GUIDONIA – È l’unico dei quattro murales realizzati nell’ambito del progetto (politico) Resistart a raffigurare i partigiani che imbracciano le armi. A realizzarlo è stata l’artista (nata a Minsk in Bielorussia) Tatsiana Pagliani per celebrare la figura, entrata nel mito, del generale dell’aeronautica Sabato Martelli Castalli, morto alle Fosse Ardeatine. Il problema è che l’opera, finita su uno degli spazi esterni della scuola Edoardo De Filippo di Colleverde, sta creando non poche polemiche tra i cittadini. Tra chi ha trovato discutibile e diseducativa l’idea di associare le armi ai ragazzini in età scolare, iscritti alla materna o alle elementari.

I partigiani che combatterono la guerra di liberazione usavano mitragliette e carabine, nel biennio 1943 1945 sparavano contro i tedeschi e i collaborazionisti. Da qui l’idea di proporli come guerriglieri con le armi in braccio che a qualcuno, però,  proprio non è piaciuta facendolo notare sul gruppo Facebook di Sei di Colleverde Se… Arrivando a paragonare la raffigurazione a quelle dei guerriglieri che si vedono sui muri a Osoppo o Damasco. In quei paesi mediorientali come la Siria o in Libia, lontani dai modelli di democrazia occidentale, dove tutto si dovrebbe fare tranne che trasmettere messaggi che rimandano alla guerra o all’uso delle armi.

«Perchè avete dipinto chissà cosa con la presenza in primo piano di fucili – chiede un cittadino sul gruppo –  mitragliatori etc. Quale significato hanno qui da noi dei mitragliatori in primo piano? Io ho visto e vedo queste raffigurazioni quando sono in Libia, Siria, in Medio Oriente in generale dove realizzo servizi giornalistici; là dove ci sono delle guerre o guerre civili. Ma da Noi perchè? Dovete cancellarlo subito e dipingere una qualsiasi altra cosa che, sulla parete di una scuola in Italia […] Quel murales lancia messaggi che vengono capiti, recepiti, interpretati e fatti propri in miliardesimi di secondo. Le chiedo: cosa ci fanno lì dei mitragliatori? Un aereo che sembra stia cadendo sulle case? altri aerei che non librano ma sorvolano minacciosi delle case? Il messaggio è pessimo. È contro lo stile, la verità, la bellezza, l’educazione».

L’immagine è potente, mostra le armi ai ragazzini, evoca scene che oggi arrivano dalla Siria, la Libia, la Palestina. Chiedersi se abbia una ragione proporle in una scuola Italiana del 2021 ha un senso? Apriti cielo,  sul post di Sei di Colleverde se…  il quartiere si è diviso tra estimatori e contrati.  A difendere l’opera e i suoi significati subito è intervenuto Matteo Castorino, il capogruppo di quel M5S al governo del Comune di Guidonia Montecelio che con il sindaco Michel Barbet ha sostenuto il progetto Resistart nell’ambito del quale il murales alla De Filippo ha preso forma. Nelle ultime ore si è diffusa anche la voce secondo cui il progetto sarebbe di natura didattica, nato dal basso nelle classi, frutto dell’attività scolastica, che sarebbero stati gli stessi alunni a realizzare l’opera. Regna insomma una grande confusione, segno comunque della mancata condivisione del progetto con il quartiere e con gli stessi genitori. Il murales «incriminato» è l’unico dei quattro finanziati da Resistant a raffigurare le armi. È frutto della tecnica e del talento dell’artista Tatsiana Pagliari. Il soggetto sul generale Sabato Martelli Castaldi è stato valutato l’estate scorsa nell’ambito di un progetto promosso dalla Regione Lazio attraverso il coinvolgimento del Comune di Guidonia Montecelio, dell’Accademia Dei Romani e dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia).

Direttamente dal sito di Resistart: «Il Progetto prevederà l’intervento degli Street Artists, Luca di Terlizzi, Emanuele Fasciani, Manuel Grillo e Tatsiana Pagliani, che interverranno su superfici di edifici del Comune di Guidonia Montecelio con opere che
celebreranno fasi del periodo bellico dell’ultima guerra». In fase di allestimento e di presentazione del progetto, della scelta delle opere (siamo nell’estate del 2020) non c’è stato alcun coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e anche la scelta dei soggetti da raffigurare ha esulato dalle attività di classe. La dirigenza dell’istituto Edoardo De Filippo ha invece accolto, il 23 aprile scorso, una delegazione dei proponenti per la presentazione del programma. Quel giorno c’erano i rappresentanti del Comune di Guidonia Montecelio, dell’associazione Villa Dei Romani, materialmente responsabile del progetto e delle autorizzazioni a modificare parti dei beni appartenenti al demanio (così come individuata dal Comune nel disciplinate d’incarico), dell’Anpi Guidonia. Presenti anche il curatore della mostra Romolo Belvedere, Andrea Galasso e il Laboratorio Accentrica, ovviamente gli artisti che hanno realizzato o stanno ultimando i murales in tre scuole (Colleverde, Villanova e Albuccione) e nel sottopasso di Villalba.  Il progetto è finanziato con oltre 16mila euro di contributi regionali e si concluderà il 30 giugno prossimo quando saranno disponibili anche le rendicontazioni di spesa. (To be continued).

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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