GUIDONIA – Come Silvio Berlusconi con gli italiani, Anna Checchi e Lorena Roscetti chiedono a Michel Barbet di sottoscrivere un contratto di governo. Oggetto? Un impegno formale del sindaco 5Stelle alle loro richieste,  in cambio dei voti in consiglio comunale. Una obbligazione per punti, che includa la «revisione della convenzione sulle cave» ma anche il reintegro senza condizioni di Davide Russo nella casella di giunta. L’ex delegato alla Legalità e alla Cave, piano piano era stato spogliato di tutte le competenze e infine licenziato in tronco da Barbet un paio di settimane fa. Un vero demansionamento politico e di funzione, culminato con l’allontanamento. Il fatto innescava un effetto domino, che portava Checchi e Roscetti, diventate fedelissime dell’uomo di Bronte, fuori dal M5Stelle e dal gruppo consiliare. Una crisi nera per i pentastellati di governo, nelle ultime settimane già decimati dalle dimissioni di Laura Alessandrini e Laura Spienella, poi del presidente del consiglio e della vice, rispettivamente Angelo Mortellaro e Laura Santoni, solo qualche giorno fa.

Insomma, uno stillicidio. Checchi e Roscetti hanno subito spiegato che avrebbero continuato nell’appoggio al sindaco in aula, valutando provvedimento per provvedimento. Adesso però si scopre che il sostegno potrebbe arrivare ma alle loro condizioni. Tutte elencate nel contratto ora sulla scrivania di Barbet. A corto di numeri in aula anche per votare le surroghe agli ultimi due dimissionari, il capo dell’amministrazione aspetta sempre notizie da Roma. Dove i tavoli Pd e 5Stelle lavorano per dare vita all’accordo di governo cittadino di marca giallorossa. I rumors raccontano però di una trattativa difficile, condizionata dal peso dei cani sciolti tra i consiglieri grillini e dal tasso di bassa affidabilità di quelli rimasti fuori dal movimento ma ancora dalla parte del sindaco. Disinnescare le ambizioni di Alessandro Cocchiarella sarebbe il primo obiettivo dei democrat. Convincerlo a lasciare ogni speranza al settore Ambiente dove è praticamente il tutto fare: presidente di commissione e «delegato» di governo. Quel tassello deve tingersi di «rosso» e i dem vogliono Cocchiarella fuori dalle scatole. Ma anche Roscetti e Checchi sono considerate forza centripeta, tendenti a creare problemi con effetti che potrebbero rivelarsi destabilizzanti per la futura maggioranza allargata. Ora la storia del contratto. Una formula sdoganata dal leader di Forza Italia che va sempre molto di moda. Anche tra i 5Stelle. La farsa continua.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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