Mafia Bianca, nel fascicolo processuale le email  inviate al maresciallo Enrico Ricci. Il dirigente presumeva la esistenza di una Connection dei vertici dell’Ente finalizzata a favorire il Ras dei rifiuti. Per questo preavvisava la Guardia di Finanza dei provvedimenti che si apprestava ad assumere

ENRICO Ricci era all’occorrenza un consigliori. Il maresciallo in forza al primo gruppo della Guardia di Finanza di Roma fungeva (anche) da canale di sfogo in quei giorni di luglio del 2015, all’indomani dell’arresto del sindaco Eligio Rubeis avvenuto il 20. Non c’è solo Patrizia (S)alfa a contattarlo con una certa frequenza nei panni dell’informatrice accreditata che opera, con sistematica continuità, una intensa attività di intelligence finalizzata a reperire elementi utili alle indagini. A lui si rivolge, in almeno in tre circostanze (e fino a settembre), anche Paola Piseddu, il dirigente dell’Ambiente in quel momento alle prese con l’affaire Tmb e le presunte, indebite pressioni alle quali la politica l’avrebbe sottoposta per mesi. Le email inviate da Piseddu a Ricci sono negli atti processuali di Mafia Bianca. Presenti nei rapporti interni alla Fiamme Gialle e in quelli inviati dagli investigatori alla Procura di Tivoli. Il dirigente riferisce dettagliatamente “gli ultimi fatti accaduti”, premettendo che qualcuno la consiglia. Una persona vicina che, si desume dal tenore della informativa, ne segue il lavoro e la vita, un amico/a che sospetta impicci e imbrogli dei vertici comunali, e che suggerisce al dirigente di parlarne con Ricci. Piseddu esegue. È così quel 2 settembre del 2015. Quando scrive lamentando di essere “alle prese con il Tmb […] cercherò di sintetizzare al massimo, mi servirebbe solo una verifica, per il momento su questi nominativi”.

Piseddu appare suggestionata dalla esistenza di una Connection dei vertici comunali, lo si intuisce dai contenuti della stessa email, nei passaggi in cui l’architetto chiede a Ricci informazioni sugli assetti societari del “Gruppo Cerroni (Manlio ndg) e sui soggetti operanti nell’ambito di quelle aziende. Sul Supremo, Ras della munnezza mondiale, si esprime in termini inconfutabilmente tendenti a manifestarne il pregiudizio. Scrive: “La ditta in questione, proprietaria dell’impianto, è connessa al gruppo Cerroni, patron delle discariche e noto alle Procure, quindi certamente anche a voi”. Poi, anticipa agli investigatori i termini del lavoro al quale sarà chiamata nei giorni successivi. Senza troppo badare ai vincoli di riservatezza, scrive di dover “esprimere un parere nell’ambito della conferenza dei servizi che si terrà il 16.09.2015 per l’autorizzazione integrata ambientale (Aia) che dovrebbe autorizzare l’esercizio del nuovo Tmb. […] Ho la sensazione che il percorso di approvazione della nuova Aia, o meglio rinnovo, sia punto di arrivo determinante e conclusivo e che abbia subìto delle scorciatoie. […] Insomma il succo è che a breve si dovrà decidere (in conferenza dei servizi) se approvare una variante non sostanziale di un provvedimento illegittimo. Oltretutto, va evidenziato che il sito su cui sorge l’impianto, si trova a ridosso della discarica su un’area fortemente inquinata”.

La Piseddu spiega comunque di avere una sommaria conoscenza delle carte relative a quel procedimento amministrativo, “gli accenni grossolani che ho appena fatto sono stati desunti in estrema fretta dai pochi atti esaminati”; e di essersi informata prevalentemente presso un sito ambientalista (www.fontenovesi.it ndg) del quale consiglia a Ricci il link per una presa di visione. Quindi conclude: “Ho scritto ciò che mi pare utile […] non sono contraria agli impianti di Tmb ma mi insospettiscono il sito inquinato su cui sorge, e la procedura semplificata che viene adottata per attivare un impianto fortemente chiacchierato. […] Scusate ancora se approfitto, in ogni caso, anche se non potete rispondermi io vado avanti”. Come una moderna pulzella d’Orléans che ha smesso i panni di dirigente pubblico e indossati motu proprio quelli della informatrice della Procura, Piseddu l’8 settembre torna a scrivere a Ricci. Recosocontando su come intenda muoversi. Ancora in deroga al principio di riservatezza, anticipa che “adesso che sono ufficialmente delagata per la conferenza, sto preparando un parere negativo che manderò per iscritto all’amministrazione, prima di andare in conferenza elencando i motivi dell’espressione negativa”.

Anche i pettegolezzi trovano spazio nella attività informativa di Piseddu, dopo le congetture, le supposizioni e i sospetti: “Oggi ho incontrato De Paolis (Angelo suo collega dirigente in quel momento all’Urbanistica ndg) il quale sentendo che mi interessavo alla questione del Tmb mi ha detto di andarci leggera, in sostanza di non oppormi, che si tratta di poteri forti. […] Precisando che loro devono aprire perché a Roma c’è il Giubileo. […] Quindi bisognava lasciare autorizzare l’impianto, sostanzialmente senza oppormi. […] Ho ritenuto di informarvi, se non altro perché, visto che non ho scelta e devo partecipare alla conferenza dei servizi, almeno sappiate che io sto facendo di tutto per fare una istruttoria approfondita e severa di cui appena pronta vi invierò copia”. Così farà. Gli atti, particolarmente approfonditi e severi, evidentemente risultato di una prassi straordinaria, sono nel fascicolo sulla Mafia Bianca. A che titolo il dirigente delegasse alle Fiamme Gialle la conoscenza di processi interni all’Ente locale, sarà compito di altri, eventualmente, accertarlo. Se non si siano addirittura prefigurate le condizioni per una violazione del segreto d’ufficio.

I contatti con la Procura duravano da un po’. Almeno dal 17 giugno del 2015. Quando l’architetto rendeva sommarie informazioni in Procura su un episodio specifico in merito al quale sarà riascolatata il 23 per ulteriori approfondimenti. La faccenda ruota intorno all’affitto dei locali di proprietà di Bartolomeo Terranova che lei, da dirigente deve indicare come nuova ubicazione del settore Commercio. Sarà l’oggetto prevalente della sua testimonianza (per l’accusa) domani nell’ambito del processo alla Mafia Bianca. Piseddu era sottoposta a un notevole stress per via di quella incompatibilità con le attività del locatore. Sua sorella Alessandra, anch’ella architetto, è infatti collaboratrice storica dell’imprenditore. La storia continua. Domani su questo blog

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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