GUIDONIA – Il Comune di Guidonia Montecelio mette una pietra tombale sulla vicenda Del fante versando agli eredi la somma rimanente, al netto di una parte degli interessi legali maturati (e oggetto di una transazione), pari a 5.232.801,17 euro. I soldi, riporta l’accordo firmato il 29 maggio 2018  dal dirigente ai Lavori pubblici Marco Simoncini  in rappresentanza dell’Ente, “verranno accreditati in una unica soluzione”  entro il 30 maggio 2018, direttamente sui conti correnti di Fabio Massimo e Pier Davide Del Fante di Castell’Arcione. Una prima parte dei crediti vantati, pari a 4.145.176,05 euro oltre interessi calcolati dal ministero dell’Economia in 139.960,05 euro, gli eredi della storica famiglia di latifondisti se li erano visti liquidare nel gennaio del 2012 a titolo di indennità provvisoria, a seguito di sentenze ad essi favorevoli.

Una vicenda annosa, controversa, cominciata nel lontano 1984 con le giunte Pci-Psi. Legata agli espropri delle aree industriali di Tavernelle, culminata con le battaglie legali  decennali e con le sentenze, in sequenza della Corte d’Appello di Roma del 2013, della Suprema Corte dì Cassazione nel 2015, tutte a favore dei proprietari. Una transazione oggi necessaria ad evitare la udienza davanti al Tar del Lazio (fissata al prossimo 5 giugno), chiamato in causa dai Del Fante per ottenere l’ottemperanza dell’Ente alla sentenza della Corte d’Appello del 2015, che avrebbe comportato per il Comune un ulteriore aggravio di spese legali e di mora.

La storia degli espropri delle aree del Polo Industriale Tavernelle è costata complessivamente  fin qui alle casse comunali oltre 14 milioni, centinaia di migliaia di euro più o meno, se si considerano anche gli indennizzi pari a 4.318.957,92 euro già riconosciuti all’altro attore nella vicenda, la Santarelli costruzioni SpaUna criticità nata dai prezzi degli espropri ai Del Fante/Santarelli, decisi della giunta municipale di centrosinistra nel 2006 ad un costo ritenuto troppo basso dalle sentenze della giustizia civile. La somme, già contabilizzate nei bilanci degli ultimi 5 anni, ritenute dagli analisti tra i crediti più consistenti vantati da terzi nei confronti dell’Ente fino ad appesantirne la capacità di spesa, viene liquidata attingendo al fondo di riequilibrio. Un prestito di 20milioni di euro concesso nel 2018 dallo Stato al Comune per riequilibrare il rapporto tra entrate e uscite nel bilancio comunale.

Chiusa sotto i profili contabili e legali, la vicenda del contenzioso Comune/Del fante/Santarelli resta però aperta sul piano storico e della trasparenza. Una faccenda passata per molteplici procedure di riconoscimento dei debiti fuori bilancio, per gli incrementi delle spese legali che hanno visto l’Ente soccombere in più di qualche grado di giudizio, ma anche per la mega lottizzazione del 2010, quella di Arcionia, che grazie a una variante urbanistica, votata dal centrodestra al governo della città, ha trasformato aree di proprietà sempre di Santarelli e Del Fante da agricole a edificabili, decuplicandone il valore e consentendo al privato un surplus di profitto, in un periodo in cui i contenziosi oggi risolti erano aperti e le sentenze ancora lontane. Si poteva cercare un accordo prima? Se si fosse fatto, il risparmio per l’Ente sarebbe stato maggiore? I se e i ma non fanno la storia, ma possono aiutare a riscriverla. 

 

 

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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