GUIDONIA – Ci vuole il taccuino per appuntare i nomi di chi va o viene dagli uffici comunali senza andare in confusione. Poi ci sono i nuovi dirigenti annunciati – negli atti pubblici, non su Facebook – e mai arrivati a Palazzo. È il caso del capoccione di turno, («scegliamo i migliori curricula» diceva l’assessore al Personale Adriana Calì solo qualche giorno fa), pescato da una graduatoria del Comune di Fiumicino vecchia di nove anni. Il personaggio misterioso però deve essersi perso per strada. Nonostante la chiara volontà della giunta, si è detto nei corridoi, intoppi procedurali avrebbero impedito la regolare sottoscrizione del contratto di assunzione, rimandando gli intenti dell’amministrazione 5Stelle punto e a capo nel gioco dell’oca. Senza spiegazione alcuna per i cittadini da parte del sindaco. Deve essere andata così se, per colmare i vuoti nella dirigenza, Michel Barbet ha deciso di ricorrere ancora alle promozioni sul campo dei funzionari. Con l’intenzione di interrompere l’ interim troppo a lungo lasciato nelle competenze del segretario generale Livia Lardo, è novità di queste ore la decisione di Barbet di attribuire le funzioni dirigenziali del settore Cave, Attività produttive a Donatella Petricca, ingegnere e istruttore tecnico direttivo, responsabile unico del procedimento di tutte le pratiche amministrative del settore, già guardiaspalla di Paola Piseddu ai tempi, il settembre del 2018, delle contestazioni dei lavoratori dell’industria del travertino. Il decreto sindacale di nomina diretta, che dà al professionista carta bianca su tutte le scartoffie riguardanti le cave, rinnovi e dinieghi, autorizzazioni, è stato pubblicato ieri sera, il 18 ottobre, sull’albo pretorio del Comune di Guidonia Montecelio. Barbet insiste dunque con il trasferimento diretto delle funzioni dirigenziali a personale di altro comparto della pubblica amministrazione in violazione delle norme, era già successo: Illegittimi i decreti di nomina dirigenziale, Barbet non poteva «promuovere» i funzionari. Inefficaci anche gli atti prodotti.

Il caso Roccolino

Sempre in queste ore la domanda che tutti si fanno è una e solo una: Nicolò Roccolino sarà il vincitore della selezione pubblica per titoli e colloqui aperta dal Comune per l’assunzione triennale di un dirigente finanziario? Gli esami dei candidati si sono tenuti lunedì 14 ottobre ma alcuna indiscrezione ancora trapela dalla commissione giudicatrice e i corridoi restano muti. La procedura è quella individuata dall’articolo 110 del testo unico degli enti locali, comma 1, che lascia ampio margine di discrezionalità ai commissari nella valutazione dei candidati. Roccolino è personaggio noto nel Palazzo. Arrivato dal Comune di Venafro (Molise) con la qualifica di istruttore direttivo (funzionario) a fine luglio è finito subito a capo del settore economico, con funzioni e stipendio da dirigente. Successivamente confermato con contratti mensili e modalità al limite della legittimità. Lo hanno denunciato i sindacati, le opposizioni consiliari a più riprese. Un caso che ha agitato parecchio  le stanze dell’amministrazione 5Stelle. Leggi La fantaNomina di Roccolino, il pasticcio sulle posizioni organizzative ma senza personale il Comune rischia il crac.

Sul personale approssimazioni e cattiva programmazione 

La gestione del Personale, nel complesso, ha mostrato lacune dovute alla mancata programmazione del fabbisogno dopo l’entrata in vigore di quota 100 un anno fa. La crisi era insomma annunciata. Lo ammette anche Adriana Calì, arrivata a Palazzo Guidoni a giugno per dare una sistemata agli assetti: l’amministrazione ha agito con l’acqua alla gola, quando i dipendenti se n’erano già andati da uffici e servizi rimasti sguarniti. L’emergenza di reperire subito nuovo personale non ha lasciato quindi molte alternative, il Comune si è ritrovato con una dotazione organica decisamente sottodimensionata e con la necessità di correre ai ripari. Dopo l’apertura delle procedure di mobilità, quasi mai andate a buon fine, la linea seguita dall’amministrazione Barbet, con una sequela di atti controversi sotto il profilo della legittimità, è stata quella di pescare da vecchie graduatorie interne risalenti a concorsi del 2010, andate pressoché esaurite, poi di guardare agli elenchi di alcuni comuni limitrofi. Certo, la via dei concorsi propri (che a Guidonia mancano dal 2011) sarebbe stata la più limpida e trasparente per ingaggiare nuovo personale, la giunta municipale ha invece deciso di percorrerne altre più tortuose e opache.

L’istruttore tecnico arriva da Roviano 

Una di quelle strade ha portato Barbet e Calì nella direzione del Comune di Roviano. Dopo gli esiti negativi arrivati dalla procedura di mobilità aperta a luglio per l’assunzione di un funzionario tecnico, la impossibilità di attingere a graduatorie interne, la giunta, un paio di settimane fa, ha dato indirizzo agli uffici di sottoscrivere un accordo con il piccolo comune montano per utilizzare la graduatoria di altro ente. Dove, è il caso di dire, una amica social del capogruppo 5Stelle Giuliano Santoboni (che però dichiara di non conoscerla) e del sindaco Michel Barbet, risulta l’unico candidato idoneo non vincitore di concorso. La graduatoria è relativa a una selezione per titoli e esami bandita dal Comune di Roviano nel 2018 per un posto a tempo indeterminato di istruttore tecnico direttivo (categoria D),  vinta ovviamente da altro professionista.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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