GUIDONIA – È uno dei titoli più popolari del cinema italiano che Emanuele Di Silvio sceglie per meglio rappresentare le istanze tradite. Nel «Tutti a casa» invocato dal consigliere democrat c’è il fallimento di una amministrazione e con essa della sua classe dirigente. Quella nata dal niente in una serata qualunque della primavera 2017. Avrebbero raccontato i dissidenti: fummo una settantina a decidere, per alzata di mano. Per tanti di noi era un sogno. Oggi di quella stagione resta l’aspra attualità. La complessità della questione guidoniana non lascia alternativa a quel «Tutti a casa», che nella trama cinematografica è appunto la fine di tutto, di ogni speranza. Per l’ex candidato sindaco del Pd la reprimenda del Prefetto, per quanto dovuta, conferma il fallimento nella più classica delle formule. I 5Stelle hanno giurato il cambiamento. Alla prova dei fatti, i ritardi nell’approvazione del Bilancio –  un tempo contestati all’avversario – li colloca invece al pari degli altri. Nel privo vero esame sulla tenuta politica, la maggioranza arranca nei rapporti con la dirigenza, stenta nel tentativo, prima sempre riuscito, di omologare le differenze, al suo interno deflagrate con virulenza a due anni dalla presa del potere.

Se la diffida del Prefetto notificata ieri al sindaco Michel Barbet e tutti i consiglieri è ordinaria amministrazione, non lo sono gli individualismi che hanno allontanato l’obiettivo oltre i termini di legge. La previsione della spesa plasma l’azione di governo, distribuendo risorse sugli interventi strategici, nella pratica disegna sui numeri i pesi in campo lasciando agli scontenti solo mugugni e recriminazioni. Per la vulgata i 5stelle non sono rimasti immuni ai malciampismi. Dividere pani e pesci tra settori d’intervento è stato insomma difficile più del previsto. Anche cambiare il regolamento di contabilità non si è rivelata idea brillante, piuttosto una ingenuità. La scelta di attribuire la responsabilità di programmazione della spesa a ogni singolo dirigente, ha innescato reazioni in una categoria strutturalmente portata a rifuggire dalle responsabilità. Tra veti incrociati, atti vincolanti, clausole non pertinenti e «improprie» apposte già in fase di votazione dei documenti propedeutici, l’aria che tira è più che una percezione e il Risiko tutto da giocare.

Infatti Di Silvio annuncia altri «colpi di scena», impedimenti e questioni di traverso che potrebbero verificarsi prima del consiglio comunale del 24 aprile. Per queste e altre ragioni l’atto più importante per la maggioranza politica può dirsi lontano dal traguardo. Nonostante il largo anticipo con cui la presidenza ha convocato la sessione assembleare per la sua definitiva approvazione.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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