GUIDONIA – Una «sconvocazione» della seduta che non trova fondamento nell’impianto legislativo, lo avevano denunciato in aula i consiglieri comunali Claudio Caruso (Misto) e Giovanna Ammaturo (Fratelli d’Italia). In pratica a poche ore dall’inizio della seduta fissata per l’11 novembre, Loredana Terzulli, l’ex grillina di maggioranza a capo dell’assise, su input del sindaco Michel Barbet aveva cancellato la discussione con una Pec, comunicandolo ai colleghi consiglieri. Poche righe che avevano scatenato una bufera di polemiche. Da quando in qua è il sindaco a decidere se la seduta si tiene oppure no? In effetti il Tuel (testo unico degli locali) la «Bibbia» giuridica sul funzionamento degli enti locali, in nessuno degli articoli prevede che il consiglio comunale convocato dall’ufficio di Presidenza sentiti i capigruppo dei partiti, possa essere «sconvocato». Men che meno per esaudire le volontà di un sindaco in acclarate difficoltà politiche e a rischio del numero legale. Ecco allora che ad Ammaturo la faccenda, giustificata per di più con un improvviso quanto irrealistico impegno di Barbet, proprio non è andata a giù. Ha ripreso carta e penna e ri-scritto al Prefetto di Roma Matteo Piantedosi (non è la prima volta che la conduzione «creativa» della seconda istituzione del Comune finisce all’attenzione del massimo rappresentante del governo sul territorio).

«Abbiamo richiesto, in pari data, copia della nota del sindaco per poter verificare quale fosse l’impegno istituzionale più autorevole e funzionale del rispetto dovuto ad una assise comunale che rappresenta l’intera Città di oltre centomila abitanti e poterla pubblicizzare alla comunità – scritto Ammaturo -. Un riscontro ad oggi mancato. A sommesso parere si puntualizza che l’annullamento di un consiglio comunale, già convocato e pubblicato in albo pretorio non è previsto da nessuna norma di legge, Statuto dell’Ente e Regolamento del consiglio comunale. Ad eccezione del ritiro del o dei punti da trattare in cui si accerti l’eventuale mancanza di regolarità tecnica e/o finanziaria. Di fatto il punto in questione era uno soltanto. Una procedura che non trova precedenti storici nella città. Una ulteriore prova della scarsa attenzione  alle regole della democrazia, alle leggi, norme e regolamenti  di questa amministrazione come purtroppo anche in altre occasioni ho avuto modo di comunicare alla Sua attenzione, ad oggi senza conoscere le Sue autorevoli deduzioni». 

Ammauro segnala anomalie anche sulla delibera di consiglio comunale relativa alla seduta riconvocata il 15 novembre sull’unico punto all’ordine del giorno. Troppo scarno nei contenuti, l’atto ometterebbe le «forti critiche» esposte dall’opposizione nei preliminari di seduta sui fatti accaduti qualche giorno prima. Violando, per il consigliere, «gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché quelli previsti dalla legislazione vigente». In quanto «la trasparenza è intesa come accessibilità totale dei dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all’attività amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche». Insomma,  l’atto omissato inficerebbe quel «diritto alla conoscibilità» di documenti, informazioni e dati oggetto di pubblicazione obbligatoria» e con esso la legge stessa. «Chiedo solo ed unicamente nell’interesse della città – conclude Ammaturo – la integrale pubblicazione delle trascrizioni della seduta, come è sempre avvenuto, per la trasparenza dovuta e necessaria del mio intervento. Il ripristino delle regole e delle metodologie   democratiche sempre più asfittiche nella Città di Guidonia Montecelio a causa di una amministrazione che confonde le normative democratiche con il  chiacchiericcio politico nella sala di un pubblico esercizio». 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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