GUIDONIA – Un macrolotto di 3mila metri (di pubblica proprietà) destinato a ospitare servizi comuni come scuole, auditorium, parchi o giardini, messo in vendita dall’amministrazione 5Stelle per fare cassa e far quadrare i conti nel Bilancio 2019. Una scelta di rimando, divenuta obbligata dopo la decisione di annullare l’asta per 41 immobili popolari inizialmente individuati nel piano delle dismissioni. Le case erano state ritirate dal mercato a seguito delle proteste degli inquilini/occupanti, e verranno alienate solo se gli assegnatari decideranno di esercitare il diritto di prelazione, in caso contrario ne manterranno l’uso alle medesime condizioni. Una scelta che penalizza la collettività a tutto vantaggio di singoli interessi, nella mancanza di una visione politica che valorizzi le risorse collettive. Proprio su questo presupposto, il macrolotto di proprietà del Comune nell’area industriale Pip2 era stato cancellato dall’elenco delle alienazioni dopo le feroci polemiche scoppiate in consiglio comunale. Ora torna in vendita per volontà dei 5Stelle, costretti però a votare una variante urbanistica che ne disponga il cambio di destinazione d’uso. Dalle parti del palazzo sono convinti che l’attuale classificazione urbanistica F5/servizi sia nella prospettiva poco remunerativa, e che una nuova vocazione industriale sia per gli acquirenti maggiormente appetibile. L’area è infatti di una metratura considerata interessante per attrarre investimenti da parte di grandi aziende, insomma più stabilimenti industriali e meno servizi seppur in assenza di una nuova pianificazione del territorio.

Non è l’unica variante a sbarcare in aula. I 5Stelle hanno rimesso le mani al Piano di lottizzazione conosciuto come «Martellona». Ora, e dopo le rivisitazioni operate dalla giunta il mese scorso, le modificazioni alla convenzione stipulata nel 2014 con la società privata (già cessionaria di alcune aree di pubblica utilità tra cui uno stabile per la Compagnia della Guardia di Finanza) arrivano in aula per la definitiva ratifica. Su input dell’indirizzo politico, gli uffici per due anni hanno revisionato i Piani urbanistici, nel caso in oggetto una procedura necessaria secondo l’ex dirigente Paola Piseddu, dopo la scoperta di alcune difformità tra il progetto iniziale e la convenzione. Ora si approvano le correzioni, meno case e più edilizia commerciale in una redistribuzione degli indici di cubatura, ma tanto tempo è trascorso dietro ai cavilli, e i ritardi potrebbero rivelarsi fatali per la possibilità di portare una Compagnia della Guardia di Finanza a Guidonia, il presidio che già due anni fa avrebbe potuto e dovuto insediarsi con la consegna dello stabile al ministero dell’Interno.

Oggi l’obiettivo è a rischio perché nella partita si è inserito il Comune di Monterotondo che vuole ottenere lo stesso traguardo nel medesimo ambito territoriale. Risultando però più avanti di Guidonia nelle procedure, per avere già dato il via libera all’approvazione di un protocollo d’intesa proprio con il Comando regionale della Guardia di Finanza e la Regione Lazio per portare la Compagnia negli ex locali della Asl del centro storico. E evidente che una soluzione esclude l’altra, e Monterotondo sembrerebbe avvantaggiata anche se all’Urbanistica l’assessore Chiara Amati e il dirigente Paolo Cestra si dicono convinti del fatto loro. Insieme alla rimodulazione della tariffa Tari che dovrebbe abbassarsi per tutti, e a un provvedimento sempre sui rifiuti, si tratta di punti propedeutici all’approvazione del Bilancio comunale che potrebbe avvenire entro aprile, il condizionale è però d’obbligo. Per ora il documento di programmazione della spesa infatti non c’è. Iscritti all’ordine del giorno anche i due regolamenti sul funzionamento dei centri anziani e sull’accesso del Comune di Guidonia Montecelio ai social media. Consiglio convocato venerdì 29 marzo alle ore 10. 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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