L’associazione San Babila che ha gestito i servizi teatrali nel 2015 e 2016 chiede il saldo delle fatture pari a 200 mila euro e la restituzione di tutti i beni mobili presenti all’interno del sito  

GUIDONIA – La comunicazione è di martedì 7 febbraio. Avanzata al comune con tanto di accesso tramite protocollo alla quale non è seguita (al momento) alcuna risposta dall’amministrazione. Chiedono la restituzione dei beni mobili di loro proprietà ancora presenti all’interno del teatro, tra cui scenografie, costumi, arredi dei camerini, diffidando di fatto l’amministrazione a farne qualunque utilizzo. In ballo c’è anche una centralina elettrica, aggeggio acquistato nel 2015 per 2.854 euro attingendo al loro conto corrente. Una spesa necessaria per il funzionamento dell’impianto di riscaldamento senza il quale il Teatro Imperiale sarebbe al freddo e quindi inutilizzabile per qualsivoglia attività. Anna Greggi, dell’associazione San Babila, grande esclusa insieme a Gennaro D’Avanzo dalla gestione dei servizi teatrali, la centralina elettrica, dispositivo indispensabile per avviare la caldaia, acquistata all’epoca con i suoi soldini, la vuole indietro. “Vado e me la prendo”. E mostra le fatture delle spese, non solo relative all’ingranaggio in questione, sostenute negli anni per la manutenzione dell’impianto di riscaldamento: 4mila euro. Quando i tecnici (non certamente del comune) erano arrivati in più di una circostanza a far fronte alla emergenza che si rappresentava. Paradosso dei paradossi, il Teatro Imperiale presenta criticità irrisolte che solo l’impegno extra dei gestori (nelle stagioni 2015-2016) aveva potuto risolvere in via temporanea e al solo scopo di riuscire a rappresentare gli spettacoli.

Racconta aneddoti Anna Greggi. “Senza il nostro intervento anche economico non sarebbe stato possibile andare in scena, mi chiedo ora come faranno”. Qualche giorno fa “l’assessore alla Cultura Elisa Strani chiedeva a me come avviare i riscaldamenti, segno che nella conduzione complessiva del teatro vige una improvvisazione generale”. L’artista, con Gennaro D’Avanzo il direttore artistico per due anni al timone dell’Imperiale, aspetta ancora la liquidazione di fatture per importi vicini ai 200mila euro. Soldi anticipati per pagare gli artisti e mai rientrati nei conti dell’associazione San Babila. Anna Greggi quei soldi li rivuole e il prima possibile. Adesso che non si occuperà della stagione, con il bando di selezione andato ad una realtà dilettantistica con sede a Roma, il Movimento Forza 9 per il teatro,  con forti radici nella Palermo delle due figure apicali e esperienze al Salone dei Libro di Torino.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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