GUIDONIA – L’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il 18 agosto scorso ha chiesto ai sindaci di «rimuovere ogni ostacolo» alla Rete «cominciando a valutare l’annullamento degli atti pubblici anti 5G». Un invito che il grillino Michel Barbet non si è fatto ripetere. Cancellando subito la propria ordinanza contingibile e urgente adottata il 20 gennaio 2020, che a scopo precauzionale, e a difesa della salute pubblica, vietava la sperimentazione di impianti con tecnologia 5G nel territorio comunale (ordinanza 26 del 21 gennaio 2020).  La revoca è stata disposta con secondo provvedimento sindacale del 4 settembre scorso (ordinanza 5G numero 187), con la motivazione che le limitazioni introdotte 8 mesi fa sono ormai in contrasto con la nuova normativa. Il decreto semplificazioni di luglio, varato del governo giallo rosso, al comma 6 dell’articolo 38, recita infatti che «i Comuni possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici con riferimento a siti sensibili individuati in modo specifico, con esclusione della possibilità di introdurre limitazioni alla localizzazione in aree generalizzate del territorio di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche di qualsiasi tipologia e, in ogni caso, di incidere, anche in via indiretta o mediante provvedimenti contingibili e urgenti, sui limiti di esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sui valori di attenzione e sugli obiettivi di qualità, riservati allo Stato».

Molti sindaci hanno già detto che terranno duro e continueranno la guerra contro il 5G, dando i primi segnali di quella che sarà la battaglia d’autunno sulle reti di nuova generazione. Il Comune di Guidonia Montecelio è invece uno dei primi comuni italiani a fare dietro front in silenzio. Senza nessuna spiegazione da parte di Barbet. Una vicenda passata volutamente sotto traccia anche per ragioni squisitamente politiche. Anna Checchi e Lorena Roscetti, i consiglieri dissidenti che hanno lasciato il gruppo 5Stelle in contrasto con le politiche ambientali della maggioranza considerate ormai morbide e filogovernative, proprio della battaglia anti 5G hanno hanno fatto il loro vessillo in AttivaGuidonia, nuova formazione comparsa un paio di mesi fa sulla scena politica italiana. Ora le distanze dagli ex alleati sono destinate ad acuirsi. Anche se Michel Barbet dirà di aver agito in ossequio alla legge e per evitare il rischio di contenziosi con le compagnie telefoniche. Nonostante il tema sia ancora dibattuto in sede di Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome e all’Associazione nazionale dei Comuni Italiani, i sindaco si è decisamente portato avanti con il lavoro e ha cancellato le limitazioni prima di tutti.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

1Commento
  • Aurelio pinsone

    Sono contenti che si sia rimosso il divieto del comune che impediva l’istallazione di antenne 5g. Credo che bloccare tale innovazione porterebbe guidonia lontano dal futuro, collocandolo al passato, e oggi sappiamo che chi si ferma resta indietro . ritengo inoltre che le frequenze 5g non sono più dannosi del 2/3 e 4g, chi dice l’incontrario sono silo persone disinformati, negazionisti e complottisti. Quindi sono contento che l’amministrazione da me non votata abbi fatto un passo giusto verso il futuro di Guidonia.. .

    Settembre 8, 2020

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