GUIDONIA Un prelevamento di 30mila euro dal fondo di riserva del Bilancio comunale per provvedere all’installazione di un sistema di videosorveglianza nei luoghi sensibili e maggiormente esposti a furti, atti vandalici, abbandono indiscriminato di rifiuti. Lo ha disposto la giunta comunale Pd e M5S con delibera numero 10 approvata nella seduta  dell’8 febbraio scorso con la motivazione che «occorre provvedere allo stanziamento per il servizio di di videosorveglianza del Comune di Guidonia Montecelio al fine di prevenire condotte lesive e vandaliche all’indirizzo, in particolare, delle sedi comunali». Una spesa necessaria alla quale l’amministrazione avrebbe dovuto provvedere in via ordinaria. Programmando i relativi stanziamenti nei bBilanci degli ultimi anni. Invece le criticità sono diventate eccezionali e improvvise. Tali da ricorrere agli accantonamenti del fondo di riserva che, negli enti locali, viene utilizzato a discrezione della Giunta per far fronte a spese impreviste e improvvise come ad esempio quelle derivanti da calamità naturali.

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«Dopo 5 anni di letargo Barbet e sodali vogliono mettere le telecamere prelevando i soldi dal fondo di riserva. Una beffa  dopo l’incapacità manifesta a trovare finanziamenti sovracomunali e aver negato la proposta dell’opposizione di devolvere i soldi dei gettoni di presenza per la sicurezza – il duro commento di Giovanna Ammaturo, consigliere di Fratelli d’Italia -. A meno di tre mesi dalle elezioni il sindaco Barbet e la sua maggioranza grillopiddina spendono allegramente ben trentamila euro prelevandoli  dal fondo di riserva,  che consta di duecentomila  euro  e  che servono in caso di calamità o interventi indifferibili. Lo fanno con giustificazioni risibili, Barbet  e i suoi compagni , M5S e Pd, dimostrano solo incapacità di amministrare e trovare finanziamenti». 

Il tema della sicurezza è al centro dell’agenda del Nuovo Polo Civico. Nei giorni scorsi, attraverso una nota stampa, il coordinamento comunale è tornato a parlare di criminalità annunciando la richiesta di un consiglio comunale straordinario. 

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Aule incendiate e scuole sistematicamente depredate: a Villalba gravi problemi di sicurezza

«Dalla Procura si certifica la presenza di gruppi malavitosi italiani, e non – dicono dal coordinamento del Npc – che gestiscono diverse piazze di spaccio con un elevato rischio di riciclaggio del denaro sporco. Nella relazione vengono menzionati anche gli insediamenti di soggetti nomadi, ben noti e mai contrastati dall’amministrazione comunale, dediti allo sfruttamento della prostituzione ed ai reati contro il patrimonio».

«A preoccupare, però, non ci sono solo le analisi della Procura ma anche la cronaca di una quotidianità ormai invivibile per i cittadini.  A Villalba in pochi giorni è stata consumata una rapina nella centralissima Corso Italia – scrivono – i carabinieri hanno individuano la circoscrizione come una piazza di spaccio di Roma nell’ambito di una vasta operazione antidroga, e sono arrivate in poco tempo moltissime segnalazioni di cittadini per un’ondata di furti. Non si possono dimenticare tutte le incursioni di ladri e vandali subite dalle scuole. Tutti questi sono i segni evidenti di un problema mai minimamente affrontato dall’attuale amministrazione. Per quanto la gestione delle forze dell’ordine, ad eccezione della polizia locale, non dipenda dal sindaco è pur vero che un’azione ed una pressione decisa, e continuativa nei cinque anni, da parte del Municipio verso gli Enti preposti avrebbe potuto portare benefici».

«Il sindaco, e la sua maggioranza PD-5Stelle avrebbe potuto intervenire sulla delegazione, che nel suo piccolo poteva rappresentare comunque un piccolo presidio sul territorio, ed è chiusa da tempo. Non sono stati sviluppati progetti di video sorveglianza in questi cinque anni.  Non sono state intraprese iniziative per potenziare l’ufficio di polizia di via Agrigento. La struttura, qualora fosse diventata un vero commissariato, avrebbe potuto dare una risposta, importante, alla circoscrizione ed all’intera città. L’impegno profuso dalle forze dell’ordine – concludono dal coordinamento – i tanti arresti a partire dalla maxi operazione dei carabinieri di pochi giorni fa, è di estrema importanza ma non riesce a sopperire alla mancanza di un vero e proprio presidio come quello che poteva rappresentare via Agrigento».

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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