GUIDONIA – Subito la cronaca delle ultime ore. In accordo con il sindacato i lavoratori delle cave (a un passo dal licenziamento) hanno interrotto la protesta. Il sindaco Michel Barbet, reduce dalla fuga notturna dal palazzo sotto assedio, costretto alla scorta fino all’uscio di casa, starebbe valutando una soluzione tecnica per dare respiro alla azienda, la Str, destinataria il 10 agosto scorso di una revoca dell’autorizzazione estrattiva. Un provvedimento tampone che traghetti la impresa, altrimenti in chiusura, alla decisione del Tar attesa per il prossimo mese. Oggi, martedì  5 settembre, è stata la giornata della lunga marcia degli operai. Partito dalla Tiburtina, il corteo (dopo la occupazione della ex statale) ha percorso una decina di chilometri ,sotto il sole cocente, raggiungendo la piazza del Comune di Guidonia Montecelio. Strappando applausi e altra solidarietà. È stato anche il giorno degli imprenditori del travertino, che in una conferenza stampa, carte alla mano, hanno ripercorso tempi, modalità e tecnicismi di una crisi ormai semestrale, che merita approfondimenti ulteriori dopo le inchieste pubblicate su questo Blog a cura di chi scrive.

La prossima tappa ora è il consiglio comunale straordinario, convocato domattina (6 settembre) su richiesta delle opposizioni (compatte) con la formula della massima urgenza. Obiettivo: tenere alta la attenzione della opinione pubblica sulla crisi in atto nel settore produttivo più importante del territorio, 2mila addetti tra diretti e indotto, fatturati milionari, il 5% del Pil (prodotto interno lordo) regionale. Una industria che esiste e resiste dai tempi dei romani e che sembra pagare pegno (anche) alla approssimazione delle informazioni che viaggiano sul più importante dei social, fino a determinare i comportamenti di chi governa e di chi insegue l’azione di governo: i tifosi e i troll impegnati in una attività costante di depistaggio dalla realtà e dai fatti. Lo rimarcava oggi il presidente del Centro per la Valorizzazione del Travertino Romano Filippo Lippiello in conferenza stampa: contro di noi in questi giorni una campagna di odio.

Quanto Facebook sia stato condizionante dell’operare grillino è emerso chiaramente nelle ore concitate della protesta. La notte scorsa. Quando la comunicazione più importante del sindaco, attesa da centinaia di lavoratori stipati in piazza, arrivava via social. Chiarendo definitivamente il Barbet pensiero: la vertenza della Str non era più materia comunale. Le sorti di quella azienda, una delle più importanti del comparto, venivano lasciate alla giustizia amministrativa, senza più interventi della amministrazione (salvo gli eventuali ripensamenti dell’ultima ora sui quali si attendono lumi). La piazza virtuale è stata l’altro teatro della crisi e il suo culmine. Una finestra aperta 24 ore sulla protesta con centinaia di foto, video e dirette a raccontarne l’istante. Senza alcuna attenzione o verifica alla qualità del materiale condiviso. Anche gli elementi più strettamente tecnici alla base della vertenza, da trattare con le competenze e capacità di comprenderne esattamente i contorni, si sono persi nel mare magnum dei commenti. Generando un diffuso delirio di onniscienza dove tutti pensavano di sapere tutto, formulando teorie prive di fondamento e di una effettiva autenticità. Una superficialità che in un crescendo da studio sociologico ha assunto tratti sempre più aggressivi, e la crisi delle cave i contorni di una rivalsa. Per tanti l’unico modo di dare l’impressione di contare qualcosa.

Un contesto all’interno del quale anche talune intelligenze si sono perse, in alcuni casi facendosi strumento di transito per informazioni mendaci e strumentali: il buco di 400 ettari causa del danno ambientale, il dissesto idrogeologico. Ma anche la storia delle piramidi e delle subsidenze, delle aziende a un passo dalla rinascita grazie alla bacchetta magica della Regione sul punto di commissariare il comparto estrattivo, sottraendolo alle stringenti procedure amministrative comunali al contrario non certamente mutuabili per aver originato i provvedimenti di revoca. Responsabilità è principalmente di chi ha violentemente importato a Guidonia il modello. I 5Stelle al governo della città hanno fatto di Facebook lo strumento strategico per la diffusione di fake news e mezze fake news, fino a raggiungere il culmine nella circostanza della crisi del settore estrattivo. Ancora in queste ore le false notizie viaggiano veloci, dense di retorica, sui Gruppi prescelti, condizionando intelletti.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

2 Commenti
  • Giuseppe Alfonsi

    Spero che finalmente si faccia chiarezza sulla situazione del settore estrattivo che nonostante la crisi economica,dell’edilizia sia pubblica che privata,a fatica contribuisce al bilancio del paese in modo importante. Grazie all’informazione libera!!!

    Settembre 6, 2018

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