Prendendo spunto dalla intervista (in via generale nientalista nei contenuti) rilasciata oggi dall’assessore alla istruzione Elisa Strani al settimanale Tiburno, propongo domande (ulteriori) all’avvocata assessora Nostra chiamata in giunta un paio di mesi fa dal sindaco Michel Barbet in sostituzione di Paolo Aprile.

1) Lei era certamente uno dei legali che sosteneva la battaglia delle famiglie sul pasto da casa, lo racconta lei stessa quando afferma “sui genitori che seguivo io non posso fornire indicazioni”. Ora, se li seguiva lo faceva da avvocato (anche se poi – exusatio non petita accusatio manifesta – subito precisava: “Però c’erano altri avvocati”) e allora perché non può fornire “indicazioni” su queste famiglie? Sulla identità vige forse il segreto di stato? Oppure teme che i giornalisti possano ricostruire nel dettaglio la natura del rapporto che intercorreva tra lei e questi genitori? Aveva un mandato ad operare? Svolgeva l’incarico in via informale e a titolo gratuito? Oppure in via informale ma a titolo oneroso?

2) Vorrei sapere, se non le è di troppo disturbo, se la idea della formula “con riserva” sia anche figlia della sua consulenza legale presso le famiglie che hanno poi ottenuto il pasto da casa. Se così non è – come lei sembra affermare poco convintamente nella intervista – vuol dire che mentre gli altri avvocati lavoravano fattivamente mettendo in campo soluzioni tecniche lei si occupava del dialogo esercitandosi già nel ruolo di assessore. La scena, all’epoca, la vedeva infatti impegnata solo come legale per conto – lo ha detto lei stessa – di alcuni genitori, e dunque se da avvocato non propose strade concretamente percorribili a supporto della tesi (il pasto da casa), lei svolse indubbiamente male il suo mestiere, non crede?

3) Cosa vuol dire “vorrei capire se quel pasto è stato conteggiato o meno (dalla Bioristoro che gestisce il servizio mensa ndr) e chi paga”?. Il riferimento è ai presunti “irregolari” che a suo dire mangiano il panino di mamma pur essendo obbligati senza riserva a consumare il menu della mensa a fronte di una adesione preesistente. Ora: lei sa benissimo che nella migliore delle ipotesi l’ente sarà chiamato a contenzioso, che la società applicherà tutte le penali possibili al comune, che la faccenda è stata pasticciata oltre ogni ragionevole dubbio per apparire figlia della vostra buonafede. Se fossimo in altro periodo storico avreste già gridato allo scandalo, alla incompetenza più generale, appellati al dolo quando la verità oggettiva è che vi siete infilati in una strada senza uscita, e allora: perché non ammettere, assessore, che il lavoro da lei svolto in precedenza, nella veste di avvocato, sta comunque determinando un reale danno economico all’ente giuridico che oggi rappresenta ai massimi livelli istituzionali?

4) Ci sarebbe da ridere, se la questione non fosse così maledettamente seria. Caro assessore, ma l’anno prossimo che succede? Mettiamo (ragionando per assurdo) che il numero delle famiglie, nella sua totalità e mediante la formula magica “con riserva”, decida per il pasto di mamma e che d’improvviso la Bioristoro si ritrovi senza clienti (gli stessi che l’ente aveva garantito alla società mediante assegnazione di regolare appalto pubblico), ebbene: quali meccanismi è pronta ad adottare per evitare un contenzioso epocale? La risoluzione contrattuale con colpa da parte del comune? Perché è indubbio che con il Precedente introdotto quest’anno (e che lei da avvocato ha contribuito a determinare in uno slancio concreto da conflitto d’interesse) Bioristoro potrebbe trovarsi senza servizio e ad appalto non ancora esaurito. Ci ha pensato assessore, ops avvocato, oppure aspetterà l’ultimo momento utile per intervenire con il riconoscimento di un mega debito milionario fuori bilancio? (la immagine di copertina è stata reperita in Rete ed è di proprietà del settimanale Il Tiburno che si ringrazia)

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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