GUIDONIA – In 600 beneficiano del reddito di cittadinanza. I numeri li ha dati il vicesindaco, assessore ai servizi sociali, il grillino Davide Russo, durante una delle ultime commissioni. Ora il Comune di Guidonia Montecelio vorrebbe impiegarli per lavori di pubblica utilità come l’assistenza sui pulmini adibiti al trasporto degli alunni con disabilità, o la rilevazione dei nuovi numeri civici o di aggiornamento della toponomastica cittadina. Proprio di rilevatori, e loro eventuale impiego a strettissimo giro, si è parlato agli Affari generali dove il presidente, la 5Stelle Loredana Terzulli, sembra avere fretta di sbrigare la pratica per cominciare subito le operazioni di aggiornamento della toponomastica e della numerazione civica. Con contestuale rilevamento, nelle abitazioni censite al catasto, delle informazioni relative ai numeri civici e alla corrispondenza delle famiglie residenti. Quel che si dice un lavorone, che per i 5Stelle mai si sarebbe fatto in città negli ultimi 20 o 30 anni.

Operazioni che i pentastellati sembrano intenzionati ad affidare a nuovi lavoratori di pubblica utilità assorbiti dall’elenco dei beneficiari del reddito di cittadinanza. Un indirizzo confermato nell’altro settore, i Servizi sociali, dove serve personale qualificato per l’assistenza agli alunni disabili nelle fasi di trasporto da e verso la scuola. Non solo bambini. I pulmini – presi in convenzione gratuita da una Srl milanese – dovrebbero diventare due al 30 novembre prossimo. Ed è intenzione dell’assessore allargare il sostegno agli adulti non autosufficienti o anziani, nelle esigenze che dovessero prospettarsi nel rapporto con la pubblica amministrazione, come il semplice rilascio di un documento di identità.

In questo quadro futuribile a breve, per farsi trovare pronto, Russo avrebbe già studiato le linee guida inviate dal ministero agli enti locali per l’utilizzo dei possessori di reddito. Proprio in quella sacca di disagio economico il vicesindaco intenderebbe, quindi, assorbire personale specializzato, si presume, a dare assistenza ai disabili. Non sono noti né ipotizzabili invece i criteri con cui la selezione dovrebbe avvenire, i requisiti richiesti come la natura del contratto che legherebbe i nuovi occupati alla pubblica amministrazione, il datore di lavoro. Anche nel caso dei rilevatori dei numeri civici non censiti, il personale incaricato, provvisto di tesserino di riconoscimento, dovrebbe operare per conto dell’Ente e la identità di ciascuno essere a sua volta rilevabile dai cittadini presso l’ufficio relazioni con il pubblico del Comune. Insomma, nonostante le linee guida del ministero, gli indirizzi politici grillini da mettere a punto per escludere l’insorgenza di condizioni discriminatorie tra lavoratori, sembra che il dire sia ancora distante dal fare, con in mezzo il mare della burocrazia.

 

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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