GUIDONIA – È una consuetudine al Comune di Guidonia Montecelio. Dal 2005, senza soluzione di continuità fino a tutto il 2020, il mancato pagamento delle bollette di luce, gas e acqua relative alle utenze comunali, genera interessi passivi (legali e di mora) e quindi debiti fuori bilancio a solo vantaggio degli istituti di factoring (o banche di affari) che acquistano i crediti deteriorati dai gestori come Enel Sole, Acea, EniGas, Edison. Una consuetudine, se non un vizio, che potrebbe profilare una ipotesi di comportamenti dolosi? Perché a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca (Cit). La china che brucia centinaia di migliaia di euro di soldi dei contribuenti non accenna infatti a scemare. 

L’ultimo riconoscimento di debito fuori bilancio è del 24 agosto 2021. Il precedente, del 30 luglio 2018, prevedeva importi addirittura clamorosi: oltre 4 milioni di euro a saldo delle più disparate (e mai identificate con precisione) utenze comunali, soldi mai pagati nonostante i regolari impegni di spesa iscritti a Bilancio nella spesa corrente. In quel caldo pomeriggio di metà estate di tre anni fa, in aula toccò all’allora dirigente ai Lavori pubblici Marco Simoncini dare i numeri e non quelli del lotto: 11.000 fatture scadute (e mai pagate) negli anni tra il 2005 e il 2017 e relative ad un numero imprecisato di utenze intestate all’Ente; 4.046.280,80 euro di debito (per il solo capitale); interessi legali e di mora maturati per 700.254,07 euro; 26.408,10 euro per spese legali, un totale presto fatto: pari a 4.772.942,97 euro da versare alla Farmafactoring Spa, soggetto titolato a riscuotere in forza di decreti ingiuntivi esecutivi e a seguito di cessione del credito da parte Eni Spa, Sace FCT Spa, Enel Sole Srl, Eni Gas e Luce Spa; Edison Spa. 

Dare una raddrizzata all’andazzo era l’intento del M5S espresso in quella seduta di consiglio comunale dall’ex capogruppo Giuliano Santoboni. Un intento soffocato però dalla forza della consuetudine. Il 24 agosto del 2021, Paola Piseddu, il dirigente nel frattempo incaricato di occuparsi di utenze intestate al Comune, si presentava in aula con un nuovo «conticino» di debiti fuori bilancio maturati fino al 2020 per mancato saldo dei consumi di acqua, luce, gas e via discorrendo. Identico il meccanismo di tre anni prima. A solo vantaggio di chi rastrella i crediti vantati da vari operatori economici con il Comune di Guidonia Montecelio. Per lo più gestori di utenze, fornitori di servizi. Dalle verifiche è quasi sempre impossibile ricostruire nel dettaglio l’origine di quei contratti come l’identità di chi all’interno dell’Ente li ha sottoscritti. Alla fine però i crediti vengono trasferiti alla banca d’affari senza alcuna opposizione del vertice burocratico per essere infine liquidati dopo il riconoscimento del debito.

Il «conticino» di agosto scorso presentato da Piseddu era anch’esso di tutto rispetto per essere riferito a un paio d’anni: 116.030,26 euro tra sorte e interessi da riconoscere all’istituto di factoring Sace FCT Spa «per ritardato pagamento di fatture EnelSole cedute con Atto Notarile di cessione del credito»; 396.000,00 euro verso vari gestori come Heracomm, EnelEnergia «per fatture non pagate, relative ad utenze elettriche»; 50.000,00 euro da corrispondere (ancora) alla banca Farmafactoring Spa «per crediti ceduti per fatture da EniGaseLuce – Atto di Citazione prot.n.110428 del 31/12/2020». Lo schema completo dei debiti fuori bilancio riconosciuto con delibera di consiglio n.66 del 24 agosto 2021 (ECCOLA) è pubblicato di seguito.

È la stessa Farmafactoring che nel 2018 aveva fatto Bingo contro il soccombente Comune di Guidonia Montecelio, seppur rinunciando al 50% di quota nominale di interessi di mora e spese legali, «accontentandosi» alla fine di «appena» 362.817,63 euro a fronte dei 772.942,97 inizialmente pretesi, rinunciando a sommare interessi dal maggio 2016 e accettando un prospetto transattivo spalmato nei sei mesi successivi, così riportato negli atti comunali (delibera di consiglio n. 71 del 30.07.2018 sui debiti-utenze): 1.453.823,44 euro da corrispondere entro il 03.08.2018; 1.000.000,00 di euro entro il 30.09.2018; 1.500.000,00 euro al 30.10.2018; 455.274,99 euro entro il  31.12.2018. A Palazzo, in quei mesi, avranno pagato le rate?. 

Questa baraonda contabile e amministrativa produce comunque effetti negativamente concreti sulla vita della comunità. È il caso, non il solo, dell’incredibile fatto avvenuto all’istituto scolastico Alberto Manzi di Villalba, dove l’Acea ha staccato l’acqua per una perdurante morosità del Comune, più volte segnalata e di cui nessuno si è occupato –  Il Comune non paga le bollette da oltre un anno, la scuola Manzi di Villalba resta senz’acqua. Per i consiglieri di opposizione Arianna Cacioni (Forza Italia) e Alessandra Ferri (Nuovo Polo Civico) non sarebbe un caso isolato. «Considerato – scrivono in una nota stampa congiunta – che lo stesso problema di morosità ha reso fino ad ora impossibile allacciare all’energia elettrica i nuovi impianti di illuminazione, tra cui quelli della Nomentana in prossimità di Parco Azzurro e di Villanova, e le pompe di risalita dell’impianto fognario di via Tito Livio a Marco Simone. Siamo pronte a chiedere conto al Sindaco Barbet di questi episodi, e agli uffici competenti il resoconto, fattura per fattura, dei soldi spesi dal Comune e dei ritardi di pagamenti che dovrebbero essere ordinari. Evidentemente qualcuno non ha fatto quello che doveva ed il primo cittadino non sembra proprio essersene accorto – concludono -. Ostaggio ormai come è della guerra tra correnti di Pd e Movimento 5stelle».

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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