GUIDONIA – Il protrarsi della permanenza delle salme mummificate sotto il pavimento della piccola cappella cimiteriale è condizione incompatibile con la funzione di deposito e contraria alle norme di igiene pubblica. A distanza di quattro anni, a nove mesi dall’ultima denuncia (Da 3 anni 195 salme nel deposito cimiteriale sono una emergenza sanitaria, intanto il Comune si «autodenuncia» alla Asl) l’amministrazione 5Stelle non ha ancora provveduto alla rimozione e alla cremazione dei resti mortali. Uno scandalo bello e buono per Giovanna Ammaturo, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che torna a tuonare contro il sindaco Michel Barbet, gli uffici e il dirigente. Ci sono gravi pericoli per la salute dei cittadini che nei prossimi giorni, in vista della ricorrenza dei defunti, si recheranno al cimitero per fare visita ai propri cari – insiste Ammaturo – che ricorda come, già a febbraio 2019, il Comune si fosse autodenunciato alla Asl diffidando se stesso.

Per il consigliere inoltre «la giunta grillina di Guidonia Montecelio se ne stropiccia di una sentenza del Consiglio di Stato e della pietà umana e religiosa. 2030 loculi e 695 ossari attendono il collaudo del Comune diffidati dall’avvocato di Comor, il consorzio che in concessione gestisce i servizi cimiteriali. Ho preso a cuore la questione: è una vergogna che non si abbia rispetto per i morti oltre che per la comunità. Il protrarsi della permanenza delle salme mummificate sotto il pavimento della piccola cappella cimiteriale, incompatibile con la funzione di deposito stesso è contraria alle norme di igiene pubblica. Girare solo intorno alla cristiana costruzione ti fa stare male. È tempo che questa amministrazione a guida 5Stelle mostri il sacro rispetto dovuto e faccia qualcosa – spiega Ammaturo in una nota stampa – il 26 luglio 2018 il Consiglio di Stato si è pronunciato contro il Comune di Guidonia Montecelio, sentenziando di provvedere alla rimozione senza indugio dei 195 cadaveri giacenti nel deposito cimiteriale, la cui permanenza determina una situazione di pericolo per l’igiene e la salute pubblica. In pratica ancora prima dell’affidamento del cimitero al Consorzio Comor, il Comune aveva estumulato le salme dai fornetti già dal 2016 per sopraggiunta concessione trentennale e aveva trasferito il problema al Comor, che non ha voluto provvedere alla cremazione perché mancava la firma di almeno un familiare e quindi contro legge, sarebbe incorso nell’art 411 ccp delitti contro il sentimento religioso e la pietà dei defunti».

Comor si è reso disponibile a realizzare una struttura dove riporre i resti ma il Comune fino ad oggi non ha dato un parere definitivo alla risoluzione. È evidente, è scritto in sentenza,  la violazione delle leggi per mancato espletamento degli adempimenti propedeutici per legge alla cremazione dei resti mortali, in quanto ogni questione relativa alla destinazione delle spoglie mortali mummificate, deve essere affrontata e risolta dall’amministrazione comunale.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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