MONTEROTONDO – Due casi accertati «di recente» tra il personale. Il direttore generale della AslRm5, Giorgio Giulio Santonocito, in una nota stampa di pochi minuti fa, rappresenta che all’ospedale Santissimo Gonfalone di Monterotondo si sono verificati di recente 2 casi positivi tra il personale, un infermiere e un ausiliario, e sono stati eseguiti 48 tamponi molecolari sugli operatori (12 medici, 28 infermieri, 7 OSS e 1 ausiliario): tutti negativi.

La AslRm5 fa chiarezza, era ora. Dopo le decisioni di chiudere i reparti alle visite, fermare i ricoveri già programmati e rimodulare l’accesso al pronto soccorso con modalità di controllo più stringenti. Tutto abbastanza nella norma e prevedibile in tempi di Covid-19, con i contagi schizzati alle stelle un po’ ovunque nel Paese e nella Regione Lazio e con la Asl Rm5 costretta a rivedere i protocolli nei nosocomi di propria competenza.

Eppure il sindaco di Monterotondo, il dem Riccardo Varone, che anche di recente ha gestito situazioni complicate come quelle legate all’insorgenza dei contagi nelle scuole, senza mai risparmiare puntuali informazioni sui casi, circostanziando il numero dei positivi per classe e plessi, sull’ospedale ha tirato su una cortina di ferro. Tanto fumosa da risultare sospetta agli occhi degli osservatori. E preferendo la polemica alla chiarezza sempre dimostrata. Una reazione alla provocazione dell’oppositore Simone Di ventura è nelle cose della politica, ci sta. L’uno ha accusato il sindaco di omissioni, l’altro ha reagito buttandola sull’inaccettabile tentativo di speculare sulla paura del virus e di voler gettare la gente nel panico.

Le persone però non hanno paura della verità. Come nel caso delle scuole, quando Varone è stato puntale nella diffusione delle informazioni. Allora, dovè il problema con l’ospedale? Sicuramente la Asl Rm5, dal primo momento di questa pandemia, ha stabilito di improntare la comunicazione ufficiale sul minimo indispensabile di notizie da fornire all’utenza. Per la diffusione ha utilizzato prevalentemente i canali attivati dai sindaci sui social, imponendo una politica aziendale nei mesi scorsi spesso smentita dalla realtà. Focolai nelle Rsa, contagi nei nosocomi, ritardi nell’effettuazione dei tamponi, per finire, ultimamente, alle lunghe file nei drive-in e ai blocchi degli ospedali nei distretti sanitari, da Valmontone a Tivoli e Palsestrina, fino a Monterotondo.

Varone però ha scritto che sul Santissimo Gonfalone sono «solo infondate supposizioni» che creano «inutile allarmismo in un’intera comunità».
E che «il nostro ospedale non ha nessun problema particolare». A dire il vero il nosocomio ha i problemi di casi accertati che sono nella norma in periodi come questi. E la gente non può essere vittima di alcun particolare allarmismo, bombardata com’è da sera a mattina di notizie sul Covid. E allora, a maggior ragione, non si comprendono tutti questi misteri intorno all’ospedale. Le negligenze della Asl sono e sono state evidenti, lacune abbastanza macroscopiche hanno riguardato anche la sanità regionale, le cronache ne sono piene. Ed è abbastanza normale che i cittadini restino informati per farsi una propria idea dei fatti, si chiamano libertà e democrazia. Siamo convinti che siano principi faro anche per il sindaco Varone.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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