GUIDONIA – In quattro anni di amministrazione non hanno comprato nemmeno un’altalena. I 5Stelle hanno tralasciato la manutenzione e i parchi, molti realizzati fino al 2014 a Guidonia, sono perfino finiti sbarrati. Chiusi. Abbandonati all’incuria e all’indifferenza di governo. Ora però le cose sono cambiate. E i movimentisti capitanati dal sindaco Michel Barbet, per rifarsi una immagine, a poco più di un anno dalle prossime elezioni comunali, hanno deciso di continuare a non occuparsene ma di darli in concessione d’uso oneroso (per sei anni) agli operatori economici, con la possibilità di avviare al loro interno una attività commerciale. Una scelta che obbliga all’iscrizione alla Camera di commercio e al possesso di una partita Iva e che esclude a priori le associazioni di volontariato o di quartiere che, è il caso di Marco Simone, quei parchi li hanno curati a loro spese, arredati e tenuti disponibili allo scopo sociale di farne dei punti di aggregazione per il quartiere. Una beffa, insopportabile.

L’avviso pubblico del Comune di Guidonia Montecelio

Gli operatori economici interessati a prendere in concessione le 8 aree verdi interessate dalla procedura, dovranno contribuire alla loro valorizzazione e manutenzione ordinaria. In cambio di un canone mensile da corrispondere al Comune di Guidonia Montecelio, potranno coprire le spese avviando una attività commerciale all’interno dei parchi. La cui funzione a destinazione pubblica non dovrà in nessun modo essere limitata dal gestore. Questo almeno è scritto nell’avviso/manifestazione d’interesse pubblicato dal Comune venerdì 5 marzo 2020. Un atto dal quale si evince che l’amministrazione 5Stelle intenderà successivamente avviare una procedura di confronto tra più operatori così come previsto dal codice degli appalti, secondo criteri ancora da stabilire, per arrivare agli affidamenti di durata poliennale (6 anni dei contratti commerciali). Una privatizzazione delle aree pubbliche? Tecnicamente sì. Alla fase di aggiudicazione della procedura a evidenza pubblica, seguirà infatti la sottoscrizione del contratto di concessione. A quel punto i «soggetti economici» risultati vincitori prenderanno in carico i parchi, impegnandosi a garantirne il presidio e la vigilanza; con l’onore per il concessionario delle opere di miglioramento, delle azioni gestionali, degli interventi di cura e manutenzione delle aree e delle strutture: si tratta di trasferire al privato un uso esclusivo e non condiviso dei parchi e delle strutture sportive al loro interno presenti.

Ecco i Parchi in via di «privatizzazione» 

1  Parco del Fungo  page1image5085008.png

P.le Licio Giorgieri 

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Guidonia 

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304,12 €/mese 
2  Parco degli Angeli  Via Rosata n.62  Collefiorito  507,22 €/mese 
3  Parco di Valerio  Via Percile  Setteville Nord  364,50 €/mese 
4  Parco Valle Pilella  Via Nievo  Villanova  395,12 €/mese 
5  Parco Giardino Dott.ssa Maria Cutuli  P.zza San Giuseppe Artigiano  Villanova  607,95 €/mese 
6  Parco Gran Paradiso  Via Monte Gran Paradiso  Colleverde  601,71 €/mese 
7  Parco La Maddalena  via La Maddalena  Marco Simone  210,75 €/mese 
8  Parco Pichini  in Via Vecellio  Pichini  404,51 €/mese 

Le reazioni a Marco Simone sul sito di quartiere marcosimoneonline

«E’ uscito il bando che riguarda l’assegnazione ai privati di 8 aree verdi nel comune di Guidonia – scrivono i cittadini -. Le uniche due aree verdi pubbliche di  Marco Simone-Setteville Nord (Parco di Valerio e Parco di Via La Maddalena)  sono presenti entrambi nel bando. Per quantificare il canone, un incaricato del comune ha redatto una  scheda, http://www.guidonia.org/avviso/avviso-gestione-parchi/ praticamente valutando il lavoro dei volontari, che ha contribuito ad incrementare  il valore del canone!!! Quindi prima il Comune ha assegnato i parchi alle Associazioni per la cura, poi li ha stimati e ora li privatizza! Il bando prevede che oltre al riconoscimento del canone  all’amministrazione, si avrà l’onere della custodia delle strutture e delle attrezzature presenti, della pulizia e della manutenzione ordinaria dei luoghi. In cambio si potrà, a proprio onere e spese,  presentare progetti migliorativi delle infrastrutture e degli spazi pubblici anche attraverso l’organizzazione di attività ludico-ricreative, sportive, educative e culturali, rispettando le prescritte autorizzazioni.  

Ad esempio al parco di Valerio si potrà  mettere un chiosco a proprie spese (siamo assolutamente favorevoli)  ma oltre l’investimento occorre versare al Comune € 364,50/mese (€ 4.374,00/annuo) . 

Sempre a proprie spese si dovrà revisionare l’impianto elettrico, mentre il campetto non può essere riparato ma andrebbe rifatto il manto. L’area è solo 2000 mq e quindi può ospitare un numero ridotto di persone ed ha un parcheggio già oggi insufficiente. 

È pertanto chiaro che eventuali manifestazioni di interesse sopratutto per il parco di Valerio, dovranno mirare a privatizzare il campo da calcetto per rientrare delle ingenti spese sostenute sia per il chiosco che per la manutenzione del parco. 

La privatizzazione potrebbe riguardare anche aree destinate a feste. Praticamente il Comune oltre a non fare nulla, come già oggi accade (in tre anni non ha neanche formalmente intitolato il parco), vorrebbe incassare canoni che inevitabilmente sarebbero ribaltati come costi sui cittadini. 

Se possiamo tollerare che ciò avvenga ad esempio per un servizio bar, di certo la cosa non è tollerabile per la privatizzazione di un campetto da calcio, o di un’area per feste private! Le nostre aree di verde pubblico sono solo due, 4000mq in tutto per 12.000 abitanti!!!

In questi 3 anni di gestione del parco da parte dell’Associazione e dei numerosi volontari, il Comune non ha speso un centesimo, non abbiamo ancora attiva la corrente e non sono state fatte le manutenzioni straordinarie da noi richieste. In più ci hanno  vietato l’uso delle telecamere di videosorveglianza!!! Praticamente il comune affitta un bene pubblico (che i cittadini hanno pagato con le loro tasse e migliorato con il loro impegno), si rifiuta di fare qualsiasi  investimento e non da’ alcuna garanzia a chi potrebbe essere interessato alla gestione. 

Gli stessi consiglieri, già criticati per il loro operato, si giustificano facendo riferimento ad un regolamento dei parchi approvato senza voti contrari. Peccato che il bando non fa riferimento al regolamento ma ad una convenzione della quale non vi e’ traccia. 

Ricordiamo al Comune che se vuole creare posti di lavoro con i parchi pubblici deve investire e non tassare, ribaltando i costi sulle spalle dei cittadini!».

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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