GUIDONIA – La guerra (caotica) si è spostata nelle commissioni dove le assenze strategiche incrociate fanno saltare le discussioni sui punti già calendarizzati.  Per i bene informati, tra i 5Stelle, l’intento sarebbe il boicattaggio degli altri. Quelli delle fazioni opposte. Il metodo: annullare il confronto e far slittare l’approvazione dei pochi provvedimenti in trattazione. Lo scenario si sarebbe presentato in almeno due adunanze. Prima all’Ambiente e poi alla Cultura, Sport, Istruzione dove alla commissione di mercoledì, a un quarto d’ora dall’apertura dei lavori, era rimasto il presidente, il 5Stelle Matteo Castorino, inchiodato per evidente responsabilità, in compagnia dei soli consiglieri d’opposizione, estranei alla resa dei conti in atto nel partito di maggioranza.

Ma quante sono queste fazioni? Chi fa squadra con chi e contro chi altro? Il movimento è abbastanza imperscrutabile nei rapporti verso l’esterno, anche se da una disamina generale si intuisce, ad esempio, che il gruppone del capo (Giuliano Santoboni) iscrive Matteo Castorino e Claudio Caruso (che però non si sono simpatici), la neo proclamata Lorena Roscetti, forse Antonino Briganti, tutti a difesa del sindaco Michel Barbet, soprattutto nel binomio con Davide Russo, il vice e assessore a un sacco di cose, riferimento di legalità e opportunità. La brigata contraria, schierata da mesi in opposizione a Russo sul terreno di battaglia, è quella formata da Laura Santoni, Angelo Mortellaro, Claudio Zarro e Loredana Terzulli, il dissenso sul vicesindaco di cui hanno chiesto chiaramente la testa, ha prodotto settimane di tensioni, colpi bassi, minacce e sfoghi al vetriolo sulle chat e nelle riunioni. Marginalmente, ma non meno incisive nei boicottaggi, ci sono poi le altre coppie, Alessandro Cocchiarella e Anna Checchi, la assimilazione forte dell’Urbanistica e dell’Ambiente che sempre meno piace a tutti gli altri. Laura Spinella e il marito dipendente in aspettativa del Comune di Guidonia Montecelio Daniele Ronci, sempre pronto a dispensare consigli e strategie, sono l’ennesima combinazione familiare a portare scompiglio nella formazione stellata. Apparentemente solidale con il gruppone del capo ma con qualche distinguo. Nella geografia interna, da rilevare inoltre la posizione  del consigliere Alessandro Toro vicino all’assessore alla Cultura Elisa Strani, e Laura Alessandrini, l’assente ormai per definizione non solo in commissione, ma nelle ultime tre sedute di consiglio comunale; Claudio Cos, apparentemente soldato schierato in solitaria fuori dai confini dei Lavori pubblici.

Tutti contro tutti, una condizione che la dice lunga sulla solidità di una compagine politica che, forse per la prima volta, si trova a fronteggiare la crisi forte della classe dirigente locale. In questo contesto di guerra civile la settimana appena trascorsa registra anche il caso Adriana Calì. L’assessore al Personale avrebbe gettato la spugna. Lasciato la carica all’ultima goccia che fa traboccare il vaso. Esattamente i provvedimenti di giunta formalmente frutto delle sue indicazioni, nella sostanza istruiti dal segretario generale Livia Lardo a quattro mani col dirigente. Delibere che ridisegnano le regole d’ingaggio del personale, dei tirocinanti, e fissano la nuova contrattazione con le parti sociali per i benefit dei dirigenti. Tutto deciso da Barbet senza consultare il suo assessore di riferimento. I rumors raccontano di una Calì arrabbiata da settimane, che per queste ragioni ha disertato le sedute di giunta del 7 e del 12 novembre dove i punti erano in approvazione. Atti di indirizzo strategici che decidono l’assorbimento dei futuri dipendenti dalle graduatorie vigenti presso altri comuni, quali si vedrà, ma anche le modalità di reclutamento (e presso che università), degli stagisti studenti universitari che potranno così prestare tirocinio retribuito presso gli uffici comunali. Nella passata amministrazione fu un mezzo scandalo, con i figli di consiglieri scelti nella rosa dei pretendenti, fonti qualificate riferiscono che la china sarebbe lontana dal morire coi 5Stelle ai governo. Insomma, nel pollaio rimangono sempre qualche gallo o gallina a becco asciutto,  e allora può succedere di tutto. Anche la fine dell’impero, il passato docet.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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