GUIDONIA -Al Comune di Guidonia Montecelio hanno improvvisamente scoperto che le attività di analisi e monitoraggio svolte dell’Arpa (l’Agenzia regionale di protezione ambientale), ente pubblico deputato ai controlli a garanzia del rispetto delle leggi ambientali, non vanno bene in quanto troppo parziali: non sufficientemente attendibili a fornire un quadro d’insieme sullo stato di salute delle aree su cui, per 40 anni (fino al 2014), ha dimorato la seconda discarica più grande d’Italia: l’Inviolata. Con queste motivazioni hanno deciso di bypassare l’Arpa e di rivolgersi ad una società privata, arrivando a pagarne il servizio 31.085, 60 euro (Iva inclusa).

Un’ultima «marchetta» dell’era a5Stelle?. Oppure, una scelta condizionata dall’intervento di un tecnico/esperto in materia ambientale (con titolo ad intervenire), che abbia chiesto (formalmente) al Comune l’adozione di una procedura extra protocollo?. A tali quesiti, negli atti prodotti dall’Ente, non c’è risposta. A decidere è stato apparentemente il solo dirigente all’Ambiente (fiduciario) Alberto Latini, un avvocato non certo in possesso di particolari competenze tecnico scientifiche.

Ma andiamo con ordine. La società individuata per il tramite di un affidamento diretto, previsto dal codice degli appalti nei casi e per i motivi di somma urgenza, si chiama Osi Service Srl e arriva da Isola del Liri, centro del frusinate balzato agli onori della cronaca della terza città del Lazio per l’assunzione al Comune (decisa nel 202o dai grillini di Michel Barbet) dell’assessore, ex segretario dei giovani democratici, Massimo D’Orazio attraverso lo scorrimento della famigerata graduatoria di Allumiere. La Osi farà il lavoro al posto di Arpa Lazio, provvedendo «alle operazioni di prelievo dei campioni e verifica analitica degli stessi» su tutti i 52 pozzi spia aperti nell’area dell’ex discarica allo scopo di monitorare i livelli degli inquinanti. 

Da quanto si apprende dalla determina numero 100 (ECCOLA, APRI E LEGGI QUI) adottata da Alberto Latini il 7 luglio 2022 (a una settimana dall’insediamento del nuovo sindaco, il civico Mauro Lombardo), le attività dell’Arpa avrebbero riguardato «solo il 5% fino a un massimo del 10% dei campioni o degli analiti previsti dal Piano di caratterizzazione» per la messa in sicurezza post operativa della discarica dell’Inviolata tuttora in corso. Il 3 marzo 2022, come da disposizioni previste nella convenzione sottoscritta con la Città Metropolitana di Roma nell’ambito dei procedimenti di bonifica, sollecitata dal Comune, l’Arpa aveva comunicato che «la sua attività di campionamento in contraddittorio non ha ad oggetto tutti i 52 pozzi ma solo quelli più significativi». Come prevedono i protocolli applicati in casi del genere, si procede con analisi a campione. Insomma, è la prassi.

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È a questo punto che Latini, spinto – lo scrive in determina – «dalla delicatezza degli interessi pubblici coinvolti nelle operazioni di monitoraggio», decide (lui) che è necessario provvedere «al campionamento in contraddittorio per tutti i 52 pozzi coinvolti nell’attività di monitoraggio e bonifica della discarica dell’Inviolata». Così – siamo a luglio – Latini si ricorda di un preventivo di spesa inviato dalla Osi Service (data di entrata al protocollo dell’Ente il 24 maggio 2022) e decide di affidare «direttamente» alla società di Isola del Liri l’appalto di servizio consistente (appunto) nel «campionamento e analisi di numero 52 campioni acque di falda nell’ambito del Piano di monitoraggio dei piezometri della discarica dell’Inviolata».

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C’è dell’altro. Le somme per pagare questa attività considerata da Latini straordinaria, necessaria e urgente, vengono distratti dai capitoli di spesa del bilancio destinati a coprire i costi della «raccolta, smaltimento e conferimento materiale riciclabile e non ed attività connesse»; la «Missione» di bilancio è quella dei «Contratti di servizio per la raccolta dei rifiuti». Ciò significa che per pagare il monitoraggio extra deciso dal dirigente sono stati usati i soldi altrimenti destinati (anche) alla rimozione delle discariche abusive ovunque disseminate in città.

A questo punto il gioco è, però, concluso. Il risultato? La defenestrazione di Arpa Lazio da una attività di per sé delicata, trasferita discrezionalmente ad un laboratorio privato di analisi (di provincia) preso nel mazzo e per di più in assenza di una procedura selettiva che ne comparasse la qualità e l’offerta economica. Stranezze che fanno sorgere altre domande, tendenziose (?): di chi è stata l’idea?. Quale ne è lo scopo?. E se le risultanze non dovessero trovare Arpa, o altri soggetti coinvolti nel contraddittorio, concordi?. Quanto sarebbero da ritenersi attendibili gli esiti delle analisi?. Infine: quale correlazione potrà mai esistere tra il settore Ambiente del Comune di Guidonia Montecelio che ha deciso e disposto l’affidamento e il piccolo centro di Isola del Liri, che non è certo Roma, Milano o Bologna dove, senza nulla togliere alle eccellenze della provincia Italia, è certamente  più facile avviare una ricerca per trovare fronitori ?. Alle risposte, si sta lavorando (to be continued). 

Ps: sul caso è stato interpellato l’assessore all’Ambiente Paola De Dominicis, di cui, al momento, non è stato possibile acquisire le posizioni per mancanza di risposte.

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AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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