GUIDONIA – Una delibera che non esiste e non può, quindi, produrre effetti di legge; una inedita «collaborazione» con la Città Metropolitana di Roma, scelta per espletare la nuova gara d’appalto sul «servizio di igiene urbana del Comune di Guidonia Montecelio», contravvenendo agli accordi in essere con la Centrale unica di committenza della IX Comunità Montana del Lazio, con cui resta attiva una convenzione di adesione sottoscritta dall’Ente comunale nel 2019; l’ennesima proroga tecnica, stavolta sine die (senza scadenza) dell’attuale servizio, disposta dal dirigente dell’Ambiente Bernardina Colastanti all’indirizzo di Tekneko Sistemi Ecologici Srl, la società avezzanese del patron Umberto Di Carlo il cui contratto è scaduto il 31 maggio 2024; ultimo, ma non meno importante punto a comporre il puzzle delle stranezze condensate in questa fase di preparazione della nuova gara appalto – il cui valore quinquennale (più o meno) potrebbe raggiungere la cifra record di 80 milioni complessivi – è rappresentata dalla nomina «preventiva» del controllore del Dec (Direttore dell’esecuzione del contratto) individuato nell’ingegner Francesco Girandi, già numero uno di Asa Tivoli Spa, uno che di gestione del servizio dei rifiuti in capo agli enti locali ne sa parecchio. Mentre intorno al lavoro che, da settimane, investe gli uffici del settore Ambiente si condensano le fibrillazioni interne all’amministrazione del sindaco Mauro Lombardo. Dove i bene informati raccontano di un assessore, Andrea Mazza, ormai defenestrato da ogni pur minima attività di indirizzo sulla gara in preparazione. Tecnicamente sarebbe anche giusto. Egli contribuisce, infatti, per un settimo a comporre la giunta. Un organo collegiale che solo insieme prende decisioni formulando atti unitari. La volontà dell’organo collegiale viene espressa attraverso deliberazioni, atti di indirizzo politico che, tuttavia, nella circostanza della nuova gara d’appalto risultano inesistenti. Mai perfezionati. Stranezza numero uno:

La delibera fantasma 

Esiste una «Proposta di deliberazione di giunta comunale n. 83 del 23/05/2025 avente ad oggetto “approvazione modalità di svolgimento del servizio di igiene urbana del Comune di Guidonia Montecelio”». Se ne apprende l’esistenza consultando la determina dirigenziale a firma Colasanti n. 45 del 29 maggio del 2025  ECCOLA, CLICCA E LEGGI. Uno schema di delibera che, tuttavia, non ha mai trovato forma e sostanza. Secondo i rumors, l’atto era pronto per essere approvato, iscritto all’ordine del giorno di una delle ultime sedute programmate per il mese di maggio, poi, per circostanze ignote, è stato ritirato e mai più riproposto. Risultato: la giunta municipale della terza città del Lazio non ha nulla da dire sull’appalto più oneroso dell’Ente. Scelta legittima per quanto strana, che dovrebbe, tuttavia, indurre una correzione della determinazione Colasanti attraverso la revoca in autotutela di un atto propedeutico ad altro atto inesistente. Stranezza numero due:

La scelta fuori logica di altro committente

Pare servisse una «struttura adeguata alla complessità della gara da avviare». Per tale ragione, con una procedura d’urgenza, detta in gergo giornalistico cotta e mangiata, l’ingegner Colasanti ha disposto l’affidamento alla Città Metropolitana di Roma quale Stazione appaltante che, per conto del Comune di Guidonia Montecelio, gestirà la procedura di gara nelle fasi istruttorie e di assegnazione dell’appalto di «Igiene urbana, spazzamento,  lavaggio strade, raccolta e trasporto dei rifiuti urbani, trattamento e recupero dei rifiuti urbani, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani». Un «tradimento» inspiegabile verso la Cuc della IX Comunità Montana del Lazio, struttura tra l’altro assai nota all’ingegner Colasanti che, nel 2020, con un incarico autonomo e occasionale, l’aveva chiamata a svolgere le funzioni di Responsabile del procedimento (Rup) proprio nella gara per l’appalto del servizio di igiene ambientale del Comune di Guidonia Montecelio poi aggiudicato a Tekneko ECCO L’ATTO DI NOMINA, CLICCA E LEGGI.

La scelta appare stramba anche per ulteriori ragioni, riconducibili, per l’appunto, all’esistenza di una convenzione valida per l’espletamento degli appalti comunali con la IX Comunità Montana del Lazio, disatteso senza spiegazioni, venendo così meno a quel rispetto della Trasparenza nell’azione amministrativa che dovrebbe essere la stella polare di qualunque organo di indirizzo politico. Stranezza numero tre:

L’incarico «preventivo» ad Asa Spa

È un luminare nella gestione di immondizia e immondezzai, non suona bene ma rende l’idea del livello di conoscenza e competenza dell’ingegner Francesco Girardi, chiamato ora a sporcarsi le mani con i rifiuti guidoniani per i prossimi anni. Egli è stato il numero uno di Asa Spa, la municipalizzata a totale capitale pubblico del Comune di Tivoli. Bravo per dire bravo, è riuscito ad ottimizzare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, portando a numeri importanti le percentuali di raccolta differenziata. Insomma, uno del mestiere che «preventivamente» è già stato incaricato di «vegliare» sull’operato del Dec che verrà, una volta aggiudicato l’appalto e sottoscritto il conseguente contratto di concessione. Robe futuribili, insomma.  Mentre nell’immediato, Girardi dovrà buttare il suo occhio professionale sui documenti della nuova gara. A disporre il tutto, ancora una volta l’ingegner Bernardina Colasanti con la determina n.39 del 21 maggio 2025 ECCOLA, CLICCA E LEGGI. Particolare attenzione merita l’oggetto riportato nell’atto, già tutto un programma: «Affidamento ai sensi dell’articolo 50 comma 1 lettera B (del Codice degli appalti ndg) dell’incarico professionale di supporto al Rup (che è la stessa Colasanti ndg) per attività di verifica progetto servizio di igiene urbana e per la supervisione e coordinamento della Direzione di esecuzione del contratto (Dec) di servizio di igiene urbana del Comune di Guidonia Montecelio». In sostanza un affidamento in due tempi: il primo, l’attuale, sulla preparazione della gara, l’altro postumo sull’operato che sarà del Dec, figura professionale da individuare attraverso altra, apposita procedura di gara. Francesco Girardi per i prossimi 6 anni guadagnerà la cifra complessiva 135.242,16 euro, oltre onori previdenziali e Iva. Stranezza numero quattro:

La proroga sine die

La raccolta, il trasporto, lo smaltimento degli Rsu è un servizio indispensabile che per nessuna ragione può essere interrotto, infatti il Comune, per proprie lacune, si è visto costretto già un anno fa a disporre una prima proroga tecnica del contratto triennale sottoscritto con Tekneko nel 2021 e definitivamente cessato il 31 maggio 2024. Un primo rinnovo ha avuto durata semestrale, così il secondo, fino a quando, lo scorso mese, Bernardina Colasanti, ormai nell’angolo della terza proroga consecutiva, ha provato l’esperimento di una formula inedita che reggesse sotto il profilo giuridico. Così, nella solita determina 45 del 29 maggio del 2025, quella che fa un fritto misto di tutte le faccende legate ai rifiuti in questa fase, ha disposto un affidamento in proroga a tempo indeterminato. Senza scadenza se non quella non preventivabile dell’aggiudicazione del nuovo appalto ancora in preparazione, i cui tempi sono quanto mai instabili per via della complessità delle procedure. Una modalità, tra l’altro, che sta mettendo una grande e importante impresa come la Tekneko nella impossibilità di operare una corretta programmazione aziendale. Anche in questo caso una stranezza, prima che un unicum mai riscontrato in un atto amministrativo. Ma già negli ultimi due anni alcune scelte dell’amministrazione erano apparse illogiche e incomprensibili, caratterizzate da passaggi mancati che avevano portato l’Ente a non esercitare la opzione di rinnovo contrattuale per ulteriori due anni (con la formula del 3+2 comunque prevista nella gara d’appalto del 2021), che avrebbe messo il servizio al riparo dagli scossoni delle proroghe (NE ABBIAMO SCRITTO QUI:  Rifiuti, l’opzione di rinnovo che vale più di 22milioni: intorno all’appalto manovre (politiche) e un giallo. NE ABBIAMO SCRITTO ANCHE QUI: Misteri e contenziosi all’orizzonte, l’illogica scelta di fare una nuova gara aumentando i costi del servizio di igiene urbana). Leggi anche:  Appalto ricco? Mi ci ficco. L’impronta dei civici sulla nuova (affatto necessaria) gara di igiene urbana. Stranezza numero cinque:

Le fibrillazioni e la crisi di maggioranza

Non palleggia da settimane Andrea Mazza e avrebbe già manifestato tutto il disappunto nella mani di Mauro Lombardo. Carattere coriaceo e toni diretti, tanto eccessivi nel linguaggio da essere entrati nella storia e anche nella cronaca  giudiziaria della città – «Il cimitero è roBBa mia», l’assessore è oggi riferimento del nuovo gruppo consiliare «Innova» formato da Alessia Croce, Maurizio Remoli e Anna Mari, tutti fuoriusciti dalle liste civiche con cui, nel 2022, erano stati eletti. Nel caso di Croce e Remoli «Guidonia Montecelio Domani», per Mari «Città Nuova». Una situazione di profonda fibrillazione atriale che colpisce il cuore della maggioranza, alla base della decisione del sindaco di convocare il 27 giugno prossimo una riunione, sede nella quale provare a dirimere controversie di carattere politico e non solo. La giunta è sicuramente da riadattare alle trasformazioni avute dalla maggioranza nell’ultimo anno. Mazza scalpita e chiede maggiore autonomia decisionale e di movimento nel suo settore, oltre a più rappresentanza per il suo gruppo che conta tre consiglieri esprimendo, però, solo un assessore. Il problema da rimuove, principalmente, risiederebbe nelle presunte interferenze del dirigente politico ai Servizi Sociali, Cultura, Sport e altro + capo di gabinetto nell’ombra Aldo Cerroni. Una figura ibrida, sempre più divisa tra la funzione squisitamente amministrativa assegnata dalla legge ai dirigenti, e il mantenimento del ruolo politico disegnato dal passato di Cerroni, che lo ha visto consigliere comunale e anche candidato alla carica di sindaco nel 2017. Una sovrapposizione di competenze e di spazi di intervento in conflitto tra loro, sarebbe alla alla base di parecchi malpancismi e non solo riconducibili a Mazza. Il Cerroni, riportano i bene informati, avrebbe aspirato alla casella di vicesindaco da strappare alla civica di sinistra Paola De Dominicis (da lui sempre più lontana), come dote per il suo gruppo consiliare di riferimento: «Guidonia Montecelio Domani». Un segnale di rafforzamento ulteriore della sua componente politica, considerata il metronomo della tenuta stessa della maggioranza Lombardo. Paradossalmente, ed è notizia di queste ore, il gruppo dei cerroniani in aula, che già esprime due assessori (Paolo Ruggeri all’Urbanistica e Cristina Rossi ai Servizi sociali) più un numero consistente di presidenti di commissione, dovrà fare a meno di Francesca Valeri. Il consigliere comunale ha comunicato al presidente dell’assemblea Erick D’Alisa la sua intenzione di aderire al gruppo misto dicendo addio a «Guidonia Montecelio Domani», storica lista fondata proprio da Cerroni. Un segnale di indebolimento che lascia in aula il solo Mauro De Santis a rappresentare il gruppo, il quale, teoricamente dovrebbe continuare a reggere l’ambaradan di assessori e presidenti di commissione sopra descritto. Insomma, una delle prossime mosse del sindaco per mettere ordine nella tutt’altro che granitica maggioranza, e che ora sembra sgretolarsi ulteriormente nonostante l’entrata di qualche mese fa di Fratelli d’Italia, potrebbe essere l’azzeramento della giunta e una riassegnazione delle deleghe che tenga conto dei nuovi equilibri. L’occasione per Fdi di provare a consolidare il suo ruolo di principale azionista di Lombardo, a scapito dei civici iniziali che ormai 3 anni fa avevano portato il sindaco a sedere sulla poltrona più importante di Palazzo Guidoni?. Sono in molti a crederlo.   

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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