GUIDONIA – Oltre la ferrovia c’è Villalba, quartiere di Guidonia Montecelio dove la coabitazione con i «residenti» del campo nomadi di via dei Banchi Vecchi (Tivoli) è sempre all’attenzione della cronaca. Frequentemente, da quelle parti, si respira la diossina prodotta dai roghi tossici e le discariche abusive, disseminate ovunque nella frazione di Albuccione, tra case e importanti insediamenti imprenditoriali, non guardano i confini geografici tra Comuni. Nasce da qui l’esigenza, solo guidoniana, di mettere sotto la lente dell’opinione pubblica e della politica (tutta) il disagio affrontato dai residenti di Villalba e Albuccione con una mozione bipartisan prima presentata, poi ritirata a causa di errori formali, e infine ri-presentata il 31 gennaio scorso, a firma Arianna Cacioni, Michele Venturiello, Augusto Cacciamani, Adalberto Bertucci, Alfonso Masini, Claudio Zarro e Alessandro Messa. Lo scopo dell’ordine del giorno, quello di sensibilizzare il resto della maggioranza civica di Guidonia Montecelio, mai coinvolta nella presentazione dell’atto, ai problemi derivanti dalla presenza del campo rom nell’area di Albuccione-Villalba-Tivoli Terme. 

Il testo della mozione

Per i firmatari è necessario conoscere lo stato attuale del campo nomadi in termini di estensione, presenza di adulti e minori, rispetto dell’obbligo scolastico, sistema di smaltimento rifiuti, ma soprattutto una valutazione dello stato di inquinamento dell’aria e del suolo nei terreni occupati e in quelli limitrofi. Per questi motivi il consiglio comunale di Guidonia Montecelio dovrà impegnarsi a richiedere al sindaco di Tivoli Giuseppe Proietti di interessarsi del caso presso il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza, di individuare percorsi per il superamento del campo, monitorare la qualità dell’aria e del suolo del campo abusivo. Nel dettaglio, i sette mettono nero su bianco «che siano verificate periodicamente le presenze di adulti, minori, mezzi come autovetture, camion, furgoncini»; che «il Comune si faccia parte attiva nel contrasto al fenomeno dei roghi tossici nell’area»; che «siano individuati percorsi concreti per il superamento dell’accampamento abusivo». 

Le ripercussioni politiche

La richiesta è nell’oggetto: un consiglio comunale (da convocarsi con urgenza) per affrontare pubblicamente l’annosa questione legata ai nomadi. All’apparenza, una mozione come tante. Presentata (anche) per discutere e tentare di correggere le modalità di intervento (ritenute inidonee da buona parte dell’opposizione), definite dalla giunta municipale guidoniana non più tardi di due settimane fa e relative all’insediamento di Albuccione (NE ABBIAMO SCRITTO QUI: Fino a 6mila euro a nucleo familiare per farli sloggiare da Albuccione, il Comune paga i nomadi). Un atto d’indirizzo pensato per mettere in difficoltà la maggioranza, per innescare polemiche politiche come sempre accade nei giochi d’aula tra chi sostiene il governo e chi no. E sta proprio qui la particolarità della mozione posta all’attenzione del presidente del consiglio Erick D’Alisa e su cui, a palazzo, vige il più stretto riserbo (non trapela verbo). Sta in quelle firme in calce dei due esponenti «di peso» della maggioranza Michele Venturiello e Arianna Cacioni, quest’ultima indicata addirittura come «primo consigliere proponente». Gli altri sottoscrittori sono tutti (al momento e al netto di Messa) ancora in minoranza: Messa della Lega; Bertucci e Cacciamani di Fratelli d’Italia: quel che resta del Cdx. A vergare la mozione, anche l’alter civico Claudio Zarro e il forzista Alfonso Masini, gli aspiranti sindaci sconfitti alle Comunali di un anno e mezzo fa.

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Sette firme che avrebbero mandato in bestia il sindaco Mauro Lombardo e agitato all’inverosimile le acque già turbolente di una maggioranza sempre più divisa su tutto. Insomma, un caso politico vero e proprio che investirebbe i due consiglieri di «Città Nuova», considerati dal resto della maggioranza silenziosa e allineata, sempre più «dissidenti» rispetto alle linee d’indirizzo impresse dalla amministrazione che dicono di sostenere. Le mozioni, infatti, sono strumenti a disposizione delle minoranze presenti nelle assemblee elettive, le quali, attraverso questi atti possono chiedere al sindaco e alla giunta di promuovere una discussione su un argomento di particolare rilevanza, quando i provvedimenti di chi amministra e/o governa siano ritenuti insufficienti, errati, carenti. Deve essere questo il caso. Cacioni e Venturiello, consiglieri «di lotta» e anche «di governo» non sembrano gradire, al pari delle opposizioni, le azioni messe in campo fino ad oggi dalla loro stessa amministrazione,  mobilitando le minoranze contro il sindaco e la maggioranza di cui fanno parte. L’atto è stato ri-presentato corretto nella riunione dei capigruppo di mercoledì 31 gennaio, il punto verrà calendarizzato dalla presidenza del consiglio come richiesto e destinato ad una accesa discussione in una assise dedicata, convocata appositamente per discutere di campi nomadi.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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