AVEVA caricato sul gruppo e quindi sulla Regione le spese per l’assistente «attivista»: 2.847 euro di consulenza. Peccato che la «cittadina», anche presente da uditore nella commissioni speciali dei piani di zona di Roma Capitale, di consulente avesse ben poco. In quanto le consulenze si sostanziano con i «pareri» tecnici e non con le comparsate. Così, nel suo primo giorno da neo assessore alla Transizione ecologica della Regione Lazio, l’ex capogruppo del M5S Roberta Lombardi fa parlare di sé sui giornali per faccende collaterali al nuovo incarico. Non solo per la storia dell’attivista stellata assurta al ruolo di consulente/esperta urbanista, ma per le spese che da capogruppo ha autorizzato nel 2019. Tra le quali ci sono un’interfaccia per chitarra e un bastone per i selfie. Tutto scritto nel Rendiconto delle spese del gruppo consiliare del M5S relativo all’esercizio del 2019 (ecco l’esilarante racconto che ne fanno i giudici nella deliberazione). Note spesa oggetto di censura da parte della Corte dei Conti. Che ha bocciato l’acquisto a spese dei contribuenti di accessori per un totale di 54,99 euro, per i quali, i dieci consiglieri grillini, avevano chiesto il rimborso alla Regione, inserendoli tra le «spese per l’acquisto o il noleggio di dotazioni informatiche o d’ufficio». Irregolare anche la spesa per la simil consulenza. 

Come riposta Il Giornale in edicola oggi «tra le spese giudicate irregolari, lo scorso giugno, c’è anche quella di 2.847 euro oltre agli oneri fiscali e previdenziali, relativa al compenso di una «risorsa» assunta con contratto di collaborazione coordinata e continuativa per una consulenza in materia urbanistica per «lavori della Commissione speciale piani di zona». Peccato che, secondo quanto messo nero su bianco dai giudici contabili, la collaboratrice in questione non risulti essere né «un’esperta della materia», né abbia mai prodotto una documentata «attività di consulenza» o tantomeno un singolo parere. Almeno, questo è quanto emerge dai documenti prodotti dal gruppo pentastellato in Regione su richiesta dei magistrati».

 Ci sono anche un’interfaccia per chitarra e un bastone per i selfie nel rendiconto delle spese del gruppo consiliare del M5S alla Regione Lazio relativo all’esercizio del 2019. Due accessori acquistati su un noto sito di vendite online. Lo scorso giugno, però, in una delibera della sezione regionale di controllo per il Lazio, i magistrati della Corte dei Conti hanno dichiarato irregolare la spesa. Ad una prima richiesta di chiarimenti, il gruppo del 5Stelle aveva replicato che la spesa per l’iRig e il selfie stick, assieme a quelle per l’acquisto di cavi, prolunghe, microfoni, tablet, auricolari per cellulare e addirittura due set di pile, era riferibile «all’operatività del personale dipendente dell’ufficio comunicazione che svolge con professionalità la propria mansione volta alla creazione di contenuti di promozione politica del gruppo e la loro diffusione».

Ma la giustificazione non ha convinto i giudici, ai quali, in particolare, come si legge nella delibera, «sfugge cosa sia e a cosa serva esattamente», l’interfaccia IRig. «Elementi conoscitivi necessari per consentire alla Corte di effettuare la valutazione di inerenza della spesa con le finalità istituzionali del Gruppo consiliare», scrivono i giudici. «Analogamente – si legge ancora nel documento – è a dirsi per la spesa di 19,90 euro sostenuta per l’acquisto di un bastone selfie, la cui inerenza ai fini istituzionali, in difetto di specifiche informazioni da parte del Gruppo, non può essere valutata o comunque ritenuta sussistente». 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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