di Claudio Zarro

NEGLI ANNI ’90 (del secolo scorso) la lottizzazione era qualcosa di normale. Nell’informazione come nella politica.
Famosa è la frase pronunciata dal giornalista Bruno Vespa nel ’92 quando dichiarò che «il suo azionista di riferimento» era la Democrazia cristiana.
Per chi è appassionato di politica e giornalismo, come il sottoscritto, vedere messo in pratica un piccolo manuale Cencelli anche qui a Guidonia Montecelio, determina la sconfitta di tutti coloro che parlavano di CAMBIAMENTO. Uso apposta le lettere maiuscole perché l’ironia talvolta supera la fantasia ed il tempo è galantuomo. Sono uscito dal M5s, con la collega Loredana Terzulli, ad inizio 2020, dopo un’esperienza che mi ha visto essere attivista per 8 lunghi anni, in cui la vita quotidiana è stata scandita da riunioni, gazebo e manifestazioni, togliendo tempo a tantissime cose, ma sopratutto alla mia famiglia. La verità è che un percorso tanto bello quanto fragile, si è rivelato essere un castello di sabbia per colpa di persone che hanno perso di vista l’obiettivo. Parlo del sindaco Michel Barbet, dell’ex capogruppo Giuliano Santoboni ed anche di quelle figure tra consiglio e giunta che credono che il giudizio da parte dei cittadini per loro non esista.

Nessun cambiamento c’è stato in questi 3 anni, anzi, Guidonia Montecelio sembra una città degli anni ’80 (sempre del secolo scorso) dove il tempo si è fermato e la politica non ha saputo mantenere il passo con le esigenze dei cittadini. Mi dispiace pronunciare queste parole, ma non c’è una cosa che funzioni a dovere nella nostra città. Il sindaco non ha più i numeri in consiglio comunale (voglio sorvolare sull’uscita dell’ex presidente del consiglio Angelo Mortellaro e dell’ex vicepresidente Laura Santoni, buona vita), e cosa fa? Si rivolge alle forze politiche che lui definisce «responsabili». Non racconterò del colloquio informale e privato avuto con il sindaco e il capogruppo Matteo Castorino un giorno fa (potrei farlo, ma non lo farò per il rispetto dovuto ai ruoli istituzionali), ma vedere un sindaco che vuole continuare a governare pur scendendo a compromessi mi fa veramente rabbia. Mi fa rabbia sapere che gli unici che potrebbero, e stanno, da quanto si dice, raccogliendo l’appello, sono proprio quelle forze che nel 2017 erano alternative al M5s al ballottaggio.

Non avevo dubbi su questo, ma vedere che il Partito democratico possa dar luogo alla prima esperienza politica su un ente locale con il M5S, pur di governare e non perdere questa possibilità, è veramente svilente. Come consigliere del gruppo misto, con la collega Terzulli, avremmo potuto fare lo stesso: chiedere posizioni in cambio della continuazione dell’esperienza amministrativa di Barbet & company. Non l’abbiamo fatto, perché i valori non si svendono e quando si prendono decisioni non si torna indietro. Il richiamo alla responsabilità, la situazione dettata dal Covid, il non aver portato a casa quelle 3-4 cose (se non ci si è riusciti in 3 anni perché dovrei attendermi che ci si riesca negli ultimi 2?) e chiedere di dare un sostegno affinché la baracca vada avanti…ma a che titolo?

Non sarebbe stato più dignitoso, sindaco, uscire a testa alta, chiedendo scusa ai cittadini per le difficoltà incontrate e raccontando con umiltà i problemi che hanno accompagnato quest’avventura fin dall’inizio? Magari ragionando anche della totale e non curante meritocrazia interna che è mancata dal primo giorno di insediamento. No, sarebbe stato troppo fare un esercizio di umiltà e chiedere SCUSA anche per gli errori passati. Meglio continuare ad arroccarsi dentro il Palazzo senza un minimo di autocritica. Sono sicuro che quest’amministrazione finirà nel peggior dei modi, perché sarà dura un’anatra zoppa, con il sostegno di chi, fino a ieri, urlava contro e faceva opposizione. Quando però i valori vengono meno ed arrivano input ben precisi dal nazionale e dal regionale, succede tutto questo. E quindi, mi attendo un’amministrazione Barbet che solo sulla carta porterà avanti determinati obiettivi, perché avrà nei vari consiglieri comunali del Pd, e nelle figure da loro individuate per i ruoli di governo, i veri PADRONI di questo Comune. Se l’asse Pd-M5S ci sarà, Guidonia Montecelio sarà il primo Comune d’Italia dove l’alleanza giallo-rossa si riproporrà, oltre il nazionale ed alcune convergenze regionali (vedi Regione Lazio). Spero con tutto il mio cuore che ciò non avvenga, perché dobbiamo insegnare alle future generazioni a mantenere la schiena dritta anche di fronte ad offerte irrinunciabili, che svendono l’anima. Nella politica, come nella vita di tutti i giorni.

La soluzione all’ impasse attuale esiste, e paradossalmente favorirebbe anche quelle forze ancora non del tutto organizzate: tornare alle urne il prima possibile. È questo che vogliamo noi come gruppo misto, perché quando un sindaco non ha più i numeri, la cittadinanza deve avere la possibilità di esprimersi nelle urne. Negare questa possibilità equivale al mantenimento dello Status Quo. E checché se ne dica, è quello che vuole Barbet. Cambiare tutto per non cambiare nulla. Il  coraggio di non cambiare

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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