GUIDONIA MONTECELIO – Rosa Mariani, la segretaria generale (e già direttore generale) vezzeggiata, coccolata dalla politica (tutta) e dall’impreditoria nel corso di 10 anni e tre amministrazioni è in carcere dallo scorso 21 aprile. La procura le contesta l’associazione per delinquere; per l’accusa  sarebbe lei  il vertice del malaffare nell’Ente, colei che copriva la presunta malversazione, gli inghippi dei collegi dirigenti con i quali era solita recarsi a pranzo, anche se, per il suo legale (e buon amico) Augusto Colatei (già capo di Gabinetto di Eligio Rubeis) ciò avveniva “sporadicamente”. Ora le cronache riportano di una politica (senza distinzioni di colore) che sovente denunciava, segnalava, situazioni in chiaroscuro riguardanti l’operato generale di Rosa Mariani.

Lei, si evince dalle intercettazioni, era “il tappo” che consentiva ai dirigenti di farsi i porci comodi; dai colloqui pubblicati da Il Messaggero e Dentro Magazine, nei pranzi, mentre erano a tavola emergeva “la necessità del controllo sull’apparato del Comune in base alle esigenze del gruppo, dice la Mariani: “Noi dobbiamo avere le redini dei dirigenti, Andrea (Di Palma ndr) tu sai… dei dirigenti, noi dobbiamo far rientrare solo Pucci, perché Argentino ci sta, lui (riferito a De Paolis) ci sta, le due… quelle non le conti tanto non fanno un cavolo…”. Si scherza anche al tavolo, Mariani dice: “Sta maledetta discarica, ma riapriamola… riapriamola sta cazzo de discarica… tu abiti a Villanova, prima che arriva qua avoja, io e lui abitiamo a Roma e che ce frega! Riapriamo sta cazzo de discarica!”.

Per Hinterlandweb.it (del 2014) lei è quella che aveva “promosso” la moglie del Maccaroni (il polpo o la“personalità criminale” per definirlo come la procura) funzionario dell’ente, al settore Pubblica istruzione, con una maggiorazione sulla indennità stipendiale. Scriveva Hinterlandweb.it: “Lei è Rossella, non di via col vento, ma di piazza Matteotti, sede del municipio. Lui è Michele, il marito, che condivide inoltre l’impiego nel Comune di Guidonia Montecelio. L’altro è Gerardo, il dirigente del Comune che con Michele, marito di Rossella, condivide l’accusa di truffa, falso e peculato a firma del procuratore capo di Tivoli Luigi de Ficchy del 15 maggio 2014. Nel fascicolo, tutti i maschietti sono in illustre compagnia: Gilberto Pucci, Umberto Ferrucci, Rosa Mariani, i nomi degli altri dirigenti protagonisti dell’inchiesta (e, sei mesi dopo, sarebbe il caso che se ne conoscessero gli sviluppi). 17 indagati in tutto, per oltre 604 mila euro di acquisti effettuati per conto del Comune, scrive la Procura, e realizzati attraverso determine, mandati di pagamento e fatture false”.

Ma la signora Mariani era (anche) quella del pallino per la “privacy”, invocata in aula di consiglio nel 2015 per “oscurare” lo storico dell’albo pretorio online, perché la pubblicità degli atti, a suo modo di vedere, andava mantenuta solo per il tempo stringente dei 15 giorni. Era anche la signora degli atti pubblici omissati (siamo nel 2008) quando con Andrea Di Palma, l’allora capo di Gabinetto dell’ex sindaco dem Filippo Lippiello, intraprese una battaglia per coprire (e lo fece) beneficiari e somme erogate nelle determinazioni dirigenziali, decisione che le costò una dura reprimenda del prefetto di Roma. La gente dimentica, la politica meno. Nessuno ne fece mai una questione di principio a difesa del diritto alla trasparenza e dell’applicazione corretta delle norme amministrative, chiedendone formalmente (e seriamente) la rimozione, almeno che si ricordi.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

Nessun Commento

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.