GUIDONIA – Il blitz risale a martedì 19 gennaio 2021. Quando i carabinieri forestali, su disposizione della Procura di Tivoli, hanno bussato alle porte del canile romano Casaluca che, almeno da un decennio e sempre in regime di proroga contrattuale, per conto del Comune di Guidonia Montecelio, alloggia randagi (ora è accertato anche defunti) a spese dei contribuenti. Proprio martedì scorso, i militari dell’Arma hanno operato un accesso controllato nella struttura, in raccordo con il personale comunale. Dai primi riscontri incrociati con l’anagrafe della Asl Rm5, tornati finalmente disponibili, è emerso che per una ventina di esemplari non è stato possibile accertare il momento del decesso in assenza delle certificazioni veterinarie. Anomalie, cani già morti ma fatturati come vivi e vegeti, per cui la struttura alloggiativa avrebbe continuato a riscuotere dall’Ente la diaria giornaliera di circa 3.50 a randagio. È la pista sulla quale muove da mesi la Procura di Tivoli, formulando ipotesi di reato.

Fondamentali nello sviluppo delle indagini sono stati gli accertamenti operati dell’associazione Fedra, una onlus di volontari guardie zoofile convenzionata con lo stesso Comune che, su disposizione del dirigente dell’Area V (Randagismo e Paesc) Paola Piseddu, a maggio 2020, aveva effettuato una serie di controlli mirati. All’epoca come oggi, l’unico dato certo erano le spese annue complessive per il mantenimento dei randagi: oltre 500 mila lo stanziamento comunale per la tutela degli animali da affezione e prevenzione del randagismo presso strutture convenzionate. NE ABBIAMO SCRITTO QUI:  Cani d’oro (anche) nell’era 5Stelle, l’Ente paga 550mila euro l’anno per il mantenimento dei randagi. E il loro numero è un mistero buffo. Un lavoro concluso con una relazione «bomba» attraverso la quale si è potuto accertare che i numeri forniti da Casaluca non coincidevano con quelli registrati dalle guardie zoofile della Fedra. 

La gestione dei randagi, e l’opportunità per il Comune attualmente a guida 5Sstelle di dotarsi di una struttura di proprietà, sono al centro dell’attività della commissione Urbanistica nel mese di gennaio. L’amministrazione grillina sarebbe orientata a costruire un canile municipale su un’area localizzata nel quartiere di Marco Simone/Setteville nord a destinazione agricola, che per questo necessiterebbe di una variante al piano regolatore. A seguire da vicino gli sviluppi sul fronte canile e attività delle guardie zoofile c’è anche Alessandro Cocchiarella, il consigliere comunale stellato già delegato all’Ambiente e al Randagismo e presidente della commissione Ambiente.

 

 

 

 

 

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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