GUIDONIA – Ormai la sua è una guerra in solitaria. Claudio Zarro è rimasto solo nell’unica battaglia rimasta per impedire l’entrata in funzione del Tmb dell’Inviolata: la mobilitazione popolare. Con questo spirito, l’ex grillino, ha dato appuntamento a tutti i riferimenti locali e non nell’area giochi sulla ex 48, quella adiacente all’insediamento industriale della Bartolini Spa, il colosso della logistica che qualche hanno fa ha trovato casa nel Comune di Guidonia Montecelio. A due passi dall’altro impianto fortemente contestato: il centro di raccolta e lavorazione dei rifiuti del gruppo ex Colari di Manlio Cerroni. Un luogo simbolico, dunque, scelto da Zarro. Che dopo l’addio ai grillini è rimato al suo posto in aula traslocando nel gruppo misto. Eppure, nessuno dei suoi «vecchi» compagni di guerra contro il Tmb lo ha seguito nel raduno organizzato sabato 7 agosto. Un certo imbarazzo deve avere colto i 5Stelle al governo della città. Proprio loro, a breve, forse già a a settembre, potrebbero tagliare il nastro di inaugurazione dell’impianto. Gli ambientalisti locali hanno definitivamente lasciato la piazza e si sono rinchiusi nella stanza dei bottoni, con il peso e i privilegi delle cariche pubbliche, le indennità e i gettoni di presenza. Così, i cittadini che dicevano di voler rappresentare, ora sono lontani e dimenticati.

Solo Zarro, di quella formazione storicamente urlante, ha preso una posizione pubblicamente contraria, e questo è un fatto. Non solo la manifestazione a rompere la coltre di silenzio sulla nuova autorizzazione al Tmb, il consigliere ha annunciato la nascita del comitato contro l’impianto e ha richiesto uno studio epidemiologico sulla qualità dell’aria. Lo ha fatto davanti a duecento persone (i dati sono dell’organizzazione) tra cui lo stesso Zarro, David Nicodemi, Manuel De Sanctis e Cristian Diano, del Comitato Roma Est e di molte altre realtà.

Il Cra (Comitato di risanamento ambientale) non c’era. E non c’erano nemmeno i professoroni delle associazioni locali che negli anni si sono, con ambizione, sostituiti alla politica. Fino a eleggere il sindaco Michel Barbet, loro rappresentate, alla guida della terza città del Lazio. Per ora, una figura decisamente inutile a rappresentare le istanze ex comuni.

Di seguito, il comunicato stampa diramato dal comitato #notmb, richiesta studio epidemiologico e qualità dell’aria.

«Duecento persone il numero da cui partire. Si è svolto nella giornata di venerdì 7 agosto 2020, il sit in contro l’attivazione del Tmb di Guidonia Guidonia Montecelio, organizzato da Claudio Zarro, David Nicodemi, Manuel De Sanctis e Cristian Diano, che ha visto il sostegno del Comitato Roma Est e di molte altre realta’ territoriali. In un pomeriggio di piena estate, radunare 200 persone circa è stato un piccolo grande passo da cui dovremo cominciare. Sono intervenuti durante le 2 ore e mezza circa di dibattito, aperto a un confronto democratico e partecipativo, cittadini, esponenti di associazioni ed anche amministratori locali e regionali. Questo incontro getta le basi per quelli futuri che andremo a calendarizzare.  Il nostro obiettivo, considerato che il territorio nel quale viviamo ha già dato e sta dando continuamente sotto il profilo ambientale, e’ quello di evitare tassativamente l’attivazione dell’impianto».

«Attraverso gli strumenti giuridici a nostra disposizione, quindi la costituzione di un comitato preposto, il raccordo con le altre associazioni ambientaliste ed anche interloquendo con le istituzioni locali e regionali, vogliamo dar voce al nostro dissenso più totale.  È preoccupante il fatto che 190.000 tonnellate di rifiuti/annue potrebbero abbattersi su di noi, stando all’autorizzazione integrata ambientale concessa, con una marea di bombe ecologiche gia presenti ed a pochissima distanza tra di loro. Solo per citarne alcune: la discarica dell’Inviolata, il Tmb di Rocca Cencia a 14 km di distanza, l’inquinamento del fiume Aniene, i roghi tossici di Villalba, Albuccione, Setteville e Salone, alcuni siti industriali di metalli pesanti, la frigo-valley di Stacchini, il cementificio di Guidonia, i sinkhole. Senza considerare l’aumento esponenziale di patologie oncologiche nel nostro territorio e i malati tumorali certificati a Rocca Cencia.
Non possiamo accettare tutto ciò ed è necessario unire quante più forze possibili nel minor tempo. Vi chiediamo quindi di condividere questo comunicato e per coloro che ancora non l’hanno fatto di contattarci a comitatospontaneonotmbguidonia@gmail.com».

 

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

2 Commenti
  • Adriana Fiorentini

    Sono assolutamente contro l’apertura del Tmb. Guidonia paga e ha pagato un prezzo molto alto .Le cementerie la notte lavorano a pieno ritmo e nessuno controlla cosa si brucia.La salute dei cittadini dovrebbe essere l’ obbiettivo
    primario ma a quanto pare i politici pensano solo al loro benessere e alle loro poltrone.(schifo).

    Agosto 16, 2020
  • Maria Gabriella

    Sono contraria all apertura del tmb. Questo territorio è martoriato da tante problematiche e non ha bisogno di altre porcherie.

    Maggio 21, 2021

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