GUIDONIA – «L’identità del sindaco»? È l’unico elemento certo consegnato dalle urne comunali. Lo direbbe il dettato normativo che, non a caso, si chiama «elezione diretta del sindaco». Il resto è contorno. Mutabile. Partendo dagli assessori per finire alle maggioranze consiliari, le quali cessano di essere tali quando qualche eletto fa i capricci e in aula i numeri non tornano. Ed è lì che il soccorso amico degli «oppositori» diventa determinante per approvare questo o quel provvedimento, magari tenere il numero legale in assemblea. Il pensiero di Mauro Lombardo, versione «Marchese del Grillo», spiazza i «suoi» civici (e gli uditori) nel corso della seduta fiume sul Bilancio di previsione 2024-26 di giovedì 28 dicembre. Il sindaco, in buona sostanza, rivolgendosi ai banchi della maggioranza originaria e originale, ha detto io so’ io… voi un po’ più di niente. Tutti utili, nessuno indispensabile. Il primo cittadino, come il «sole al centro del sistema dei pianeti», rispondeva principalmente a Michele Venturiello, consigliere di «Città Nuova», lista tra le sette che nel giugno del 2022 consegnarono all’avvocato 52enne lo scranno più importante di Palazzo Guidoni, al civico 20 della città di fondazione.

Fedele per vocazione, pronto ogni volta a tirare via le castagne dal fuoco di una maggioranza litigiosa e, nei singoli, insoddisfatta, Venturiello gli si era rivolto con una domanda semplice quanto banale: «Sindaco, in quante persone siamo in maggioranza?».  Per poi aggiungere: «Si ricordi che la maggioranza è una sola: quella uscita dalle urne elettorali». «Non è proprio così», la replica stizzita di Lombardo: «Non è del tutto vero che dalle urne escono la maggioranza e la minoranza, la legge elettorale dei Comuni si chiama elezione diretta, ciò che esce dalle urne è “l’identità del sindaco” che i consiglieri non possono cambiare». Insomma, un acceso botta e risposta, arrivato al culmine delle oltre due ore di «Preliminari» d’aula, dove era ormai chiara «l’aria che tira» negli assetti del potere. Con il gruppo di Fratelli d’Italia (formato dai due consiglieri comunali Adalberto Bertucci e Augusto Cacciamani) ancora protagonista nel sostenere la leadership di un sindaco altrui (alle elezioni FdI appoggiò Alfonso Masini del Cdx), pronto a traslocare in maggioranza armi e bagagli. Nella porta girevole di questa confusa politica locale, in direzione opposta, il Partito democratico sembra invece ad un passo dall’uscire di scena. Dopo un anno e mezzo di governo rosso civico, raggiunto grazie al clamoroso e irrituale «apparentamento» alla vigilia del turno di ballottaggio, i democratici sono all’angolo. Costretti all’addio dal consigliere Simone Guglielmo, il quale, in dissenso, ha deciso di disertare l’aula anche in occasione del voto più importante (e politico) per una maggioranza: il Bilancio.

Ma anche tra i «civici» le assenze sono state cospicue. Al momento dell’appello, risultava assente il duo Alessia Croce e Maurizio Remoli di «Guidonia Montecelio Domani»; nessuna traccia c’era di Andrea MazzaCittà Nuova») e di Tommaso CarnevaliIl Biplano»). Così, tra i banchi della maggioranza, la conta è stata facile perfino per Michele Venturiello mentre rivendicava gli esiti delle urne di un anno e mezzo prima: la maggioranza è dunque svanita?. Nelle sedute di consiglio comunale servono (almeno) 13 consiglieri per tenere il numero legale e aprire i lavori in prima convocazione: loro (i civici presenti) erano complessivamente 10 (più il sindaco). Troppo pochi. Così, il soccorso rosso del Pd diventava indispensabile. I democrat, pero, divisi e lacerati al loro interno, fino all’ultimo sono stati tentati di seguire le mosse di Guglielmo. La seduta è rimasta in bilico fino a pochi secondi primo dell’appello. Il capogruppo, Emanuele Di Silvio, i consiglieri Rossella Nuzzo e Mario Lomuscio sapevano, però, che in loro assenza i voti necessari per l’approvazione dei punti all’ordine del giorno sarebbero arrivati da Fratelli d’Italia (da un Bertucci gongolante). Hanno quindi deciso di entrare in aula, dove immediatamente è cominciato il valzer delle maggioranze alternative. Di Silvio ha provato in tutti i modi a strappare al sindaco la promessa che «lei manterrà, sono certo, gli impegni presi all’indomani del turno di ballottaggio, quando il sostegno del Pd fu determinante per la sua elezione». Aspirazione vana. Lombardo ha già in parola di accogliere nella sua maggioranza i Fratelli (di cui fa politicamente parte), e una coabitazione in giunta con il Partito democratico sarebbe inimmaginabile. Bertucci lo ha ribadito: «Voglio il Pd fuori dal governo».

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Il Bilancio, e tutti gli atti ad esso propedeutici come la nota di aggiornamento del Dup (Documento unico di programmazione) alla fine sono passati al vaglio dell’aula e approvati con i voti favorevoli di Partito democratico e civici. «Un atto di responsabilità» diranno sia di Di Silvio che Venturiello. Fratelli d’Italia lascia l’aula, come l’intero centrodestra, con la consapevolezza che la nuova fase delle maggioranze alternative è ormai aperta. Lo ha lasciato intendere Lombardo nel suo intervento. Cambierà la giunta. «Si va verso un rimpasto degli assessori» dove troveranno casa nuovi assetti, orfani del Partito democratico ma inclusivi di Fratelli d’Italia e di Claudio Zarro. Perché a proposito del consigliere solitario, alter civico sconfitto alle elezioni del 2022, da molti indicato come terminale della leghista consigliere regionale Laura Cartaginese, va detto che la sua permanenza in aula, giovedì, ha tolto d’impaccio Mauro Lombardo. Dopo l’approvazione del Bilancio, infatti, anche i democratici hanno lasciato la seduta ed è rimasto Zarro (formalmente all’opposizione?) a tenere il numero legale necessario all’approvazione degli ultimi punti iscritti all’ordine del giorno (debiti fuori bilancio). Un aiutino niente male. Il 2023 si chiude quindi con la nuova fase che sta per aprirsi. Come annunciato dal sindaco. Quella di una maggioranza assai ampia e trasversale. E i botti di capodanno sono (quasi) serviti.        

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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