GUIDONIA – Un fiume in piena. Così appariva il sindaco Mauro Lombardo nell’ultimo consiglio comunale del 30 settembre scorso. Quando a difesa di se stesso e della sua amministrazione, aveva sciolto la lingua senza remore. Con un ardore non solo linguistico, davanti all’aula che gliene chiedeva conto, respingeva al mittente le gravi accuse mosse da Salvatore Mazza (padre dell’assessore all’Ambiente Andrea Mazza). L’ex funzionario comunale era stato autore, nei giorni precedenti (il 17 settembre), di una missiva shock su presunti abusi di potere (NE ABBIAMO SCRITTO QUI: Amministrazione Lombardo, gravi irregolarità e abusi di potere: le denunce shock arrivano dal padre dell’assessore), negligenze imputabili all’apparato burocratico e gare d’appalto in odor di sospetti, insomma «pilotate» con un chiaro riferimento a quella per l’affidamento del servizio di igiene urbana del valore di 100 milioni di euro.

Il termine per la presentazione delle offerte era fissato al 2 ottobre, e, al momento dell’intervento del sindaco in aula, quel 30 settembre, la procedura era ancora aperta. Proprio con riferimento alla gara dei rifiuti finita nel mirino dell’estensore della missiva, e sui rischi di manipolazioni dell’esito tracciati da Salvatore Mazza, Lombardo bollava tutto come «falsità» (NE ABBIAMO SCRITTO QUI: Solo «false accuse, calunnie e diffamazioni»: parola di Mauro Lombardo. E la missiva shock finisce in Procura.

Entrando, poi, più nel merito a giustificazione della scelta operata dal Comune di Guidonia Montecelio di cambiare stazione appaltante, preferendo la Città Metropolitana di Roma Capitale (CMRC) alla consueta (e convenzionata) Cuc della IX Comunità Montana del Lazio, il sindaco, rivolgendosi ai consiglieri di opposizione più che mai sbigottiti, pronunciava verbo dall’incontrovertibile significato: «Meno male che il nostro dirigente ha avuto questa idea (di cambiare stazione appaltante ndg) – ha detto -. Immaginatevi oggi cosa vi avrei dovuto rispondere se avessimo scelto la Cuc dei Monti Lucretili e Tiburtini, e poi vi avessi dovuto dire che adesso qui a Guidonia dobbiamo decidere noi la commissione di gara, sapete chi l’avrebbe dovuta decidere la commissione di gara? Il dirigente che in questa missiva si dice abbia già deciso chi vince la gara. Pensate con quale leggerezza avrebbe preso queste decisioni». Il chiaro riferimento di Lombardo era al dirigente del settore Ambiente, l’ingegner Bernardina Colasanti. La quale per competenza sarebbe stata chiamata a scegliere i membri della commissione giudicatrice, non certo a cuor leggero essendo finita ella stessa esplicitamente nel cono d’ombra dei sospetti. Va specificato che la dirigente, stando alle parole del sindaco, si sarebbe già rivolta alle autorità competenti a tutela della propria onorabilità con una denuncia querela per diffamazione.  Sta di fatto che il ragionamento del sindaco, tramutato in parole voleva, nella sostanza, sottolineare che la dirigente non avrebbe avuto la serenità necessaria per scegliere i componenti  di un organo straordinario e temporaneo – così lo definisce il codice degli appalti – creato specificamente per gestire con terzietà una determinata procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico.

Leggi anche: Missiva shock, Mazza contro Mazza: Andrea in aula sconfessa (e scarica) il padre Salvatore e resta assessore

Quel consiglio comunale non aveva comunque portato chiarezza e si concluse nell’incertezza di cosa sarebbe avvenuto al momento della chiusura della procedura preliminare di gara. Ed è successo, il 2 ottobre scorso, che la stazione appaltante pubblicasse il primo verbale contenente l’elenco delle 9 aziende concorrenti partecipanti (ECCOLO, CLICCA E LEGGI primo verbale), le cui offerte erano risultate valide al primo check e in piena corsa per aggiudicarsi  dell’appalto, rinviando ogni successiva fase a dopo la nomina della commissione giudicatrice. Atto di nomina arrivato il 15 ottobre a  firma della dipendente con incarico apicale della CMRC Sabrina Montebello (ECCOLO, CLICCA E LEGGI DD. nomina commissione), il quale ha colto gli osservatori di sorpresa: l’ingegnere che il sindaco aveva indicato come «il dirigente che in questa missiva si dice abbia già deciso la gara», veniva investita addirittura della funzione di presiedere la commissione giudicatrice. Come è stato possibile, è la domanda a carattere retorico che si pongono molti? Se un dirigente non possiede la serenità per nominarne i membri come può, a distanza di qualche settimana, calarsi in prima persona nel ruolo di chi dovrà decidere le sorti della gara stessa? Intanto, oltre ogni ragionevole dubbio, si può sostenere che gli accadimenti abbiano smentito le parole di Lombardo. (To be continued).          

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

1Commento
  • Franco Bongi

    Come SEMPRE decisa e dettagliata la disamina dei fatti
    Resta incomprensibile il comportamento del governo cittadino che da adito molte valutazioni
    Mi auguro che il tutto alla fine abbia una spiegazione logica anche se al momento fa nascere una serie di sospetti mal coperti dagli atteggiamenti dei componenti della maggioranza
    Lascia di stucco comprendere ad un privato cittadino il comportamento della famiglia Mazza

    Ottobre 18, 2025

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