LAURA Di Giuseppe il raddoppio l’ha dato per fatto. Intervenendo nella commissione Lavori pubblici congiunta Tivoli e Guidonia, nella sua veste di numero due della giunta di Giuseppe Proietti, ha spiegato e rassicurato: è tutto a posto. La Regione Lazio ha già adottato delibera nell’agosto scorso. Per motivi di pubblico interesse ha disposto una deroga alle restrizioni di tutela del Sic (Sito di interesse comunitario) che avvolgono l’area interessata dal raddoppio della ferrovia Roma Pescara. Ha dato anche i numeri l’ingegnere che di solito, nell’altra veste di dipendente del Comune di Guidonia Montecelio (distaccata ai Lavori pubblici), verbalizza i lavori della commissione consiliare: il raddoppio della ferrovia fino a Bagni è previsto per il 2022, stazione Colle Fiorito (ma su singolo binario) entro la metà del 2023, doppio binario fino a Guidonia nel 2025. Tutto come da cronoprogramma, a suo dire dopo la risoluzione del nodo Cesurni. Il punto in cui il tracciato della nuova linea veloce di collegamento con e dalla Capitale (Stazione Tiburtina) ha incrociato le misure di conservazione del Sic Travertini Acque Albule (Bagni di Tivoli) recepite dalla Regione e ulteriormente modificate nel 2017. La Regione ad agosto ha dato indirizzo sui modi per superare i vincoli: l’opera è di interesse pubblico e s’ha da fare. Poco importa se le modifiche al tracciato e al progetto originario (del 2010) di Rfi, la Rete ferroviaria italiana, tagliano l’habitat naturale che il sito intendeva tutelare (come da espressa richiesta degli ambientalisti locali). Licheni (anche), flora e fauna selvatiche autoctone da autorservare (sono stati prodotti libri, e che libri), perfino il «crostone travertinoso»  è interessato dal tracciato e dalle modifiche introdotte dagli interventi di pubblico interesse improntate dalla Regione su Cesurni. NE ABBIAMO SCRITTO QUI: Un lichene ferma il raddoppio ferroviario, tra Tivoli e Guidonia un’opera monca ma Zingaretti se ne vanta.
La deliberazione della giunta pubblicata sul Burl della Regione Lazio il 4 agosto 2020 opta per il riconoscimento dell’interesse pubblico alla realizzazione di un sottopasso sostitutivo del passaggio a livello di Via Cesurni Km 17+800 sito nel Comune di Tivoli. Deroga alle misure di conservazione a tutela degli habitat Rete Natura 2000 – Sic Travertini Acque Albule (Bagni di Tivoli). Un atto d’intenti che però non presuppone alcun automatismo nel superamento delle tutele relative alla costituita Rete ecologica europea formata dai siti di importanza comunitaria (Sic) e dalle Zone di protezione speciale (Zps). Perché è la stessa procedura a prevedere che «gli interventi che possano avere incidenza significativa sul sito, singolarmente o congiuntamente ad altri interventi, devono essere oggetto di valutazione d’incidenza». Che ha lo scopo di accertare preventivamente se determinati progetti possano avere significativo impatto sui Sic e Zps. 

Infatti, nella delibera della giunta che avrebbe già risolto la situazione, è scritto chiaramente: la deroga alle misure di conservazione è subordinata al positivo esito della procedura di valutazione di incidenza. Ovvero, quell’esame delle interferenze di piani e progetti, non direttamente connessi alla conservazione degli habitat e delle specie per cui essi sono stati individuati, ma in grado di condizionarne l’equilibrio ambientale.

Già una volta Rfi aveva presentato istanza di valutazione di incidenza sulle modifiche apportate al «Raddoppio ferroviario Lunghezza-Guidonia, opera sostitutiva del passaggio a livello di Via Cesurni al km 17+800». Sul progetto era stato però emanato parere negativo di valutazione di incidenza (con protocollo regionale 133444 del 9 marzo 2018) in quanto, tra le misure di conservazione a tutela degli habitat, «vi è divieto di svolgere attività che possano danneggiare il crostone travertinoso e realizzare interventi o attività  che provochino eliminazione, degrado, frammentazione del cotico erboso». Il parere negativo si è basato quindi su un aspetto formale, in contrasto con le misure di conservazione della Zsc, e sarà difficilmente modificabile anche in nome dell’opera di interesse pubblico, che tra l’altro la Regione Lazio colloca non nel raddoppio della ferrovia e opere complimentanti, ma nella necessità di favorire la fruizione nell’area del futuro e futuribile ospedale che la infrastruttura dovrebbe servire.

Se l’incidenza è negativa sui motivi di interesse pubblico a un piano o un progetto si deve procedere a valutare le possibili alternative. Lo stabilisce la legge indicando altre procedure e lungaggini burocratiche. Come l’adozione di opportune misure compensative «dandone comunicazione al ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio». Fermo restando che se nel sito interessato ricadono habitat naturali e specie prioritari, l’intervento può essere realizzato solo per esigenze connesse alla salute dell’uomo e alla sicurezza pubblica (ecco l’idea dell’ospedale al momento solo una idea) o per esigenze di primaria importanza per l’ambiente, oppure previo parere della Commissione europea (lungaggini infinite). In tutti gli altri casi (motivi interesse privato o pubblico non rilevante), si esclude l’approvazione. Infine c’è una recente e rilevante pronuncia del Consiglio di Stato, in materia di ambito di applicazione della procedura di valutazione di incidenza ambientale, che potrebbe ulteriormente complicare: deve essere applicato per tutti i piani o progetti che ricadano all’interno delle aree naturali protette il principio di precauzione. Insomma, a ben capire la complessità della questione il rischio di arrivare al 2125 per vedere la metropolitana di sperficie viaggiare da nel tratto Guidonia-Roma è più che concreto.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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