GUIDONIA – Il termine del 30 gennaio per l’invio della domanda di contributo da parte dei Comuni intenzionati ad assumere nuovo personale tecnico per occuparsi delle pratiche del Superbonus110% non era perentorio ed è passato da un pezzo. Che risulti invece al Comune di Guidonia Montecelio nessuno ha fatto niente. Né il sindaco Michel Barbet né la sua giunta hanno mosso un dito. Perdendo una grande opportunità di dare occupazione ai giovani laureati con i soldi messi a disposizione dal Governo. A sollevare il caso dell’ennesima inerzia dell’amministrazione 5Stelle è il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Giovanna Ammaturo che, sulla vicenda, ha diramato una nota stampa e presentato una interrogazione.

«È necessario togliere il velo ad una importante opportunità mancata: entro il 30 gennaio il Comune di Guidonia Montecelio come tutti gli altri 8025 in Italia avrebbero potuto assumere personale grazie alla di Bilancio 2021, la n. 178/2020, ai commi 69 e 70, che consentiva agli Enti Locali le assunzioni, con oneri finanziati dallo Stato, a tempo determinato e parziale di personale tecnico. Il comma 69 prevede questa possibilità per il solo 2021, con la durata massima di 1 anno ed a condizione che non si dia corso al rinnovo del rapporto di lavoro. Queste assunzioni – scrive Ammaturo – erano finalizzate a «consentire ai Comuni di fare fronte tempestivamente ai maggiori oneri di gestione in ordine ai procedimenti connessi all’erogazione dei benefici di cui al cosiddetto Superbonus, efficientamento energetico, fotovoltaico e colonnine di ricarica veicoli elettrici». 

«Questo personale avrebbe potuto essere utilizzato dai Comuni anche in forma associata. – aggiunge -. Gli enti vi provvedono con proprie risorse e con quelle che saranno assegnate a ciascun comune nel tetto di 10 mln di euro stanziati dalla stessa legge. I comuni avrebbero dovuto  presentare la richiesta al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) entro il 30 gennaio. Il nuovo personale per chi ne ha fatto richiesta deve essere utilizzato solamente per consentire ai comuni di fare fronte tempestivamente ai maggiori oneri di gestione in ordine ai procedimenti connessi all’erogazione degli incentivi, cioè a quanto previsto dall’art. 119 del Dl 34/2020. I neo assunti quindi non possono essere impiegati per un generico potenziamento degli uffici tecnici o per sostituire personale assente, ma solamente per accelerare e rispondere alle esigenze legate all’istruttoria delle domande presentate di cittadini. Si sarebbe potuto risparmiare pure sui costi dello straordinario ed offrire risposte immediate.  È mancata l’opportunità di  offrire a tanti giovani tecnici una importante fase di lavoro – conclude il consigliere – impegno e certificazione delle competenze. Non esiste solo il reddito di cittadinanza  per i giovani disoccupati per stare a casa a non fare nulla o al massimo essere eletto nelle file del M5S per un gettone di presenza o per l’appannaggio assessorile. Gli Italiani, abbagli non ne prenderanno più». 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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