GUIDONIA – La questione è controversa e molto dibattuta in queste ore. Dopo che perfino il Responsabile del procedimento (Rup) si sarebbe espresso in modo negativo: quella vendita, in quei termini, non s’ha da fare. Troppe opacità, nessuna trasparenza. Il Comune di Guidonia Montecelio, una amministrazione pubblica per di più guidata dai legalisti grillini, non può cedere un bene del valore di oltre 3milioni di euro ad un Fondo speculativo che nasconde la vera identità dei compratori. Una vicenda piena di stranezze. Condizionata dall’inizio da una cronica incapacità dei 5Stelle di far quadrare i conti. Gli squilibri di bilancio dovuti principalmente alle mancate entrate tributarie hanno costretto l’amministrazione grillina a mettere sul mercato i beni di famiglia. Gli alloggi popolari e i terreni di proprietà. Solo che sulle case popolari, ad un certo momento, il movimento ha fatto dietro front . E così, a finire in vendita, è stato un macrolotto di circa 35mila quadri in località Tavernelle, con prezzo fissato dalle perizie a base d’asta di 3.048.000,11 euro, purtroppo tra il 2018 e 2019 nessun acquirente si è fatto avanti. Nonostante l’amministrazione grillina, per rendere la proprietà appetibile sul mercato, ne avesse cambiato la destinazione d’uso, inizialmente prevista a servizi di pubblica utilità (Asili, auditorium, scuole, licei ecc.), in industriale/artigianale (catalogato F5), regalandolo così alla Logistica.        

Con le aste andate deserte e la necessità dei grillini, per il terzo anno consecutivo, di fare cassa con le entrate vincolate alle dismissioni immobiliari per dare una parvenza di regolarità contabile al bilancio di previsione (che il 17 giugno sbarca il consiglio comunale), l’amministrazione 5Stelle ha deciso di abbandonare la strada delle procedure di vendita al pubblico incanto e ha ripiegato sulla trattativa privata con i singoli interessati all’acquisizione. Si tratta principalmente del macrolotto ricadente all’interno dell’area industriale denominata Tavernelle, per il quale nel luglio del 2020 era pervenuta una offerta da parte di una società. Che l’assessore Chiara Amati, il sindaco Michel Barbet, il dirigente all’Urbanistica, Pianificazione territoriale, Patrimonio e Cimitero, Paolo Cestra, hanno preso in considerazione aprendo subito una procedura di avviso di vendita a trattativa privata con scadenza 30 settembre 2020.

Nemmeno a dirlo, la trattativa privata, a differenza dell’asta pubblica, ha riconosciuto agli acquirenti la capacità di intervento in relazione «alle eventuali modifiche alla strumentazione urbanistica che si rendessero necessarie», compresi gli aumenti di cubatura a scomputo in fase di rilascio delle concessioni edilizie. Ma chi è l’unico acquirente che a condizioni tanto vantaggiose si è fatto avanti? Si tratta Mazer, si chiama così il Fondo di investimento alternativo italiano immobiliare di tipo chiuso, riservato a investitori professionali. È stato costituito nel 2014 e la sua la gestione, nel febbraio 2016, è stata affidata a Kryalos SGR, colosso dei fondi d’investimento immobiliare con fatturati annui che superano i 9 miliardi di euro. Nello specifico, il fondo Mazar è completamente dedicato al settore logistico. Sul sito della Società per azioni ne viene descritta la strategia. Che attualmente – si legge – è finalizzata ad una gestione proattiva degli asset in Portafoglio, anche mediante la loro valorizzazione e la successiva messa a reddito». Per diventare partner di minoranza ed entrare nel Fondo Mazar è necessario un investimento minimo di 500mila euro.  

«Kryalos SGR, società privata e indipendente di gestione del risparmio soggetta alla normativa in materia di gestori di fondi alternativi, oggi si posiziona fra i player più attivi del mercato immobiliare italiano, un riferimento per operatori istituzionali italiani e internazionali che desiderano effettuare investimenti immobiliari in Italia». Ma c’è un aspetto che circoscrive le ulteriori opacità all’operazione. A causa del parere contrario del Rup, che in una relazione ha elencato gli impedimenti procedurali per una soluzione positiva della trattativa, la giunta grillina è scesa in campo direttamente.

Con una delibera  57 ECCOLA IN FORMATO PDF , che nella sostanza si discosta dalle competenze di indirizzo politico conferite dalla legge all’organo collegiale di governo, il sindaco Michel Barbet e gli assessori riuniti d’urgenza nel tardo pomeriggio del 10 giugno scorso, hanno letteralmente «conferito poteri di sottoscrizione del contratto preliminare relativo alla procedura di vendita dei lotti Pip 2 Tavernelle». Praticamente un obbligo per il dirigente, che potrebbe minarne l’autonomia di gestione? Nell’atto non si fa menzione dei pareri espressi dal Rup e degli uffici. Degli allegati «parte integrante e sostanziale del presente atto» fa parte inoltre la stesura del preliminare d’acquisto (ECCOLO IN PDF), che su mandato della politica Cestra dovrebbe sottoscrivere in queste ore nello studio di un notaio romano.

Una vicenda che muove in quel terreno della legittimità presunta dell’azione amministrativa che potrebbe anche non essere del tutto legittima. Con una domanda al momento sospesa: come e perché la logistica della Kryalos arriva a Guidonia Montecelio? Nasconde il soliti palazzinari imprenditori, che i governi di sinistra e di destra hanno fiancheggiato per decenni nella terza città del Lazio? Ora si fanno avanti pure i grillini…  

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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