GUIDONIA – Fibrillazioni, malpancismi e una crisi strisciante che dura da mesi nella maggioranza civico-politica di Mauro Lombardo, in questo senso va letta la scelta di Francesca Valeri, consigliere eletto con la lista civica «Guidonia Montecelio Domani» di traslocare nel gruppo misto, alterando ulteriormente equilibri sempre più instabili. Ma di crisi aperte il sindaco ne avrebbe altre da tentare di ricomporre. 

All’Ambiente sono ore cruciali per la messa a punto della documentazione sulla nuova gara d’appalto sui rifiuti, settore dove da settimane non toccherebbe palla Andrea Mazza, il quale avrebbe già manifestato tutto il disappunto nelle mani di Lombardo. Carattere coriaceo e toni diretti, tanto eccessivi nel linguaggio da essere entrati nella storia e anche nella cronaca giudiziaria della città, l’assessore è oggi riferimento del nuovo gruppo consiliare «Innova», formato da Alessia Croce, Maurizio Remoli e Anna Mari, tutti fuoriusciti dalle liste civiche originarie con cui, nel 2022, erano stati eletti. Nel caso di Croce e Remoli «Guidonia Montecelio Domani», per Mari «Città Nuova».

Eccoli i tre consiglieri di «Innova» con l’assessore Andrea Mazza che li rappresenta in giunta

Una profonda fibrillazione atriale colpisce, dunque, il cuore della maggioranza. Sarebbe questa situazione alla base della decisione del sindaco di convocare, il 27 giugno prossimo, una riunione. Sede nella quale provare a dirimere controversie di carattere politico e non solo. La giunta è sicuramente da riadattare alle trasformazioni avute dalla maggioranza nell’ultimo anno. Mazza scalpita e chiede maggiore autonomia decisionale e di movimento nel suo settore, oltre a più rappresentanza per il suo gruppo che conta tre consiglieri esprimendo, però, solo un assessore. Il problema da rimuovere, principalmente, risiederebbe nelle presunte interferenze del dirigente politico ai Servizi Sociali, Cultura, Sport e altro + capo di gabinetto nell’ombra Aldo Cerroni.

Una figura ibrida, sempre più divisa tra la funzione squisitamente amministrativa assegnata dalla legge ai dirigenti, e il mantenimento del ruolo politico disegnato dal passato di Cerroni, che lo ha visto consigliere comunale e anche candidato alla carica di sindaco nel 2017. Una sovrapposizione di competenze e di spazi di intervento in conflitto tra loro, sarebbe quindi alla origine di parecchi malpancismi e non solo riconducibili a Mazza. Il Cerroni, riportano i bene informati, aspirerebbe alla casella di vicesindaco da strappare alla civica di sinistra Paola De Deminicis (da lui sempre più lontana), come dote per il suo gruppo consiliare di riferimento: «Guidonia Montecelio Domani». Un segnale di rafforzamento ulteriore della componente sua politica, considerata il metronomo della tenuta stessa della maggioranza Lombardo. Paradossalmente, ed è la notizia di queste ore, però, il gruppo dei cerroniani in aula, che già esprime due assessori (Paolo Ruggeri all’Urbanistica; Cristina Rossi ai Servizi sociali) più un numero consistente di presidenti di commissione, dovrà fare a meno proprio di Francesca Valeri. Il consigliere comunale ha comunicato al presidente dell’assemblea Erick D’Alisa la sua intenzione di aderire al gruppo misto. L’addio a «Guidonia Montecelio Domani», storica lista fondata da Cerroni. Un segnale di indebolimento che lascia da solo in aula Mauro De Santis, l’altro rappresentante del gruppo, il quale, ma solo in teoria, dovrebbe continuare a reggere l’Ambaradan di assessori e presidenti di commissione appena descritto.

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Insomma, una delle prossime mosse del sindaco per mettere ordine nella tutt’altro che granitica maggioranza, che ora sembra sgretolarsi ulteriormente nonostante i puntellamenti apportati da Fratelli d’Italia entrate al governo solo qualche mese fa, potrebbe essere l’azzeramento della giunta e una rassegnazione delle deleghe che tenga conto di nuovi, possibili equilibri da ricercare. E sarà qui il difficile. Troppi aspiranti per poche caselle di giunta (sette) è lo schema che lascerebbe presagire la rinuncia da parte di qualcuno. Non solo Paola De Deminicis potrebbe esser sacrificata, costretta a lasciare la carica di vice sindaco, ma anche Claudio Zarro l’alter civico è considerato a rischio nell’assessorato alla Cultura. L’occasione per Fdi di provare a consolidare il suo ruolo di principale azionista di Lombardo, a scapito dei civici iniziali che ormai 3 anni fa avevano portato il sindaco a sedere sulla poltrona più importante di Palazzo Guidoni?. Sono in tanti a crederlo.        

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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