GUIDONIA – Nel 2014 aveva fatto coppia elettorale con Patrizia Carusi poi eletta consigliere comunale. Tre anni dopo, nel 2017, era ancora in lista, con il Partito democratico, a sostegno di Emanuele Di Silvio sindaco, tirando la carretta (perdente nel ballottaggio contro Michel Barbet) con 259 preferenze personali. L’impegno politico di Pasqualino Rossi nella sinistra è però di lunghissimo corso: già assessore alla Cultura e Sport con la giunta di Filippo Lippiello, caduta sotto il fuoco amico nel 2009, dopo soli 4 anni dall’insediamento del sindaco. Ora Rossi sbatte la porta e lascia il Pd affidando l’addio a una lunga lettera aperta (che di seguito pubblichiamo integralmente). «Il Partito Democratico non mi appartiene più – scrive dopo la goccia che ha fatto traboccare il vaso: l’accordo coi 5Stelle e la scelta di condividere con gli stellati il fallimentare governo cittadino -. Il Pd è una giostra che continua a girare a salvaguardia dei soli miopi interessi di pochi».

Rossi è solo l’ultimo di una serie tra quadri, dirigenti e simpatizzanti che hanno imboccato la via d’uscita. Dopo le distanze prese da Paola De Dominicis – che ha definito l’accordo coi 5Stelle un «abbraccio mortale» – e la sua decisione di confluire nel gruppo misto in aula, lontano dalle mischie giallo rosse del governo cittadino, anche Daniele Di Cerbo, medico anestesista, una lunga militanza prima nel Pds/Ds Democratici di sinistra, poi nel Pd, ha salutato affidando a Facebook una riflessione amara: «Ho avuto il piacere di far parte di un gruppo di persone che mi hanno permesso tanto tempo fa, in giovanissima età, di rappresentare un Partito storico nelle Istituzioni del Comune che mi ha visto nascere e crescere: Guidonia Montecelio. Con il tempo – scrive il medico – per varie vicissitudini, non ho più rinnovato il tesseramento, ma pur sempre sono rimasto un simpatizzante. Purtroppo l’abbraccio con gli attuali consiglieri del M5S a Guidonia, per la formazione di una nuova amministrazione comunale, mi spinge a prendere le distanze da logiche a me oramai distanti anni luce». 

La lettera aperta di Pasqualino Rossi affidata alla stampa: «In virtù dei recenti accadimenti guidoniani ho deciso di prendere definitivamente le distanze dal Partito democratico di Guidonia Montecelio a causa di scelte che non posso più accettare. Già l’atteggiamento poco serio tenuto dai vertici del partito nel corso delle ultime elezioni locali del 2017 – scrive l’ex assessore – mi aveva indotto a tenere un atteggiamento distaccato decidendo di non partecipare più attivamente alla vita organizzativa dello stesso. Ora, dopo l’accordo con i 5Stelle ho deciso di compiere questo ulteriore passo. In questi ultimi quattro anni ho sperato, pensato, che ancora una volta con l’andare del tempo le cose potessero cambiare, ma ancora una volta sbagliavo. Le mie considerazioni sono sempre le stesse, il Pd di Guidonia Montecelio è un partito bloccato da interessi altrui. A Guidonia non ci sarà mai un sindaco del Pd e se questo “malaguratamente” dovesse accadere è destinato a cadere prima della fine della consiliatura. La storia recente insegna». 

«Il motivo di tutto ciò è che a Guidonia Montecelio non deve crescere nessuno. La città deve restare prateria di pascolo di tacitati esponenti romani e regionali. La classe politica locale, conscia di ciò, non dovrà mai esprimere la propria ambizione politica. Tale atteggiamento ha impedito la crescita di tutti quelli che si sono avvicinati e che, giustamente, non essendo tacitati, nutrivano delle legittime ambizioni. Guidonia Montecelio è un Comune di 100.000 residenti – aggiunge Rossi – che ha il dovere di provare ad essere rappresentato a tutti i livelli, con l’atteggiamento dei vertici del partito sono almeno 20 anni che si impedisce che questo avvenga o perlomeno lo si possa sperare. Mi chiedo: un partito che non coltiva almeno la speranza di poter crescere, che cos’è? Potrei continuare con altri esempi, ma ritengo che sia meglio smettere, considerato che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. E’ meglio che andiamo sui fatti recenti che a mio avviso sono la perfetta riprova».

«L’ufficializzazione dello scempio, perpetrato già da qualche tempo, rappresentato dalla decisione di sostenere e rivestire ruoli nell’amministrazione 5 stelle, senza alcun senso politico a soli sei mesi dalla consultazione elettorale, ritengo sia priva di una pur minima programmazione. Una scelta che denota ancora una volta quanto l’agenda di questo partito la si compili da qualche altra parte. L’obiettivo ed il risultato finale sono già scritti. L’accordo è dettato semplicemente dal timore di non arrivare a garantire, ancorché in opposizione, la rappresentanza delle correnti per i prossimi 5 anni. “L’ambizione” di provare a vincere non sfiora neppure il gruppo dirigente perché ampliamente tacitata». 

«Sono deluso e amareggiato – conclude Rossi – non tanto per me stesso, quanto per tutti quelli autenticamente credono nei valori che il Pd rappresenta e che non conoscono il giochetto della giostra che continua a girare a salvaguardia dei soli miopi interessi di pochi.Naturalmente non sono il detentore della verità, pertanto da parte del sottoscritto sinceri Auguri per il futuro, ma avendo una visione diversa di quello che dovrebbe essere un partito e delle ambizioni che dovrebbe nutrire, il sottoscritto, ribadisco, prende definitivamente le distanze da scelte che non può più accettare». 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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