convertito da italo balbo. Il regolamento comunale lo confezionano a propria misura x ogni volta c’è da offendere l’identità storica. Le mie 2 proposte presentate x aggiornare la toponomastica, la prima dopo il successo con gli studenti, suggeriva i nomi di personaggi illustri, e certamente nn sono state prese in considerazione xchè nell’elenco figuravano nomi del ventennio. leggete “i guidoniani” e vi rendete conto dove bivaccano i ns saggi. questo regolamento ha il sapore della pelle dei coglioni…., lo tiri a piacimento

    Marzo 16, 2022

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