L’ASSESSORE regionale alla Scuola, Claudio Di Berardino, è stato perentorio: «Dopo il lavoro fatto dagli enti proprietari e dalle istituzioni scolastiche, fermare o rallentare la corsa a pochi giorni dalla riapertura non rende giustizia all’impegno, ai sacrifici e ai risultati ottenuti in ciascuna realtà territoriale». Di rinvio generalizzato, insomma, non se ne parla. Del resto, la Regione Lazio tenuta dal segretario nazionale del Partito democratico Nicola Zingaretti, non potrebbe dare segnali sbagliati. La riapertura delle scuole, nei tempi prestabiliti dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e dal governo giallo rosso, ha un suo particolare significato politico che non prevede deroghe. Il tutti in classe il 14 settembre è condizione imprescindibile. Vietate le brutte figure. Dalla Regione Lazio non arriveranno, dunque, provvedimenti in contrasto con quando stabilito dal governo nazionale. Resta chiaramente ferma l’autonomia delle singole amministrazioni e degli istituti di disporre diversamente, con propri provvedimenti, a fronte dei tanti problemi non risolti nelle scuole. L’assessore lascia insomma libertà d’azione ai sindaci, che con ordinanze contingibili e urgenti potranno disporre il rientro in classe degli studenti secondo le locali esigenze. Lo stesso potranno fare i dirigenti scolastici con proprio decreto. Il «no» di Di Berardino è arrivato in risposta alle esplicite richieste dell’Anci (Eccola la nota dell’assessore). L’associazione nazionali dei Comuni italiani, con lettera del 2 settembre a firma del presidente sezione Lazio Riccardo Varone, chiedeva alla Regione di spostare a dopo il Referendum del 20 e 21 settembre il rientro in classe degli studenti. Una valutazione di buon senso dei sindaci raccolta da Varone per «le difficoltà organizzative di non poco conto, in relazione allo svolgimento della consultazione referendaria e, ove questo avviene, alle elezioni comunali: l’apertura del 14 settembre – scrive il sindaco di Monterotondo e numero uno di Anci Lazio – comporta infatti l’immediata sospensione delle lezioni negli stabili sedi di seggio, il giorno 19 successivo, per l’installazione degli stessi e lo svolgimento delle elezioni, con un aggravio di costi, che in molti casi – i piccoli comuni ad esempio – si appalesano difficilmente sostenibili, o non praticabili».

La lettera di Varone

Oggetto: riapertura anno scolastico 2020-2021 – segnalazione difficoltà connesse operazioni elettorali – richiesta intervento.
Anci Lazio ha dispiegato il massimo impegno, anche in accordo con gli Assessorati competenti, che hanno svolto un egregio lavoro, per giungere ad un ordinato inizio dell’anno scolastico 2020/2021; ha partecipato con attenzione a tutti gli incontri dei tavoli regionali e ha sollecitato, con ogni mezzo, i comuni della nostra Regione a dare seguito alle numerose incombenze, che ricadono nella loro responsabilità, soprattutto in questa difficile fase, in cui bisogna osservare le particolari cautele di prevenzione del contagio da coronavirus. Possiamo testimoniare che tutti i sindaci si sono spesi e si stanno spendendo, con ogni energia disponibile, per fare in modo che la riapertura avvenga con il massimo ordine e con l’avvio di tutti i connessi servizi (trasporto scolastico, mensa, ecc.).
Molti Sindaci tuttavia continuano a segnalare con determinazione a questa Associazione una difficoltà organizzativa di non poco conto, in relazione allo svolgimento della consultazione referendaria e, ove questo avviene, alle elezioni comunali: l’apertura del 14 settembre comporta infatti l’immediata sospensione delle lezioni negli stabili sedi di seggio, il giorno 19 successivo, per l’installazione degli stessi e lo svolgimento delle elezioni, con un aggravio di costi, che in molti casi – i piccoli comuni ad esempio – si appalesano difficilmente sostenibili, o non praticabili.

Si rappresenta infatti che gli edifici scolastici, prima della riapertura dell’anno scolastico, devono essere adeguati, ai fini della prevenzione del coronavirus, alle relative norme di sicurezza, che prevedono la realizzazione di percorsi guidati di entrata e uscita per gli alunni e per il personale scolastico, nonché di adeguate indicazioni segnaletiche, oltre ovviamente alle specifiche attività di sanificazione; operazioni queste che devono essere compiute due volte a distanza di pochissimi giorni, per consentire anche il rispetto delle norme di accesso degli elettori, che sono significativamente diverse rispetto a quelle degli alunni e del personale scolastico. Costi questi, che non sono riconosciuti dallo Stato nel quadro dei rimborsi elettorali e che restano in gran parte a carico dei comuni e per i quali sarebbe necessario un intervento a sostegno. In relazione a ciò Vi invito a valutare l’opportunità di disporre l’inizio formale delle lezioni in data immediatamente successiva allo svolgimento delle consultazioni referendaria ed elettorale. Dichiaro fin d’ora la disponibilità ad un incontro in tempi brevissimi, allargato se necessario alla presenza dei Sindaci, per spiegare meglio il senso e il valore di questa proposta. Resto in attesa di cortese sollecito cenno di riscontro e, confermando la massima stima e considerazione, salutiamo con viva cordialità.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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